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L’avvio dell’attività e i suoi primi sviluppi

Il fondatore Achille Venzaghi. Archivio d’impresaNel 1871, l’appena ventenne Achille Venzaghi, dopo un breve periodo di apprendistato presso un’impresa locale, avvia a Busto Arsizio una piccola produzione di scialli di cotone basata su pochi telai a mano. L’iniziativa nasce sotto il nome del padre Giuseppe Venzaghi, un commerciante in oro che però, nell’ultima parte della sua attività lavorativa, si era occupato della commercializzazione di tessuti . Da qui deriva, probabilmente, la scelta di Achille che, grazie alle sue capacità, sviluppa ben presto la neonata ditta. Nel 1876, infatti, lo stesso Achille Venzaghi costituisce una società con gli zii Bossi e Restelli (Bossi, Restelli & C.) per poter ampliare l’attività. Nel 1881 la società si scioglie, sostituita dalla Ditta F.lli Venzaghi di Giuseppe che Achille fonda insieme ai suoi due fratelli, Luigi e Pietro, per la produzione di scialli e stoffe di cotone con telai a mano. La ditta viene installata in uno stabilimento di via XX Settembre ottenuto in affitto dalla Ditta Carlo Candiani. Dopo solo un anno, la F.lli Venzaghi è già in grado di far costruire degli stabilimenti propri, nell’attuale via Mazzini, adibiti a tintoria e a tessitura.

Nel 1887, Achille Venzaghi compie il suo primo viaggio in America del Sud  seguendo l’amico Enrico Dell’Acqua – un vero e proprio pioniere nella sua attività di apertura di sbocchi commerciali internazionali per l’industria tessile dell’Alto Milanese – proprio con lo scopo di organizzare una rete di vendita stabile per l’esportazione dei propri prodotti.

La crescita delle ordinazioni di tessuti, dall’Italia e dall’estero, spinge l’impresa a sostituire i telai manuali con quelli meccanici per aumentare la capacità produttiva, impiantando così, nel 1892, uno dei primi stabilimenti di tessitura meccanica della zona.

I telai meccanici, utilizzati per la fabbricazione di tessuti greggi e colorati per pantaloni, sono inizialmente cento ma aumentano continuamente fino a raggiungere il numero di 450. Negli stessi anni, Achille Venzaghi compie viaggi in Egitto e Turchia alla ricerca di nuovi mercati, ottenendo nuove commesse che contribuiscono alla continua crescita dell’impresa.

Dal 1906 al 1928

venzaghi_b2-f01Nel 1906, la Ditta Fratelli Venzaghi di Giuseppe, ormai una tra le più affermate aziende tessili bustesi, viene trasformata nella Società Anonima Cotonificio Venzaghi. A capo dell’impresa vi sono Achille Venzaghi, presidente del consiglio d’amministrazione, e il fratello Pietro.

L’anno successivo, l’impresa attua un programma di ampliamento delle proprie attività con la costruzione di una filatura di cotone americano di circa 12.000 fusi.

Questo processo di espansione non si arresta nemmeno dopo il 1907, anno in cui tutto il settore registra una prima crisi di sovrapproduzione.

Nel 1909, infatti, viene decisa la creazione di un nuovo impianto di filatura e si perfeziona la capacità produttiva degli impianti completando i reparti tintoria e preparazione: l’obiettivo è il raggiungimento del ciclo completo di lavorazione del cotone, dalla materia prima al tessuto finito.

L’avvento della Prima guerra mondiale porta gravi difficoltà all’industria cotoniera dell’Alto Milanese a causa della carenza di materia prima, di energia, di combustibile e per la chiusura dei mercati d’oltremare, tanto faticosamente conquistati pochi anni prima. Questo difficile periodo viene superato grazie alle importanti forniture commissionate per l’esercito italiano e anche francese che divengono, anzi, un’ulteriore occasione di crescita.

A guerra conclusa, nel 1918, Achille Venzaghi, in memoria del figlio Carlo, deceduto durante il servizio militare, istituisce un fondo pensioni per i dipendenti del cotonificio divenuti inabili al lavoro ed una cassa di maternità per le proprie operaie gestanti.

Nel 1920, nell’ambito di una politica di diversificazione degli investimenti, dovuta alle difficoltà che anche il Cotonificio Venzaghi si trova ad affrontare negli anni dell’immediato dopoguerra, la società partecipa alla costituzione dell’Istituto autonomo bustese per le case popolari, alla costituzione della Società agricola italo-somala e prende parte all’aumento del capitale sociale della Società anonima consorzio utenti nafta.

