Relazione della Camera di Commercio ed Arti di Varese in Statistica Agricola, industriale e commerciale del Circondario di Varese – anno 1873

Relazione della Camera di Commercio ed Arti di Varese in Statistica Agricola, industriale e commerciale del Circondario di Varese – anno 1873

Nella Statistica agricola, industriale, commerciale del circondario di Varese per l’anno 1873 la Camera di commercio ed arti di Varese forniva un quadro dettagliato della situazione economica del circondario di Varese. Per quanto riguarda le materie prime (argille varie, caolini, colori) è precisato che esse provenivano soprattutto dall’Inghilterra; altre, quali quarzo, gesso e argille di seconda qualità, erano estratte dal suolo italiano, con costi, tuttavia molto elevati.

La Società Ceramica CCR produceva per un quinto terraglia comune italiana (derivante in parte da prodotti nazionali); gli altri quattro quinti erano destinati a terraglie fini a uso inglese o prussiano (era, questo, uno dei modi per definire – insieme a “maiolica fine” o terraglia feldspatica – la terraglia forte e pregiata, cotta ad alte temperature, 1250°-1300°C). La Relazione dà conto del combustibile: dal 1857 al 1860 veniva utilizzata legna che si ricavava per la maggior parte dalla Svizzera, ma l’enorme rincaro subito nel 1861 aveva indotto a sostituirla con la torba. Veniva impiegato anche il carbon fossile, proveniente dall’Inghilterra, con prezzi tuttavia maggiori rispetto a legna e torba.

Si trova notizia, nel testo, di un mulino idraulico, di proprietà dello stabilimento, della forza di 15 cavalli, per la macinazione dei materiali. Completano la descrizione i sette forni, di cui due grandi, detti forni biscotto, e cinque più piccoli, detti forni di vernici. Viene precisato che i dipendenti erano 205, di cui 30 donne. Le ore di lavoro erano fissate a 12 al giorno in estate e 10 in inverno. Nonostante i lunghi turni di lavoro, le condizioni di salute dei dipendenti non erano considerate a rischio, date l’ariosità e salubrità dei locali (nessun pericolo, dunque, di silicosi, di cui ancora non si sapeva nulla!) I mezzi di trasporto con i quali lo stabilimento smerciava i suoi prodotti in Italia settentrionale e nel Canton Ticino erano carri per le brevi distanze (Laveno-Varese), battelli a vapore sul lago e treni (da Varese e da Arona).

In conclusione la Relazione riporta il giudizio del giurì che aveva accompagnato l’assegnazione della medaglia d’oro alla ditta CCR in occasione dell’Esposizione Varesina del 1871. Vi si legge di una “estesissima dimanda della sua produzione, stante la modicità dei prezzi, inferiori a quelli delle altre manifatture di simil genere, come per la durevolezza, eleganza e bianchezza d’essi prodotti”. Analogamente la sua produzione di mattoni refrattari era in grado di evitare “l’importazione dall’Estero, come prima avveniva, con doppio prezzo”.