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L’avvio dell’attività e i suoi primi sviluppi

La famiglia di Coronato Mona. Da sinistra: Secondo, Giovanna Guatta-Cescone (la moglie di Coronato), Coronato, Maria Beltramolli (la mamma di Coronato), Maria, Giuseppe e il piccolo Ambrogio. 1898, Archivio d’impresa.Nel 1903, Secondo Mona, figlio di Coronato e Giovanna che conducono una piccola attività di tessitura, apre di fronte al Castello visconteo di Somma Lombardo, in piazza d’Armi, una bottega per la costruzione, riparazione e vendita di cicli e motocicli .

L’attività si sviluppa rapidamente, grazie al progresso in campo meccanico e dei trasporti. Dapprima nel settore dell’automobile, che vede Secondo Mona occuparsi della manutenzione delle vetture del marchese Visconti, divenendo poi esclusivista della marca FN Fabrique Nationale); successivamente in quello dell’aereonautica.

Il territorio livellato favorisce le sperimentazioni in questo campo. Cascina Malpensa, isolata, utilizzata fino ad allora per manovre di cavalleria militare, garantisce la segretezza necessaria durante gli esperimenti: qui nel 1910 Gianni Caproni costruisce il suo primo hangar.

Poco lontano anche Giovanni Agusta inizia a costruire biplani, nel 1913 a Varese nasce l’impresa aeronautica Macchi e sulle rive del Lago Maggiore, a Sesto Calende partono già gli idrovolanti della S.I.A.I (Società Idrovolanti Alta Italia) progettati dall’Ing. Tonini e, successivamente, dall’Ing. Conflenti.

In tale contesto Secondo Mona svolge la sua attività che nel frattempo si amplia alla riparazione e costruzione di qualsiasi tipo di apparecchi elettrici e motori.

Nel 1909 Secondo Mona assiste, insieme a Caproni, a Brescia, al primo Circuito aereo internazionale ed entra definitivamente in contatto con quello che sarà il suo mondo professionale. Dal 1913 inizia ad occuparsi della riparazione di motori aeronautici e dei sistemi di bordo, sviluppando molto presto un’attività di produzione di componenti diversi di aeroplano. Caproni gli affida compiti di primo piano quali la produzione di serbatoi per benzina in lega leggera, radiatori e pompe a stantuffo.

Alla vigilia della Prima guerra mondiale, Secondo Mona si è già ritagliato un posto di rilievo nel panorama aeronautico locale. Nel 1916 con l’ampliamento delle attività e l’aumento delle maestranze provenienti da tutta la zona circostante, compresa la parte piemontese al di là del Ticino e del Lago Maggiore, l’impresa si trasferisce in una nuova sede, sempre a Somma Lombardo, in località Mezzana.

Negli anni venti, avvia la sua prima collaborazione internazionale con l’impresa francese Albert Moulet per la produzione di impianti carburante. Frutto di questa collaborazione sarà ad esempio una pompa meccanica che equipaggia l’S.64, aereo con il quale i piloti Arturo Ferrarin e Carlo Del Prete compiono il primo collegamento aereo con il Brasile. La Secondo Mona partecipa, infatti, negli anni venti e trenta a molte imprese aviatorie: circuiti di alta velocità, record di velocità, trasvolate atlantiche. Nel 1925 l’impresa è iscritta come ditta individuale alla Camera di commercio di Varese.

Anche se l’impresa si specializza sempre più nella produzione di equipaggiamenti aeronautici, parallelamente si continua in una decisa politica di diversificazione dei prodotti.

La Secondo Mona, ad esempio, diviene la prima ditta italiana per la costruzione di macchinari per calzature (comprese le prime macchine per l’allestimento delle calzature in serie) ottenendo alla mostra di Fiume del 1926 la medaglia d’oro e il primo premio nella specifica sezione.

La produzione si estende però anche a macchine per cartotecnica, edilizia e sugherifici: la Supermiat, poi denominata nel suo modello più avanzato “Supermatic”, è una macchina che consente la produzione di seimila tappi di sughero l’ora e che conosce una diffusione e un successo di vendita internazionali. Secondo Mona si avvale ormai per la gestione dell’amministrazione della presenza della moglie, Marina Vanelli e del fratello di lei, il direttore amministrativo Alberto Vanelli.