Nel 1921, Achille Venzaghi si ritrova coinvolto senza colpa, in quanto socio fondatore, nello scandalo del fallimento della Banca Italiana di Sconto, un istituto ben articolato in Italia e all’estero, ma fondato ed operante in modo particolare nell’Alto Milanese. In questi anni Giovanni Venzaghi, figlio di Achille, dirige la società insieme ai cugini Silvio e Mario.

Nel 1924, a seguito di una nuova ripresa della domanda di tessuti, il Cotonificio acquista dall’Anonima manifattura di Gemonio, uno stabilimento di tessitura situato a Cimbro, nei pressi di Vergiate, poi completamente rinnovato.

Negli stessi anni, la fase di espansione del Cotonificio trova un freno nella riduzione della manodopera disponibile, rendendo necessario il reclutamento di forza lavoro in zone più lontane. L’impresa allora, inizia la costruzione di una casa operaia di 147 locali che concede in locazione solo alle famiglie di operai alle dipendenze della società stessa

Fra il 1926 e il 1929, vi sono nuove acquisizioni di stabili adiacenti alla proprietà della società per la costituzione di nuove case operaie e per l’ampliamento della filatura – che aumenta nel 1928 a circa 24.000 fusi – e dei magazzini.

Dal 1929 al 1939

Incidente tra il camion della Venzaghi che portava il filato allo stabilimento di Cimbro e un pullman. Foto anteriore al 1950, Archivio d’impresaLa crisi economica dei primi anni trenta – col crollo dei prezzi all’ingrosso e la perdita di alcuni mercati esteri dovuti alla concorrenza delle industrie inglesi, americane e giapponesi – colpisce anche il Cotonificio Venzaghi che riduce l’orario lavorativo a quattro giornate settimanali. La grave crisi cotoniera e l’assoluta mancanza di ordini sia per l’esportazione sia per il mercato interno, costringono l’impresa a produrre per il magazzino allo scopo di non ridurre ulteriormente le giornate lavorative e, soprattutto, di non ricorrere a licenziamenti che saranno però necessari a partire dal 1932, anno in cui si assiste ad una migliore razionalizzazione del reparto filatura.

Nel 1933, muore Achille Venzaghi, sostituito nella carica di presidente dal fratello Pietro. Nel 1934, entra nel consiglio di amministrazione Antonio Ferrario, marito di Maria Venzaghi, figlia di Achille. Viene creato un Fondo Achille Venzaghi, che utilizza i ricavi della locazione delle case operaie per garantire una pensione integrativa ai dipendenti del Cotonificio.

Con il contingentamento delle importazioni di cotone deciso dalle autorità governative nel 1935, l’impresa si vede costretta a utilizzare nella produzione nuove fibre di provenienza nazionale come il rayon e la canapa cotonizzata, con conseguente adeguamento degli impianti.

In questo periodo, le notevoli commesse militari del Ministero della guerra consentono di sostenere il funzionamento dell’attività compensando i costi fissi. Sempre nel 1935, muore anche Pietro Venzaghi e viene nominato presidente il nipote Giovanni Venzaghi, figlio di Achille.

Verso la fine degli anni trenta, riprendono le esportazioni e l’impresa ritrova utili soddisfacenti. Nel 1939 viene decisa la costruzione di un nuovo impianto termico in sostituzione di quello esistente del 1905, non più adeguato a causa dell’ampliamento degli stabili e dell’accresciuto ritmo produttivo.

Dal 1939 al 1976

Pubblicità del Cotonificio Venzaghi per la Mostra del tessile di Busto Arsizio del 1952. Archivio d’impresa. ChiudiIndietroPubblicità del Cotonificio Venzaghi per la Mostra del tessile di Busto Arsizio del 1952. Archivio d’impresa.  Pubblicità del Cotonificio Venzaghi per la Mostra del tessile di Busto Arsizio del 1952. Archivio d’impresa.La Seconda guerra mondiale porta gravi difficoltà all’impresa che torna a perdere i mercati esteri e a risentire delle difficoltà di approvvigionamento della materia prima. Ci si appoggia così, nuovamente, alle forniture militari. Evitando licenziamenti che pure sarebbero necessari, l’impresa vive però anni molto difficili .

Terminata la guerra e la fase di prima ricostruzione, a partire dal 1949, vengono decisi ed effettuati importanti investimenti in macchinari e nella sistemazione degli stabili. Viene, infatti, costruita la tintoria e, anni dopo, il reparto piegatura per il confezionamento dei tessuti. L’impresa vive in pieno il boom economico di quegli anni, conoscendo più di un decennio di piena crescita.

