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Origini e nascita della Ignis

Guido Borghi. Archivio d'impresaNel 1908 Guido Borghi (classe 1883), dopo un periodo di apprendistato come operaio elettricista, apre una bottega-officina di elettricità e idraulica a Milano, nel quartiere Isola. La città è in fermento, nascono nuovi grandi palazzi, gli affari per la ditta Borghi vanno bene. Il segno del benessere raggiunto è una casa di campagna a Comerio, in località Oricco, ameno luogo di villeggiatura dei milanesi sul lago di Varese.

È qui che, quando il negozio di Milano rimane distrutto durante i bombardamenti bellici dell’agosto del 1943, Guido trasferisce famiglia e officina e costituisce, insieme ai figli Gaetano (1907), Giovanni (1910) e Giuseppe (1915), la società di fatto “Guido Borghi e figli”.

L’anno dopo nasce lo storico marchio Ignis e la ragione sociale diventa “Officine elettrodomestiche Ignis di Guido Borghi e figliGuarda le foto”. Fornelli elettrici, cucine elettriche con forno e ferri da stiro rappresentano i prodotti iniziali della Ignis, che registrano un immediato successo in tutta l’Italia.

Con la crescita della produzione  e dei dipendenti la piccola officina di Oricco si trasforma in uno stabilimento a tre piani e inizia a svilupparsi anche la rete commerciale di vendita. Nascono i primi brevetti di un’impresa che, con il suo centro di ricerca e sviluppo, si caratterizzerà nel corso di tutta la sua storia come una fucina di innovazioni continue tanto sul piano tecnologico quanto su quello dei modelli di utilità e del design.

Con la costruzione di case e l’organizzazione di gite per i dipendenti si esprime l’impegno sociale dei Borghi, che costituirà un tratto costante della loro azione. Nel 1949, con il contingentamento del consumo di energia elettrica, inizia la produzione di fornelli a gas liquido, i cui primi esemplari vengono esposti alla Fiera campionaria di Milano. Un contratto commerciale con la società Pibigas, che con la sua rete di concessionarie porta il gas metano nel territorio, consente alla Ignis di creare un sistema di distribuzione capillare dei propri fornelli esteso all’intero paese. Sempre nel 1949 viene costituita a Napoli la “Serit-Smalterie elettriche riunite Ignis tirreniche srl”, con lo scopo di rifornire i concessionari del Mezzogiorno: la Ignis è una delle prime imprese del nord a investire nel sud.

La grande Ignis

La filiale Ignis di Cagliari. Con la fine del razionamento dell’energia elettrica riprende la produzione dei fornelli elettrici e si avvia anche quella delle cucine miste gas-elettricità e degli scaldabagni. Ma la vera svolta è l’industria del freddoGuarda le foto. Nel 1950 nasce la Società industria refrigeranti Ignis (Siri) spa, con sede e stabilimento (una ex-filanda) a Gavirate, per la produzione dei frigoriferi ad assorbimento. Tre anni dopo il passaggio cruciale: la decisione di costruire il più moderno frigorifero a compressore , in collaborazione con la danese Danfoss, licenziataria della statunitense Tecumesh. Altra innovazione importante è l’impiego della schiuma poliuretanica espansa come isolante – anch’essa d’invenzione americana – che sostituisce la lana di vetro aumentando inoltre il volume interno dei frigoriferi. È del 1954 il trasloco dei macchinari da Gavirate ad una ex fabbrica di glucosio di Cassinetta di Biandronno, dove si producono frigoriferi anche per conto terzi con i marchi Philco, Atlantic, Fiat.

Nello stesso anno muore, vittima di un incidente automobilistico, Giuseppe Borghi, cui subentra nell’impresa il fratello Gaetano. Al prodotto Ignis si affiancano altri marchi propri (Fides e poi Algor) per rispondere a specifiche esigenze commerciali.

