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MUSEOWEB dell'economia varesina

 A. Molina & C. spa

L’avvio dell’attività e i suoi primi sviluppi

Verso la fine dell’Ottocento Angelo Molina, di origini piemontesi, inizia un’attività di raccolta delle piume d’oca che imballate e selezionate vengono spedite all’estero. Le oche sono molto diffuse nelle campagne irrigue del Novarese e della Lomellina e già note per la qualità del loro piumino. Nei primi del Novecento, il figlio di Molina, Agostino, intraprende, a Cairate, una vera e propria attività di commercializzazione delle piume grezze ma l’impresa viene regolarizzata solo nel 1927 come società di fatto con la denominazione A. Molina & C.. Nel 1929 la società si trasforma in s.n.c. con il fondatore Agostino Molina e l'appoggio dei cugini Francesco e Primo Molina che muore nello stesso anno. Nell’impresa vengono coinvolti anche i figli di Agostino, Angelo e Antonio. Anche se la prima selezionatrice meccanica delle piume, prodotta in Germania, risale al 1920, solo a partire dal 1930 l’impresa introduce le prime lavorazioni della piuma quali la depolverizzazione e la selezione della merce grezza. Nel 1938 all'oggetto sociale si aggiunge il commercio delle pelli grezze da pellicceria e guanteria: tradizionalmente, infatti, chi raccoglieva le piume d’oca trattava generalmente anche pelli animali. Nel secondo dopoguerra con lo sviluppo tecnologico del settore viene introdotta la prima linea completa di lavorazione (depolverizzazione, lavaggio, centrifugazione, bonifica igienico-sanitaria, selezione). Il mercato nazionale inizia la sua fase di espansione post bellica ed aumenta la richiesta delle piume per gli imbottiti (divani, cuscini, poltrone) dell’industria del mobile del vicino distretto dell’arredamento brianzolo.
Nel 1952 muore Agostino Molina e i figli Antonio e Angelo restano proprietari alla pari. La conduzione famigliare dell’impresa si riflette anche nella scelta dell’abitazione. Antonio e Angelo risiedono in una casa costruita dal padre adiacente l’impresa e i loro figli crescono “respirando l’aria della fabbrica”, giocano con i figli dei dipendenti e familiarizzano con la produzione seguendo i genitori nelle fiere campionarie. Nel 1953 viene abbandonata la commercializzazione di pelli gregge da pellicceria per dedicarsi interamente alla lavorazione delle piume e piumini ed entrare nel nuovo settore emergente delle imbottiture per abbigliamento sportivo tecnico, in particolare per l’alto alpinismo. E’ un piumino Molina quello che accompagna la spedizione italiana sul K2 nel 1954. Gli anni sessanta con lo sviluppo della chimica e l’introduzione di prodotti come la gommapiuma sembra mettere in difficoltà la produzione di imbottiture naturali. In quello stesso periodo, nel 1968, muore Antonio Molina e la sua quota viene suddivisa in parti eguali tra i figli Agostino, Mario ed Angelo. Anche la vedova di Antonio, Angela Meana, rimane coinvolta nell’impresa. In questo periodo si consolida la presenza della A. Molina & C. nel settore del mobile imbottito. Parallelamente si evolve il compartimento dell’abbigliamento tecnico dal quale emerge successivamente l’abbigliamento “moda”, tipicamente italiano, all’interno del quale il piumino d’oca acquisisce spazi importanti. Nel corso degli anni l’impresa conosce un grandissimo sviluppo: nel 1972 viene raddoppiato il ciclo di produzione della piuma, nel 1974 viene aggiunta una terza linea. Nel 1975, entra in società Agostino Luigi Molina, figlio di Angelo, che prende progressivamente le redini dell’impresa e già nel 1977 è socio di maggioranza. Agostino Luigi segue principalmente la parte commerciale, coadiuvato dal cugino Angelo Molina junior che, occupandosi del processo di lavorazione, è colui che riesce a dare una impronta industriale all’impresa.