Dopo la metà degli anni sessanta, cambia la consueta pratica di distribuzione dei prodotti tessili con la progressiva scomparsa della figura del grossista a favore di quella del confezionista.

Il Cotonificio Venzaghi che tinge il filo, non il tessuto, non coglie l’occasione di spostare il maggior flusso delle proprie vendite verso le imprese di confezioni. Infatti, muore a poco a poco la prassi della clientela finale di rifornirsi dal grossista per poi confezionare autonomamente l’abito desiderato e aumenta la consuetudine all’acquisto di abiti finiti.

Ciò comporta una progressiva contrazione delle vendite, in parallelo alla lenta scomparsa dei suoi clienti grossisti.

Nel 1968 l’impresa impiega comunque ancora 360 dipendenti. Entrano in questi anni nel consiglio di amministrazione Camillo Venzaghi, figlio di Pietro, che si occupa principalmente della filatura, e Achille Nidasio, nipote di Achille Venzaghi per via materna. Il fratello di Camillo, Oreste, si occupa invece della contabilità dell’impresa.

La crisi sopravvenuta nel settore del tessile costringe l’impresa a chiudere lo stabilimento di Cimbro nel 1971. La successiva crisi energetica del 1973, accentua le difficoltà del Cotonificio che lavora con ricavi troppo bassi a causa del continuo aumento dei costi di produzione.

Nello stesso anno, Luigi Venzaghi, figlio di Camillo, diviene presidente e consigliere delegato della società e, negli anni successivi, suo fratello Pietro diviene procuratore generale.

Dal 1977 ad oggi

Nel 1977, su impulso di Luigi Venzaghi, si avvia la prima ristrutturazione industriale, ormai divenuta improrogabile, attuata anche in seguito ad alcuni dissapori e diversità d’intenti fra i soci. Luigi Venzaghi, infatti, laureato in economia e commercio, grazie alle sue precedenti esperienze lavorative in altre imprese, è il primo a comprendere che il Cotonificio soffre principalmente di una sovrabbondanza di manodopera: il numero di addetti non è più giustificato dai volumi di produzione.

Nel 1978 si chiude quindi la filatura, il reparto che più pesa sul bilancio del Cotonificio, essendo un settore ad alta tecnologia e a veloce obsolescenza dei macchinari.

Nello stesso anno Luigi Venzaghi apre con un socio un’impresa commerciale di tessuti, completamente indipendente dal Cotonificio Venzaghi, mentre anche il fratello Pietro fonda, con altri, una società commerciale nel campo della plastica.

Nella carica di presidente del consiglio d’amministrazione si succedono, a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, Camillo Venzaghi ed Achille Nidasio.

Navetta per telaio Le difficoltà fra i soci non consentono una ricapitalizzazione dell’impresa per cui Luigi Venzaghi prospetta la possibilità di chiudere anche la tessitura. La decisione del ramo della famiglia che punta alla conservazione dell’esistente porta, nel 1982, alla fuoriuscita dal consiglio di amministrazione della società dei due fratelli Pietro e Luigi, per inevitabili divergenze di strategie aziendali.

A distanza di un solo anno, però, i due fratelli vengono richiamati alla guida del Cotonificio con la piena fiducia di tutti i soci. Si procede, così, alla ristrutturazione della tessitura con la vendita dei telai vecchi e ad una graduale riduzione degli addetti. Il vasto patrimonio immobiliare accumulato negli anni permette, con la vendita di alcune case e stabili, una lenta e non traumatica riduzione dell’attività industriale , finché, nel 1985, anche la tintoria viene affidata a terzi in partnership.

Il Cotonificio Venzaghi cessa quindi ogni attività e si trasforma in una holding immobiliare, la Venzaghi centro industriale, che dà in locazione i capannoni vuoti e gli spazi resisi disponibili. Nel 1989 l’impresa viene quindi ridotta a srl.

Nel 1999 viene cooptato in consiglio Mario Camillo Venzaghi, figlio di Luigi, a seguito della scomparsa di Pietro Venzaghi. Oggi i dipendenti rimasti al servizio della società sono tre di cui due part-time.

Dati anagrafici

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Denominazione sociale: Venzaghi Centro industriale srl

Forma giuridica: società a responsabilità limitata

Attività principale: locazione di beni immobili propri

Settore: industria

Indirizzo: via f.lli Cairoli 6, Busto Arsizio (Va)

Tel 0331-632284

Fax 0331-632284

Genealogie

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