Con la scomparsa del fondatore Guido Borghi (1957), la guida dell’azienda passa a Giovanni BorghiGuarda le foto, che nel 1959 riceve l’onorificenza di commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica (seguita da numerosi altri riconoscimenti). Nel 1961 nasce la Ignis iberica. Dopo l’uscita di Gaetano Borghi dall’azienda di famiglia (1963), Giovanni rimane solo al comando della Siri spa, che muta la ragione sociale in “Ignis spa” e incorpora la “Ignis di Gaetano e Giovanni & C. sas”. Nel 1964 inizia presso lo stabilimento di Napoli, nel frattempo ampiamente rinnovato, la produzione di lavatrici.

Del 1965 è la costituzione a Siena di una società (Abril spa) che produce frigo-bar, vetrine refrigeranti e congelatori. Nello stesso anno nasce la Ignis Usa. L’Ignis è una delle imprese simbolo del miracolo economico italiano.

Alla metà degli anni sessanta conta 7.000 addetti, possiede stabilimenti e filiali in Italia e all’estero, esporta frigoriferi in 80 paesi del mondo. Gode di un’enorme popolarità nazionale, grazie alle diverse sponsorizzazioni sportive (basket, ciclismo, pugilato) – iniziate già negli anni cinquanta e volute da Giovanni Borghi, grande appassionato di sport – che rivestono un ruolo centrale nel marketing dell’azienda.

Intenso è in tutti questi anni l’impegno della Ignis sul fronte delle opere sociali con la costruzione di nuove case per i dipendenti, del convitto Paolo VI per i giovani provenienti dal sud, di un “villaggio olimpico” davanti alla fabbrica di Comerio, con il sostegno a un Cral molto attivo. Tutto ciò contribuisce a rafforzare tra i dipendenti il senso di appartenenza aziendale, depotenziando la stessa conflittualità operaia dell’autunno caldo del 1969, che nelle fabbriche della Ignis avrà un impatto contenuto.

La grande Ignis

La filiale Ignis di Cagliari. Con la fine del razionamento dell’energia elettrica riprende la produzione dei fornelli elettrici e si avvia anche quella delle cucine miste gas-elettricità e degli scaldabagni. Ma la vera svolta è l’industria del freddo. Nel 1950 nasce la Società industria refrigeranti Ignis (Siri) spa, con sede e stabilimento (una ex-filanda) a Gavirate, per la produzione dei frigoriferi ad assorbimento. Tre anni dopo il passaggio cruciale: la decisione di costruire il più moderno frigorifero a compressore , in collaborazione con la danese Danfoss, licenziataria della statunitense Tecumesh. Altra innovazione importante è l’impiego della schiuma poliuretanica espansa come isolante – anch’essa d’invenzione americana – che sostituisce la lana di vetro aumentando inoltre il volume interno dei frigoriferi. È del 1954 il trasloco dei macchinari da Gavirate ad una ex fabbrica di glucosio di Cassinetta di Biandronno, dove si producono frigoriferi anche per conto terzi con i marchi Philco, Atlantic, Fiat.

Nello stesso anno muore, vittima di un incidente automobilistico, Giuseppe Borghi, cui subentra nell’impresa il fratello Gaetano. Al prodotto Ignis si affiancano altri marchi propri (Fides e poi Algor) per rispondere a specifiche esigenze commerciali.

Con la scomparsa del fondatore Guido Borghi (1957), la guida dell’azienda passa a Giovanni BorghiGuarda le foto, che nel 1959 riceve l’onorificenza di commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica (seguita da numerosi altri riconoscimenti). Nel 1961 nasce la Ignis iberica. Dopo l’uscita di Gaetano Borghi dall’azienda di famiglia (1963), Giovanni rimane solo al comando della Siri spa, che muta la ragione sociale in “Ignis spa” e incorpora la “Ignis di Gaetano e Giovanni & C. sas”. Nel 1964 inizia presso lo stabilimento di Napoli, nel frattempo ampiamente rinnovato, la produzione di lavatrici.

Del 1965 è la costituzione a Siena di una società (Abril spa) che produce frigo-bar, vetrine refrigeranti e congelatori. Nello stesso anno nasce la Ignis Usa. L’Ignis è una delle imprese simbolo del miracolo economico italiano.

