Home · Imprese · Industria : Tessitura Enrico Sironi sas di C. e L. Sironi & c.

Dal commercio all’industria

sironi_b1-f01L’azienda nasce nel 1893 (secondo la tradizione famigliare nel 1892) per iniziativa di Enrico Sironi, uno dei diciassette figli di Giuseppe, detto Peppino, e di Paola Buffoni. La famiglia Sironi ha avviato a Gallarate molteplici attività imprenditoriali nel ramo tessile: Gaspare, nonno di Enrico, era stato un noto mercante di stoffe; lo zio Gaspare Germano aveva dato vita a un maglificio e il padre Peppino, alla sua morte nel 1879, aveva lasciato alla numerosa famiglia una prospera attività commerciale con sede in via Magenta 3.

Enrico svolge nell’impresa di famiglia il suo apprendistato professionale sino a quando, stanco di dover dipendere dalle decisioni dei fratelli, decide di avviare un’attività individuale.

Apre un negozio di tessuti di lino, cotone e affini presso la casa di famiglia nella piazza principale di Gallarate, l’attuale piazza Libertà. Ne affida la gestione alla moglie Angela Borgomanero, anche lei proveniente da una famiglia di imprenditori, e inizia a girare l’Italia per porre le basi di una solida rete di clienti.

Nell’agosto 1899 Enrico muore improvvisamente lasciando la moglie con nove figli piccoli e il negozio da mandare avanti. Aiutata anche dal cognato Claudio, Angela sviluppa l’attività del negozio e quella produttiva, limitata a quel tempo ad un orditoio posto nella vecchia casa di Piazza Grande.

Il filato dell’orditoio veniva distribuito al domicilio dei vari contadini e operai, che ritornavano in seguito il tessuto ultimato.

Angela inserisce nell’attività i figli man mano che essi crescono. Carlo e Luigi detto Gino sono i primi ad affiancarla. Con il loro arrivo vengono acquistati alcuni telai meccanici che consentono di avviare in uno stabile della vicina via Borghi una prima diversificazione industriale dell’attività.

Nel 1909 il Comune di Gallarate opera l’ampliamento urbanistico dell’allora piazza Vittorio Emanuele II e propone ai Sironi la permuta della casa nella piazza centrale con casa Sacconaghi sita in via Manzoni 12. Qui si trasferiscono i vari rami della famiglia e Angela Borgomanero vi trasferisce il negozio, successivamente affidato alle figlie Ida e Bambina, che lo gestiranno fino al marzo 1943.

Lo sviluppo industriale

sironi_b2-f01Nell’immediato dopoguerra, Carlo e Luigi – che nel frattempo hanno sposato due sorelle, Maria e Angelina Bertani, provenienti anche loro da una famiglia di imprenditori tessili – colgono l’occasione per dare all’impresa di famiglia una piena fisionomia industriale iniziando la costruzione di un ampio stabilimento in via Cappuccini 50, nel quartiere di Arnate, dove la tessitura risiede tuttora. La localizzazione deriva dal fatto che in quel luogo la madre possiede dei terreni, ma un ulteriore vantaggio consiste nel fatto che la zona di Arnate e Cardano al Campo è ancora agricola e quindi è facile reperirvi manodopera femminile. L’operazione è gestita attraverso la costituzione di due società anonime collegate da un accordo di esclusività: la Manifattura di Arnate che produce tessuti e la Enrico Sironi che ne commercializza la produzione. Le due imprese vedono la partecipazione proprietaria dei vari membri della famiglia e sono affidate alla gestione dei due fratelli coadiuvati dallo zio Claudio.

Intanto nel 1923, attraverso un aumento di capitale, viene acquisito dalla Manifattura di Arnate lo stabilimento aperto nel 1879 dal nonno in via Magenta 3, nel quale vengono allocate attività produttive e amministrative in attesa del completamento dei locali in via Cappuccini.

La suddivisione del lavoro tra le due imprese si accentua a metà degli anni venti quando la Manifattura di Arnate estende il proprio oggetto sociale all’attività immobiliare e muta la denominazione sociale in sa Immobiliare Arnate. Viene così introdotta una divisione tra produzione e proprietà immobiliare destinata a ritornare nel secondo dopoguerra.

Nel 1928, sotto la spinta della crisi del settore, la Enrico Sironi assorbe la Immobiliare Arnate per ottenere le facilitazioni fiscali destinate a favorire la concentrazione di aziende.

Nel corso degli anni venti l’impresa conquista un ruolo di primo piano nella produzione di telerie, tovaglierie, tessuti per calzaturifici e per sartoria e lo consolida con un aumento di capitale.