Tessilpiuma e la diversificazione del prodotto

Nel 1977, parallelamente alla lavorazione delle piume, si avvia una produzione di trapunte e guanciali: per gestire questa attività viene creata la Tessilpiuma S.r.l. Su suggerimento di Angelo Molina, si entra così decisamente nel settore del bedding con capi di alta qualità, inizialmente a livello sartoriale. Questa attività viene affidata alla moglie di Angelo junior, Maria Rosa Alberti introducendo una innovazione nella consuetudine familiare che vedeva le funzioni imprenditoriali affidate ai soli uomini. La nuova impresa permette alla Molina di essere direttamente presente in un settore della propria produzione, in modo da poter conoscere i mercati e i loro cambiamenti, cosa altrimenti difficile per un produttore di materie prime. D’altro canto, la Molina rinuncia a produrre cuscini imbottiti per l’industria del mobile per non porsi in concorrenza con i suoi stessi clienti, cioè le aziende di trasformazione. Nel 1981 la Molina diviene società a responsabilità limitata, con Angelo Molina junior alla presidenza e Agostino Luigi quale vice. Nella produzione viene introdotto il ciclo continuo su tre turni di lavoro. Nello stesso anno, la Molina promuove, con altre imprese italiane del settore, la costituzione di Assopiuma, associazione che creerà i presupposti tecnici e normativi indispensabili ad un settore e ad un mercato dove i contenuti di qualità si limitavano al rispetto delle norme di sicurezza e igiene. In seguito a vari aumenti di capitale, la A. Molina & C. diviene società per azioni nel 1984. Nel 1986 muore Angelo Molina junior e la moglie Maria Rosa Alberti entra in società. In questo periodo Agostino Molina, figlio di Antonio, assume la carica di presidente. Nel corso del 1987 si decide di incorporare Tessilpiuma srl in modo da poterla maggiormente sostenere con i più alti profitti derivanti dalla vendita della piuma grezza per l’arredamento e il settore dell’abbigliamento. Tessilpiuma rimane tuttavia come marchio garantendo con ciò la riconoscibilità dei prodotti da parte dei clienti. Nel 1988, viene avviata l'attività di spaccio aziendale per il commercio al minuto di piuma e prodotti tessili.

L’introduzione delle fibre sintetiche

Nel 1990 Agostino Luigi Molina subentra al cugino Agostino nella carica di presidente. E’ lui a interessarsi per primo ai materiali alternativi alla piuma per l’imbottitura. Scelta apparentemente paradossale per un produttore di piume, ciò permette alla Molina di diversificare la propria produzione e di entrare in un settore tradizionalmente considerato dalla famiglia in antitesi con la propria attività originaria. Nel frattempo, in seguito alla caduta del muro di Berlino, l’impresa sfrutta la possibilità di recuperare la piuma d’oca nell’Est Europeo; piuma di alta qualità, quasi alla pari della piuma d’oca del Nord Italia ormai scomparsa e in alternativa all’importazione di piume cinesi destinate a prodotti di qualità medio bassa. Negli anni novanta l’impresa continua ad investire risorse nell’ammodernamento degli impianti produttivi di Cairate e nasce l’esigenza di creare nuovi spazi per aprirsi al mercato emergente delle fibre sintetiche e dei materiali di imbottitura alternativi alle piume. Nel 1993 la Molina acquisisce un altro sito produttivo a Bergoro, dove viene avviata la produzione di un nuovo prodotto costituito da palline sferoidali di fibra poliestere. Questo materiale puro (Rollofill HP) o in mischia con la piuma (Piumaroll) viene destinato al mercato del mobile imbottito riscotendo un immediato interesse. Nel 1994 la Molina ottiene, prima in Italia, la Certificazione di Qualità ecologica Oeko-Tex “Fiducia nel Tessile”. Questo riconoscimento apre all’impresa interessanti sbocchi verso i mercati del Nord Europa, tradizionalmente attenti alla cultura della salute e del rispetto dell’ambiente. Nel 1997 è la volta della certificazione UNI EN ISO 9002: la Molina è la prima impresa europea del settore degli imbottiti ad ottenere tale certificazione. In questi anni l’impresa apre un proprio spazio, in società con altre aziende del settore, nel primo grande Outlet svizzero “FoxTown”, con il nome di “Casa Italiana”. La nascita di altri simili grandi centri commerciali in Italia, porta Molina ad aprire altri negozi di vendita diretta che ammontano, oggi, a dieci. In seguito al continuo incremento della compagine clienti e delle vendite, nel 2000 l’esigenza di nuovi spazi torna a farsi sentire. Viene acquisito nel vicino comune di Gornate Olona un nuovo stabile dapprima destinato a magazzino ed oggi funzionante come vera e propria unità produttiva.