Alla metà degli anni sessanta conta 7.000 addetti, possiede stabilimenti e filiali in Italia e all’estero, esporta frigoriferi in 80 paesi del mondo. Gode di un’enorme popolarità nazionale, grazie alle diverse sponsorizzazioni sportive (basket, ciclismo, pugilato) – iniziate già negli anni cinquanta e volute da Giovanni Borghi, grande appassionato di sport – che rivestono un ruolo centrale nel marketing dell’azienda.

Intenso è in tutti questi anni l’impegno della Ignis sul fronte delle opere sociali con la costruzione di nuove case per i dipendenti, del convitto Paolo VI per i giovani provenienti dal sud, di un “villaggio olimpico” davanti alla fabbrica di Comerio, con il sostegno a un Cral molto attivo. Tutto ciò contribuisce a rafforzare tra i dipendenti il senso di appartenenza aziendale, depotenziando la stessa conflittualità operaia dell’autunno caldo del 1969, che nelle fabbriche della Ignis avrà un impatto contenuto.

Anni duemila

Veduta dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno. 2009, Archivio d'impresaWhirlpool Europe ha mantenuto il marchio Ignis, che si affianca ad altri marchi regionali (Laden in Francia, Polar in Polonia ecc.) oltre che ai brand globali della Whirlpool Corporation (come KitchenAid o Mayag). I target sono di fascia medio-alta e alta, evidenziandosi in questo una diversità rispetto alla più “popolare” clientela Ignis del boom economico degli anni sessanta (una casa, un frigorifero). Un elemento di continuità tra la ex Ignis e la Whirlpool è dato invece dagli investimenti in innovazione, sia tecnologica che di design: dalle applicazioni con nanotecnologie alle superfici touch screen.

I numerosi premi vinti dalla Whirlpool a livello mondiale derivano in buona parte da idee nate proprio nella sede di Cassinetta, il cui centro di ricerca  e sviluppo occupa, tra ingegneri e designer, diverse decine di esperti ad alta qualificazione, molti dei quali provenienti dai paesi esteri.

Altra caratteristica della Whirlpool Italia-Europe è un ambiente di lavoro multiculturale: i dipendenti, tra sede direzionale e stabilimento, appartengono a 18 nazionalità diverse.

Come ai tempi dei Borghi continua inoltre l’impegno nel Sud: lo stabilimento di Napoli produce oggi anche le lavatrici a marchio BauknechtGuarda le foto (nato nel 1919) indirizzate al mercato tedesco. Un po’ come tutte le grandi imprese del settore, anche la Whirlpool conosce nel 2005 una crisi da sovradimensionamento, con un calo strutturale dei volumi e conseguente calo dell’occupazione. Oggi Whirlpool conta in Italia quasi 6000 addetti (sugli oltre 12 mila a livello europeo), di cui 2500 nel varesino. Per la Whirlpool la cosiddetta “economia verde” sta diventando un modello di business di fondamentale importanza.

A Cassinetta è attiva una centrale di cogenerazione, che riduce i consumi idrici e minimizza l’impatto ambientale di un luogo di produzione confinante con un’area umida Guarda le fotoprotetta (in parte proprietà della stessa Whirlpool ma data in gestione permanente alla Provincia di Varese e da questa concessa in uso ad associazioni ambientaliste). Del 2008 è il lancio, a Copenaghen, del progetto Greenkitchen, che fa leva su un nuovo modello di cucina a basso consumo di energia. Nel 2009 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegna a Bracken Darrell, presidente della Whirlpool Europe, il premio nazionale per l’innovazione.

Dati anagrafici

Denominazione sociale: Italiana Macchi spa

Forma giuridica: società per azioni

Attività principale: produzione di bilance, strumenti per pesare, loro parti e food machinary.

Settore: industria

Indirizzo: via G. Matteotti 1
21040 Oggiona S. Stefano (Va)
Tel 0331-217079 – Fax 0331-218331
E-Mail info@italianamacchi.it
Sito Web   http://www.italianamacchi.it

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