Purtroppo gli strascichi della crisi del 1929 erodono il capitale e nel 1932 i soci preferiscono trasformare la società in un’accomandita semplice, sia pure di notevoli dimensioni. Nel 1933 l’impresa impiega 185 dipendenti nelle due sedi di via Cappuccini e via Magenta, dispone di 70 cavalli di forza elettrica, 200 telai, molti dei quali automatici o semiautomatici, anche se una trentina sono inattivi a causa della crisi. È dotata di 1.200 fusi per confezionare cops di canapa e lino, macchine incannatrici che possono produrre 6-7 mila metri giornalieri di tessuti di lino, canapa o misti di lino e canapa, lino e cotone, puro cotone. Sempre verso la fine degli anni trenta Felice e Luigi, nati rispettivamente nel 1919 e nel 1917 dal matrimonio tra Carlo e Maria Bertani, entrano nell’impresa come dipendenti, dopo aver completato gli studi l’uno di ragioneria, l’altro di perito tessile. Carlo, intanto, rimasto vedovo di Maria già nel 1930, si è risposato con Giuseppina Capè. La guerra mondiale e la conseguente crisi economica e sociale determinano la riduzione del capitale sociale.

Inoltre nel marzo 1943 la vendita al dettaglio in via Manzoni 12 viene scorporata attraverso la costituzione della Ditta Fratelli Sironi fu Enrico e C. sas, che ha come gerenti accomandatari Carlo e Luigi mentre soci accomandanti sono gli altri membri della famiglia. Nel 1945, in seguito allo sciopero del 4-5 aprile, il prefetto di Varese ordina la chiusura dell’azienda a tempo indeterminato e blocca i salari.

La terza generazione tra boom economico e sperimentazione del monoprodotto

sironi_b3-f03Tra il 1944 e il 1948 muoiono i fratelli Carlo e Gino e si apre la via all’ingresso nella compagine sociale di una nuova generazione di cugini: Luigi e Felice figli del primo; Francesco e Carlo figli del secondo. La nuova generazione affianca quella preesistente formata dagli eredi di Enrico: tra questi spicca Claudio Sironi, figlio di Enrico, medico condotto della città e influente uomo politico democristiano che proprio in quegli anni ricopre l’incarico di assessore alla Pubblica istruzione e poi di sindaco di Gallarate. La successione ereditaria viene attuata anche nelle società parallele e origina una rilevante frammentazione del patrimonio sociale cui i gerenti cercano di porre rimedio nel 1958 liquidando quanto dovuto ai parenti.

In questo quadro si colloca probabilmente la cessione della società commerciale alle tre sorelle Adele, Angela e Giuseppina Sironi. La società resta di proprietà delle sorelle Sironi fino al novembre 1988, quando le quote vengono cedute integralmente a terzi.

La carenza di liquidità dovuta alle compensazioni ereditarie, sommata al perdurare degli effetti della crisi di Suez del 1956, genera un momento di difficoltà per l’impresa, dal quale la nuova generazione esce attuando un piano industriale articolato su una forte ricapitalizzazione da parte dei membri della famiglia rimasti soci e sulla specializzazione dell’attività.

In primo luogo viene riproposta la separazione tra attività immobiliare e attività industriale: la prima affidata alla preesistente sas “Ditta Enrico Sironi” che svolge solo attività immobiliare e finanziaria affittando stabilimenti e attrezzature; la seconda alla neocostituita “Tessitura Enrico Sironi snc” (1959), società operativa legata alla prima da un contratto esclusivo di affitto.

In secondo luogo nel 1964 viene abbandonata l’area oramai centrale di via Magenta 3 – che oggi ospita una cooperativa sociale – e l’attività produttiva viene concentrata, grazie anche all’elevato grado di automazione raggiunto, nella più periferica sede di via Cappuccini 50.

Infine l’impresa focalizza l’attività sulle produzioni di scala specializzandosi sulla monoproduzione di foderami e tessuti per interni, una soluzione basata su grandi volumi e bassi redditi che tuttavia nel corso degli anni sessanta si rivela poco efficace nel contrastare il declino del comparto tessile.

Nonostante gli effetti negativi della scelta del monoprodotto sullo sviluppo dell’impresa, questa riesce a sopravvivere nel corso degli anni sessanta grazie all’idea di Francesco di distribuire in Italia i prodotti della Stevens (ditta americana) ed in particolare notevoli quantitativi di spugne per asciugamani, accappatoi e simili.

Il ritornoall’attività commerciale, vocazione originaria dell’impresa, ne ha consentito la tenuta proprio negli anni settanta, il decennio che segna l’inizio della crisi strutturale per il comparto produttivo del tessile italiano, messo in crisi dalla concorrenza dei prodotti asiatici.