La A. Molina & C. oggi

Nel 2001 viene costituita la Molina do Brasil con sede a Joinville nello stato di Santa Catarina, specializzata nella produzione di materiali per imbottitura per le aziende del mobile e del bedding locali. La scelta è dettata dall’opportunità di essere presenti in un mercato dove il prodotto italiano è molto considerato, anche per la presenza di numerosi oriundi italiani, e dove i costi della manodopera sono più o meno uguali a quelli della Cina, i cui prodotti, peraltro, in Brasile, non vengono importati. Nel 2004 l’impresa avvia un nuovo insediamento a Noci (BA), nel cuore del distretto del mobile imbottito della Puglia e Basilicata, per essere vicina ai propri clienti nell’ottica di un sempre migliore e puntuale servizio. Nel 2005 Molina, grazie al rinnovamento degli impianti, supera senza danni la crisi causata dall’influenza aviaria che colpisce anche l’Europa. Anzi l’impresa arriva a esportare la materia prima sia alle imprese italiane che hanno delocalizzato la produzione in Cina, sia agli stessi cinesi, primi produttori al mondo della piuma. Inoltre il rispetto delle norme igienico-sanitarie degli impianti le consente di ottenere una licenza per l’esportazione delle materie prime e dei prodotti sul mercato americano. La A. Molina & C. incrementa notevolmente in questi anni l’esportazione, il 60% della produzione, ma soprattutto crea prodotti innovativi largamente apprezzati dalla clientela. Oggi la Molina si pone per quantità tra le prime dieci aziende a livello europeo, ha concluso accordi con il gruppo Advansa (ex DuPont) per essere licenziatari europei del Dacron – Effetto Piuma: una particolare fibra cava di poliestere specificamente sviluppata per l’industria dell’arredamento che può essere miscelata in diversi modi con la piuma naturale Molina crea anche il marchio BioSoft per la commercializzazione di prodotti imbottiti e per le imbottiture realizzati con Ingeo: una fibra di Pla, composto da acido lattico estratto dal mais, del tutto analogo ai poliesteri sintetici ma con caratteristiche ecologiche: non produce gas o fumi tossici se bruciato ed è al 100% biodegradabile. L’interesse dell’azienda si è ampiamente focalizzato sul tessuto a tenuta piuma. Le richieste sempre più esigenti della clientela hanno portato a considerare il tessuto quale componente fondamentale del manufatto imbottito che deve permettere la fuoriuscita dell’aria e contemporaneamente impedire la fuoriuscita delle piume. A ciò si uniscono le richieste di finissaggi speciali e ignifughi (Flame Retardant) che rispondono alle recenti normative di salute e sicurezza. A tal proposito nel 2006 gli ottimi profitti e lo sviluppo dell’impresa hanno portato l’azienda ad investire per lacreazione di un polo tessile a Gornate Olona giungendo così a garantire un servizio completo ai clienti. A livello internazionale la Molina rappresenta l’Italia nei consigli direttivi dell’Edfa (European down and feather association), e della Idfb (International down and feather bureau), le associazioni cui fanno capo le principali realtà industriali e commerciali del mondo della piuma, di cui Agostino Luigi è rispettivamente vicepresidente e presidente italiano. Nel 2008 la A. Molina & C. conta settanta dipendenti direttamente assunti e venticinque collaboratori esterni.

Dati anagrafici

molina_logo  Denominazione sociale: A. Molina & C. spa Forma giuridica: società per azioni Attività principale: sviluppo e lavorazione di piuma., piumini e materiali fibrosi per imbottiture. Produzione di manufatti finiti per letto e arredamento. Settore: industria Indirizzo: via Dante Alighieri 36, Cairate (Va) Tel 0331-360730 - Fax 0331- 360838 e-mail molina@molinapiumini.it sito internet www.molinapiumi.it

Genealogie

I segni dell'impresa

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Fonti

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