Dal 1940 al 1962

Quadretto strumentazione e comandi di bordo per impianto depressione.  1942, Archivio d’impresa.Durante la Seconda guerra mondiale le assunzioni arrivano a sfiorare quota 800 dipendenti, massimo storico per l’impresa. Nel 1943 la fabbrica viene occupata dai tedeschi, tuttavia l’ottima conoscenza della loro lingua da parte di Bruno Mona, figlio di Secondo, laureatosi nel 1932 al Politecnico di Zurigo e da qualche anno impegnato nell’impresa di famiglia, fa sì che le maestranze possano godere di una certa tranquillità.

Nel 1945 muore Secondo Mona e l’impresa passa agli eredi: la moglie Marina Vanelli e il figlio Bruno ne proseguono l’attività come società di fatto “Mona Secondo”. Nel 1946 Bruno Mona, aiutato della Banca Alto Milanese di Busto Arsizio, costituisce parallelamente la società “Secondo Mona – officine meccaniche costruzioni aeronautiche fonderie spa” con sede a

Milano.

Bruno Mona si trova, quindi, improvvisamente, ad avere la responsabilità dell’intera azienda in un periodo difficile. Le regole imposte all’Italia dall’armistizio non consentono all’impresa di proseguire nel settore aereonautico, se non limitatamente a collaborazioni con l’Aeronautica militare per delle riparazioni. La situazione non facile induce quindi a puntare nuovamente sulla diversificazione della produzione.

Il settore motociclistico, in particolare, assorbe molto lavoro grazie alla costruzione di corpi motore, cilindri, bielle, forcelle telescopiche per la Guzzi e la Motom.

Anche per il settore automobilistico si producono pompe autoregolatrici con le quali vengono equipaggiate automobili da competizione dell’Alfa Romeo, della Lancia, della Ferrari e della Maserati.

Si sviluppa, inoltre, una linea di prodotti rappresentata dal reparto cartotecnico: stampe a mano, stampe a macchina, stampe a pressione, per inchiostro, per doratura, macchine rotocalco da foglio a uno o più colori. In ultimo, si avvia anche la produzione di componenti di precisione per la Ibm, l’Olivetti e la Rimoldi.

Accanto a questa grande diversità di prodotti, a partire dalla metà degli anni cinquanta riprendono le prime attività di progettazione e di equipaggiamento in campo aeronautico. Uno dei primi progetti, ad esempio, è il DO27, il Dornier27, un aereo leggero che ha avuto una grande diffusione in tanti paesi del mondo.

L’impresa, che da sempre dà il suo contributo ad attività sociali locali, finanzia interamente, in questi anni, l’asilo di Somma Lombardo che porta ancora oggi il nome di

Secondo Mona.

Dal 1963 al 1989

Lo stabilimento visto dal lato sud-est. Sullo sfondo sono visibili le Prealpi varesine con la vetta Campo dei Fiori. 1963, Archivio d’impresa.Nel 1963 la società di fatto “Mona Secondo” cessa definitivamente la propria attività. Nel 1965 il consiglio di amministrazione della “Secondo Mona spa” è composto da Bruno Mona, dalla moglie Maria Luisa Spadaccini e dal figlio Roberto.

Ancora assoggettata alle regole dell’armistizio imposte all’Italia (valide fino al 2015), l’impresa è vincolata nella propria possibilità di progettazione e produzione: per il ritorno a grandi progetti aeronautici occorre attendere il 1969. L’occasione è data, per il programma europeo MRCA 75, il nuovo caccia voluto da Inghilterra, Germania ed Italia, dalla ditta inglese Hobson-Lucas con cui Bruno Mona aveva già collaborato negli ultimi anni trenta: a Hobson-Lucas, partecipante al programma, viene infatti richiesta la presenza di unaimpresa partner in uno degli altri due paesi coinvolti nel progetto, vale a dire Italia e Germania. Hobson-Lucas propone quindi la Secondo Mona che entra così nella collaborazione vincendo, in seguito, la gara d’appalto.

Ciò permette finalmente all’impresa, dopo decenni, di avviare una produzione di serie in campo aeronautico e di tornare ad una più ampia rete di rapporti internazionali.

Da questo momento l’impresa parteciperà a tutti i principali progetti di aerei militari di ambito Nato, quali il G-91, l’F-104 Starfighter, l’AM-X , l’Eurofighter Typhoon.

