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L’apprendistato imprenditoriale e l’avvio dell’attività

Oreste Fasani nel 1955. Archivio famiglia Rosa Alice Fasani.Oreste Fasani, nato nel 1903, dopo gli studi da perito meccanico ed una breve esperienza presso la centrale idroelettrica delle cascate del Toce, si impiega nell’impresa aeronautica Siai Marchetti di Sesto Calende come caporeparto.

Nel 1942 le difficoltà della guerra, il rischio quotidiano dei continui bombardamenti, in una zona considerata strategica per il tipo di produzione militare, lo convincono ad abbandonare il suo lavoro per avviare con il fratello Arturo, anch’esso ex dipendente Siai, una autonoma e piccola produzione di parti elettromeccaniche per ascensori.   Inizialmente l’attività è ospitata a Leggiuno nella cantina della moglie di Arturo, poi nei locali di un vecchio pastificio, oggi Villa Ossola. La fornitura di questi componenti all’impresa Bassetti elevatori di Milano (il signor Bassetti era un vicino di casa di Fasani), permette l’aumento del lavoro e l’assunzione dei primi operai.

Successivamente la sede dell’attività, per necessità di nuovi spazi, viene portata in un fabbricato attiguo alla casa dei genitori dei due fratelli Fasani. Nel frattempo Oreste Fasani conosce per lavoro l’ingegnere Alfredo Spagnolo, proprietario e amministratore delegato dell’impresa Fiam (Fabbrica italiana ascensori e montacarichi).

Da questa conoscenza nasce un rapporto di collaborazione molto stretta che porta, nel 1950, alla fondazione della società Slimpa (Stampaggio lavorazione italiana materie plastiche ed affini) formata dai due fratelli Fasani e dallo stesso Spagnolo.

Presidente della neonata società è Alberto Panzanini, con Oreste Fasani quale consigliere delegato.

La nascita della Slimpa risponde alla necessità, avvertita dall’ingegnere Spagnolo, di sviluppare il ramo della componentistica per ascensori, in particolare i relais e i dispositivi di sicurezza.

L’obiettivo per la Fiam è quello di avere prodotti dedicati migliori di quelli reperibili sul mercato e a prezzi più bassi; d’altra parte la Slimpa non deve sostenere spese di acquisizione di ordini né cercare di costruirsi un proprio mercato di sbocco, passando direttamente alla Fiam i propri componenti che seguono di conseguenza l’andamento delle vendite degli ascensori.

Infatti, anche se la proprietà fra le due imprese è divisa, la Slimpa si comporta, di fatto, come una divisione componenti della Fiam che ha l’esclusiva sui suoi prodotti.

Nel 1958 l’espansione dell’attività porta ad un nuovo cambiamento di sede con la costruzione di uno stabilimento in quella che era la periferia di Leggiuno. Nel 1959, Alberto Panzanini, divenuto direttore tecnico della Fiam, si dimette dalla carica di presidente.

Gli anni sessanta e settanta

Ingresso dello stabilimento Slimpa a Leggiuno. Anni sessanta, Archivio famiglia Rosa Alice Fasani.Negli anni sessanta, quello che fino ad allora è rimasto un lavoro artigianale, acquisisce caratteristiche industriali con l’ampliamento e il miglioramento della produzione. La Slimpa, infatti, conta ora su un proprio ufficio tecnico e si dota degli impianti e delle attrezzature necessarie, compresi i trattamenti galvanici e gli stampaggi delle materie plastiche, per poter ottenere un ciclo produttivo completo. Questa scelta si spiega se si considera la difficoltà, in questi anni, per un’impresa sorta in un luogo lontano dai centri industriali maggiori, di recuperare sul mercato le parti finite necessarie alla propria produzione. Già notevoli sono le difficoltà incontrate nel costruirsi autonomamente una rete di fornitori di materie prime quali la plastica. In questi anni di boom nell’edilizia, la Slimpa, sviluppando un processo di automazione delle macchine, riesce a produrre tutte le bottoniere Fiam. Se nei primi anni sessanta i dipendenti sono in tutto circa 40, nello stesso decennio il numero del personale sale a 80 addetti.

Tutto il  personale viene reclutato in zona e principalmente nel comune di Leggiuno, per la precisa scelta di Oreste Fasani di dare lavoro, prima di tutto, agli abitanti del suo paese di cui sarà sindaco per circa quindici anni.

Fra la fine degli anni sessanta e i primi anni del decennio successivo, prosegue la spinta all’automazione per poter contenere i costi: non si tratta però di un’automazione esasperata, dal momento che si investe prevalentemente sull’attrezzatura delle singole macchine e non sulle macchine nel loro complesso, permettendo così di utilizzare le stesse per più fasi di lavorazione, in base alle necessità del momento.

