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MUSEOWEB dell'economia varesina

 Ambrogio Bernasconi

L’apprendistato imprenditoriale e l’avvio dell’attività (1922-1934)

Ambrogio Bernasconi, fondatore dell’impresa. Archivio d’impresa.Negli ultimi anni dell’Ottocento, Ambrogio Bernasconi, ancora adolescente, lavora presso la ditta Lana di Gallarate specializzata nella produzione di bocchini in corno per pipe. Maturata un’ampia esperienza nella lavorazione del corno, prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, Ambrogio Bernasconi avvia con due soci un’attività in proprio per la produzione di bocchini da pipa e da sigaretta, in via Garibaldi a Crenna di Gallarate. A guerra conclusa, Bernasconi liquida i suoi soci, avvalendosi dell’aiuto della moglie, Enrichetta Rovizzoli, nel proseguimento dell’attività, d’ora in poi a stretta conduzione familiare. L’impresa, oltre ad accessori per fumatori, produce impugnature per biciclette e manici per ombrelli in corno, sfruttando lo stesso materiale e le stesse competenze di lavorazione acquisite nella produzione di bocchini. Il corno , infatti, viene acquistato intero e successivamente diviso in tre tagli: la punta, per i bocchini delle pipe, il taglio in mezzo per le manopole per le biciclette e per i manici di ombrelli e la parte finale, rivenduta, per la produzione di pettini. Foto di ombrellaio che vende e ripara ombrelli. Foto donata alla famiglia Bernasconi nel 1960 da una ditta torinese.Nel 1925 entra nella ditta di famiglia il figlio maggiore di Ambrogio, Isidoro Bernasconi, e successivamente, verso il 1930, anche il secondo figlio, Enrico Carlo, avrà parte attiva nell’impresa che diviene una società di fatto. L’ingresso dei figli segna un cambiamento nel prodotto dell’impresa che dapprima abbandona la produzione degli articoli per fumatori e poi anche delle manopole per biciclette, concentrandosi sugli accessori per ombrelli (manici, bastoni, punte degli ombrelli). Tale scelta è dettata dalla volontà di concentrarsi sull’articolo di produzione più redditizio e di svilupparlo con l’utilizzo di altri materiali, quali il legno e la pelle, avvalendosi dell’esperienza portata da Enrico Carlo Bernasconi che aveva precedentemente lavorato in una fabbrica di scarpe, la Marelli di Gallarate. Sempre intorno al 1930, l’impresa, subentrando nei locali occupati precedentemente da una carpenteria, si sposta nell’attuale sede che conoscerà diverse ristrutturazioni e ampliamenti negli anni successivi.

Dal 1935 al 1960

Disegni di manici in legno con placche di corno sui lati degli anni quaranta e cinquanta. Archivio d’impresa.Nella seconda metà degli anni trenta, Isidoro ed Enrico Carlo Bernasconi, assumono di fatto la conduzione dell’impresa affiancandosi al padre Ambrogio. L’avvento della Seconda guerra mondiale, però, costringe i due fratelli al servizio militare tenendoli forzatamente lontani dall’impresa fino al termine del periodo bellico. Nel 1949 l’attività della ditta viene ereditata dalla nuova società “Ambrogio Bernasconi di Bernasconi Isidoro e Bernasconi Enrico Carlo & c. Sas”, che vede Ambrogio Bernasconi socio accomandatario e i suoi due figli soci accomandanti. Isidoro si occupa della produzione e della parte commerciale dell’attività, Enrico Carlo, invece, cura il rinnovo della produzione con l’ideazione di nuovi modelli. Con l’avvento della plastica, l’impresa nel corso degli anni cinquanta si amplia e acquista nuove macchine per la produzione. Unica nel suo settore si dota di una officina meccanica con un attrezzista fisso in fabbrica. Ciò permette una rapida e assai meno onerosa realizzazione di stampi per la produzione di nuovi modelli, senza dover dipendere da fornitori esterni, e assicura al contempo una manutenzione continua e immediata delle macchine. Parallelamente il numero degli operai sale fino a toccare i cinquanta addetti. Impugnature in corno degli anni cinquanta. 2007, Archivio Centro per la cultura d’impresa.L’espansione dell’impresa è resa possibile principalmente grazie all’esportazione del prodotto negli Stati Uniti, avviata già durante la guerra, che permette di annullare gli effetti negativi dovuti ad una produzione tipicamente stagionale come quella degli ombrelli. I tempi di consegna, data la distanza del mercato, costringono i committenti ad ordinare in primavera, permettendo così all’impresa di lavorare a pieno ritmo anche nel periodo estivo. Inoltre i profitti derivati dall’esportazione consentono all’impresa, che pure è soggetta a un ciclo stagionale, a operare con continuità nel corso dell’anno con vantaggio per l’occupazione. La vendita negli Stati Uniti comporta la realizzazione di un preciso campionario, per cui ci si avvale del rappresentante americano dell’impresa, distinto da quello destinato al mercato europeo e realizzato dai due fratelli. Negli anni cinquanta Ambrogio Bernasconi e le famiglie dei due figli si trasferiscono in una casa adiacente alla fabbrica.