Nel 1973 viene cooptato in consiglio d’amministrazione anche Renato Mona, secondo figlio di Bruno, mentre l’anno seguente Roberto Mona assume la carica di direttore generale dell’impresa di famiglia.

Nel 1975 la sede legale da Milano torna a Somma Lombardo.

Negli anni ottanta si sviluppano programmi importanti anche nel campo elicotteristico e nel campo della difesa terrestre con la fornitura di impianti di alimentazione e componenti per carri armati e veicoli blindati costruiti dal Consorzio Fiat-Iveco-Oto Melara. Nel 1986 Bruno Mona diviene presidente onorario, mentre il figlio Roberto assume i pieni poteri, affiancato dal fratello Renato nella gestione dell’azienda.

Dal 1990 ad oggi

Reparto sala prove e collaudi anni duemila. Dettaglio banco carburante. Archivio d'impresa.Nel 1990 Bruno Mona si dimette da tutte le cariche. Nonostante un intenso sviluppo di capacità progettuale propria, l’impresa vive, per quasi tutto il decennio, un periodo di crisi dovuto al cambiamento del mercato che, prevalentemente aeronautico o legato alla difesa terrestre, ha visto venir meno alcune collaborazioni internazionali ed importanti commesse di manutenzione statali.

La caduta del muro di Berlino ha fatto credere a molti in Europa di non aver più bisogno di una difesa aerea e questo ha causato forti ritardi e rischi di annullamento di programmi intergovernativi già avviati.

Inoltre lo scandalo politico di Tangentopoli suscita molte cautele nell’amministrazione pubblica nel firmare contratti. Vengono così a mancare volumi molto alti di fatturato, cui si aggiunge il problema di una inflazione molto elevata che penalizza l’impresa costretta all’acquisto, in dollari o sterline, di parti di ricambio originali.

Tutto questo, sommato ai costi di magazzino che rischia continuamente l’obsolescenza a causa degli aerei messi fuori servizio o ai motori sostituiti, provoca uno squilibrio molto forte fra possibili ricavi e costi.

Interviene, poi, anche qualche fatto specifico: la crisi della Piaggio aereonautica, ma, soprattutto, la messa in liquidazione dell’Efim (Ente partecipazioni e finanziamento industria manifatturiera).

L’impresa si trova quindi in una situazione di crisi finanziaria che costringe ad una forte e progressiva riduzione del personale.

Solo a partire dal 1998 si ha una ripresa graduale e l’avvio di nuovi programmi in una fase di progressivo sviluppo e fiducia nell’aeronautica. Questo nuovo periodo della vita dell’impresa vede l’ingresso nell’azienda di famiglia, fra il 1999 e il 2000, della quarta generazione nelle persone di Riccardo e Claudia, entrambi figli di Renato Mona. Si investe nella manutenzione dello stabile, i macchinari vengono completamente rinnovati così come il laboratorio e i banchi prova e il numero dei dipendenti riprende a salire progressivamente fino a superare le 200 unità.

L’impresa si consolida notevolmente, abbandonando gradatamente lavori industriali conto terzi e concentrandosi completamente sul settore aeronautico con progetti propri o in collaborazione con grandi gruppi internazionali. Permane una parte di produzione in conto terzi ma esclusivamente nel settore aeronautico e di rilievo, comprendendo anche il montaggio e il collaudo, che presenta comunque tutta la complessità dell’equipaggiamento Secondo Mona. Si introducono altresì nuove tipologie di prodotti soprattutto nell’elettromeccanica e nell’idraulica e si aprono nuovi mercati principalmente in India e nelle Americhe indirizzati prevalentemente alla produzione per l’aereonautica civile. Negli stessi anni si avvia anche il restauro di alcuni esemplari dei molteplici prodotti costruiti dalla Secondo Mona nel corso della sua storia, nel desiderio di creare un museo aziendale interno allestito in uno spazio dello stabilimento ed oggi aperto ai visitatori su appuntamento.

Dati anagrafici

secondo_mona_logoDenominazione sociale: Secondo Mona spa

Forma giuridica: società per azioni

Attività principale: industria aereonautica, meccanica, elettromeccanica ed elettronica in genere

Settore: industria

Indirizzo: via Carlo Del Prete, 1. Somma Lombardo (Va)

Tel 0331- 756111
Fax 0331-252334
e-mail info@secondomona.com
sito internet www.secondomona.com

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