Gli anni settanta vivono alcuni problemi legati alla trasformazione tecnologica che porta gradualmente ad una predominanza delle parti elettroniche su quelle elettromeccaniche.

Nel 1974 un nuovo avvicendamento aziendale conduce alla presidenza Stefano Bracaglia, genero dell’ingegnere Spagnolo, mentre Oreste Fasani rirmane consigliere delegato.

Nel 1976 il capitale sociale viene aumentato a 20 milioni di lire; il nuovo consiglio d’amministrazione comprende anche Mario Danti, Oreste Catinelli ed Enrica Spagnolo, moglie di Bracaglia, e vede Oreste Fasani assumere la presidenza della società.

Dal 1977 ad oggi

L’ingresso dello stabilimento di Leggiuno dopo i lavori di ampliamento. Fine anni ottanta, Archivio d’impresa.Nel 1977 Oreste Fasani esce dalla società e il consiglio d’amministrazione viene ridotto a due membri, Alfredo Spagnolo, presidente, e Nicola Russo, consigliere delegato. Nel 1979 la proprietà passa alla Fiam Partecipazioni. Nello stesso anno inizia la produzione di quadri a microprocessori cui seguono la produzione di schede elettroniche e l’assemblaggio dei quadri elettrici, poi trasferite dalla sede Fiam di Pero a Leggiuno. Si devono quindi abbandonare alcune produzioni elettromeccaniche e inserire la produzioni elettroniche, cambiamento che non provoca una variazione nel numero degli addetti, poiché l’impresa si limita a sostituire il personale in pensionamento con addetti dal nuovo profilo professionale, principalmente periti elettronici. Nel 1986 l’oggetto sociale della Slimpa include la commercializzazione di ascensori, montacarichi, scale mobili, marciapiedi mobili ed apparecchi di sollevamento e trasporto in genere.

Nel 1987 la società entra a far parte del gruppo Kone, grande multinazionale finlandese da 18.000 dipendenti e 2.000 miliardi di lire di fatturato, tra i leader mondiali nel mercato degli ascensori e scale mobili. Giuseppe Confalonieri diviene presidente della società, amministratore delegato è Sergio Salvetti, cui succede Angelo Poletti. Con la metà degli anni novanta, Slimpa attraversa un ulteriore momento di trasformazione.

La produzione elettronica che aveva caratterizzato la società fino ad allora, viene prima concentrata presso la capogruppo in Finlandia e successivamente sviluppata in outsourcing.

La società assume la responsabilità della fornitura del sistema elettrico di controllo dell’ascensore MonoSpace™, lanciato sul mercato nel 1997, per tutti i mercati Kone e le attività si specializzano nell’assemblaggio dei quadri di controllo e delle pulsantiere di segnalazione e nel pick and pack della componentistica elettrica.

Il notevole successo del MonoSpace™ porta alla espansione delle attività che, seppur con dismissione di alcune lavorazioni, comportano un continuo incremento di organico nonché l’apertura di una unità locale a Gemonio nell’anno 2000 che verrà chiusa alla fine del 2004.
Nel gennaio 2005 viene aperto il nuovo sito produttivo di Cadrezzate dove vengono trasferite le attività produttive prima e gli uffici nel successivo mese di giugno.
Nel 2006 Slimpa modifica la ragione sociale in società per azioni. L’anno successivo viene completata l’espansione dello stabilimento e la sede di Leggiuno viene chiusa.
Dalla metà degli anni novanta a oggi alla presidenza della società si avvicendano Felice Confalonieri, Giampietro Rambaldi, Franco Bergamini e Angelo Ferrè che contestualmente ricopre la carica di amministratore delegato.

La società ha posto una notevole attenzione allo sviluppo dei propri processi e nel corso degli ultimi ha conseguito le certificazione dei propri sistemi qualità, secondo la normativa ISO9001-2000, ambiente, secondo ISO14000-2004, salute e sicurezza, OSHAS 18001.
Nel corso dell’esercizio 2007 il fatturato ha superato i € 90 Mil; il sito produttivo di Cadrezzate occupa 186 persone e si estende per 17.000 mq di cui 7.000 mq coperti.

Dati anagrafici

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Denominazione sociale: Slimpa spa

Forma giuridica: società per azioni

Attività principale: progettazione, costruzione e commercializzazione di apparecchiature e componenti elettronici per ascensori

Settore: industria

Indirizzo: via don Speroni 28, Cadrezzate (Va)
Tel 0331-910401
Fax 0331- 910473
sito internet www.kone.com

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