La quarta generazione e il ritorno alla versatilità produttiva

sironi_b4-f01La scomparsa di Felice che, come ragioniere, si occupava dell’amministrazione, crea le condizioni per un ulteriore avvicendamento generazionale. I soci chiamano subito a sostituirlo il figlio Leonardo (1948), laureato in economia, che ha già acquisito una significativa esperienza manageriale in altre aziende, fra cui l’Agusta. Nel 1984 a Leonardo si affianca Clemente(1964), figlio di Francesco. Per entrambi l’impresa non è un luogo sconosciuto bensì un mondo legato ai ricordi dell’infanzia e nel quale operano assieme alla generazione precedente. La fase di affiancamento tra le due generazioni è sancita dalla trasformazione dell’impresa da collettiva in accomandita con l’affidamento della gerenza a Luigi, appartenente alla generazione precedente. Leonardo prende in mano rapidamente l’amministrazione grazie anche all’aiuto di un impiegato ed attua un’intensa informatizzazione che riduce il peso del settore amministrativo. Clemente si dedica invece alla produzione e alla commercializzazione dei tessuti.

Il suo addestramento avviene dentro l’azienda, dove segue le orme del padre, che lo responsabilizza gradualmente.

L’ingresso della nuova generazione riporta l’impresa alla primitiva vocazione industriale di lavorazione delle fibre naturali. Naturalmente il calo di produzione, oramai assestato a partire dagli anni novanta, porta a semplificare la filiera produttiva: in assenza di un’attività a ciclo continuo, viene dismesso il reparto tintoria e ci si appoggia su imprese specializzate presenti nel territorio. L’azienda non ha diminuito il proprio volume di affari rispetto al trentennio precedente, ma ha ridotto il personale. Dai 38 dipendenti del 1980 si è scesi ai 10 dipendenti attuali, di cui sette donne. Il grado di automazione raggiunto consente infatti di raddoppiare rispetto al passato il numero di telai affidati al controllo di un singolo lavoratore. La tendenza alla riduzione del personale, unita alla difficoltà di reperire manodopera qualificata (una buona e completa formazione richiede dai sei ai sette anni di lavoro quotidiano sulle macchine) rende particolarmente preziose le risorse umane, la cui continuità rappresenta la garanzia principale della qualità del prodotto.

Nella fase di recessione del 2009, ad esempio, si è scelto di non ricorrere alla cassa integrazione preferendo attuare un piano di rotazione delle mansioni per aumentare il livello di interscambiabilità del personale sugli impianti.

Inoltre, avendo avuto la fortuna di rilevare proprio in questo periodo l’attività di un altro imprenditore del settore, la contrazione del mercato è stata compensata dall’arrivo di nuovi clienti.

Ancora oggi, chiamano da tutto il mondo per procurarsi il tessuto di lino da usare per il restauro di affreschi o per dipinti su tela, per l’arredamento, vele per uso nautico, tele di lino, canapa e cotone per il ricamo, tovaglie e lenzuola.

Rispetto al passato i campionari sono mutati, sempre tuttavia restando fedeli al primato della qualità del tessuto che è il valore aggiunto del prodotto.

Grazie a questa impostazione, l’impresa ha saputoinserirsi nel settore della moda sostenendo la sfida di una sperimentazione continua avendo come partner i Politecnici di Milano e di Torino e il Centro tessile cotoniero di Busto Arsizio.

Un’altra caratteristica cui l’azienda non vuole rinunciare è l’attenzione ai bisogni della clientela e la flessibilità produttiva, che consente di dare risposte diversificate. Così alla domanda di prodotti standard fa fronte una rete consolidata di agenti e rappresentanti spesso legati all’impresa da più generazioni, mentre le richieste meno comuni sono affrontate con competenza e creatività dallo stesso Clemente grazie anche all’impianto di macchinari di nuova generazione. La personalizzazione del servizio, il primato della qualità sulle dimensioni produttive e la flessibilità operativa definiscono uno stile più prossimo al modello artigianale che, secondo i testimoni, è l’ambito nel quale il settore tessile può ancora operare con prospettive di sviluppo. Relativamente al contesto territoriale e sociale, i membri della famiglia hanno sempre espresso una presenza continua e coerente nelle istituzioni del territorio e nell’associazionismo imprenditoriale. Nel 2011, la Tessitura Sironi entra a far parte del registro nazionale delle imprese storiche istituito dall’Unioncamere in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Dati anagrafici

sironi_logo

Ragione sociale: Tessitura Enrico Sironi sas di C. e L. Sironi & c.

Forma giuridica: società in accomandita semplice

Attività principale: tessitura di lino, canapa e cotone

Settore: industria

Indirizzo: via Cappuccini, 50
21013 Gallarate (Va)

Tel 0331-260547
Fax 0331-730112
Sito web www.sironienrico.it
E-Mail info@sironienrico.it

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