Dal 1961 al 1989

Calzascarpe prodotti negli anni sessanta. 2007, Archivio Centro per la cultura d’impresa.Nel 1961 i due fratelli Bernasconi divengono entrambi soci accomandatari della società, sancendo ufficialmente il ritiro dall’attività del padre Ambrogio. Gli anni sessanta si caratterizzano per la forte esportazione verso gli Stati Uniti, circa il 60% dell’intera produzione, e vedono la presenza attiva nell’impresa della terza generazione Bernasconi: i figli di Isidoro, Ambrogio e Francesco, e i figli di Enrico Carlo, Umberto e Sergio. A Francesco Bernasconi, a tempo pieno nell’impresa dal 1969, viene affidata dal padre la parte commerciale e in particolar modo i rapporti con i mercati esteri. Qualche anno dopo, Umberto Bernasconi, figlio di Enrico Carlo, viene incaricato della contabilità dell’impresa. Nel frattempo l’acquisto di macchine ad iniezione diretta comporta un notevole aumento del numero di pezzi prodotti. Si amplia di conseguenza la sede con la costruzione di un nuovo capannone e tutti gli anni settanta si rivelano anni molto positivi per l’impresa. Nel 1974, alla morte di Ambrogio Bernasconi, la società vede l’ingresso ufficiale della terza generazione dei membri della famiglia. La famiglia Bernasconi. Da sinistra: Umberto, Enrico Carlo, Franco e Isidoro. 1988, Archivio d’impresa.Il processo di espansione dell’impresa si interrompe intorno alla metà degli anni ottanta, quando la Bernasconi perde il mercato americano, sostituito da nuovi mercati europei nei quali viene attivata una rete di rappresentanti. Le vendite in Francia, Inghilterra e Spagna, con la produzione di linee di modelli dedicate ad ogni singolo paese, riescono a compensare completamente la perdita del mercato statunitense. La percentuale di produzione esportata si mantiene, quindi, alta. Nel 1988, la necessità di trovare fonti di profitto collaterali porta all’apertura di uno spaccio presso la sede – per la vendita di ombrelli, bastoni e piccola pelletteria – e ad ampliare l’oggetto sociale all’abbigliamento, strada che tuttavia non viene percorsa.

Dal 1990 ad oggi

Catalogo dei bastoni attualmente in produzione. 2004, Archivio d’impresa.Con il 1990 l’impresa vive circa quattro anni consecutivi di grave crisi dovuta alla concorrenza cinese cui la maggior parte dei clienti europei si rivolge, attratto dai bassi costi delle forniture. In particolare scompaiono le aziende europee che producono le intelaiature metalliche degli ombrelli, costringendo la Bernasconi, così come altre imprese del settore, per non chiudere, a rifornirsi anch’essa dai produttori cinesi per l’acquisto di tutte le parti in metallo. Nel 1994 la società si trasforma in “Ambrogio Bernasconi srl” in seguito al ritiro dei fratelli Isidoro ed Enrico Carlo: Francesco diviene presidente e amministratore delegato, mentre Isidoro, Enrico, Umberto, Sergio, e Ambrogio assumono le cariche di consiglieri. Al calo produttivo si accompagna la riduzione del numero degli addetti, ottenuta, senza gravi traumi, grazie al ritiro di alcuni operai che, in questi anni, maturano la propria anzianità lavorativa. Esterno del reparto stampaggio. 2007, Archivio Centro per la cultura d’impresa.La produzione dell’impresa si concentra sulle forniture di alta gamma, dove la qualità richiesta e la difficoltà tecnica di alcune lavorazioni non temono la concorrenza straniera, e sulla produzione di bastoni. Dalla fine degli anni novanta, poi, l’impresa si introduce nel settore dell’ortopedia con una produzione dedicata di bastoni da appoggio. Questa produzione permette all’impresa di presentarsi alle fiere di settore e alla propria clientela con un prodotto finito e non stagionale. L’aumento del numero dei clienti e la completa copertura del mercato italiano con agenti dell’impresa, garantiscono alla Bernasconi fatturati soddisfacenti che le consentono di continuare anche nella produzione per l’ombrelleria: settore che permane difficile a causa della stagionalità e dell’imprevedibilità delle commesse ricevute, sempre più ridotte e sempre meno costanti. Oggi l’impresa annovera 17 addetti.

Dati anagrafici

Ambrogio Bernasconi Denominazione sociale: Ambrogio Bernasconi srl Forma giuridica: società a responsabilità limitata Attività principale: produzione di accessori per ombrelli, bastoni da passeggio e appoggio Settore: industria Indirizzo: via Alberto da Giussano 13, Gallarate (Va) Tel 0331-793084 Fax 0331- 793894 e-mail info@bastonaio.it sito internet www.bastonaio.it

Genealogie

I segni dell'impresa

[MW-SEGNI:237]

Fonti

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