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Rossi

Dalle origini al primo dopoguerra

La casa Rossi con a fianco lo stabilimento della distilleria distinguibile per la scritta sulla parete e per la ciminiera. 1925 ca., Archivio d’impresa.   La casa e lo stabilimento. All’entrata si notano le botti. 1925 ca., Archivio d’impresa.Secondo la tradizione familiare, la Rossi d’Angera produce grappa fin dal 1847.

Tutta la zona, in quel periodo, conosce una diffusione importante della coltivazione della vite che alimenta anche la produzione di superalcolici per il consumo personale.

In quest’epoca i superalcolici fanno parte dell’alimentazione quotidiana e non vengono considerati beni voluttuari.

Il fondatore dell’azienda, Bernardo Rossi, dopo un’esperienza come falegname, avvia un’attività in proprio utilizzando le vinacce locali.

La produzione è quindi stagionale e legata alla vendemmia.

L’attività, proseguita dal figlio Carlo insieme ai fratelli, all’inizio del Novecento viene rilevata da Arturo Rossi (nipote del fondatore), che in precedenza aveva lavorato presso una piccola industria di aromi, essenze e liquori ad Arona.

Da una prima fase artigianale si passa a una produzione di tipo industriale: accanto al prodotto base, la grappa, compaiono i primi liquori.

È di questo periodo l’acquisto della sede in via Mazzini ad Angera e l’utilizzo dei primi alambicchi industriali.

Nel 1913 l’azienda partecipa, a Varese, alla manifestazione “Mostre riunite” ottenendo la medaglia d’oro per i liquori.

L’impresa, affermata in tutto il Verbano, conosce una fase di crisi a causa della Grande guerra; Arturo Rossi viene mobilitato con i Granatieri di Sardegna e combatte sul Carso.

L’attività è affidata alla moglie Anna Zingaro che, insieme ai suoi tre fratelli, la prosegue chiedendo consigli nelle lettereche invia al marito al fronte.

L’attività dal 1925 fino al secondo dopoguerra

Iscrizione dell’impresa al Registro ditte della Camera di commercio.  1925, Archivio Camera di commercio di Varese.Nel primo dopoguerra si ha una nuova fase espansiva. La ditta viene registrata in Camera di commercio come “Rossi Maffei Arturo”.

Negli stessi anni Arturo, è podestà del comune di Angera e ricopre importanti cariche nelle associazioni di categoria.

L’attività dell’impresa si sviluppa anche grazie all’introduzione del ciclo continuo nella lavorazione delle vinacce. Vengono perfezionate le ricette dei liquori e si avvia la produzione di grappe invecchiate.

In questi anni Bernardo Rossi, figlio di Arturo e Anna Zingaro, è spesso ospite di parenti in Francia, dove ha modo di coltivare un sistema di relazioni personali che si rivelerà essenziale nel secondo dopoguerra.

In particolare frequenta la casa del ministro Carlo Sforza. Durante il soggiorno in Francia conosce e apprezza i distillati e i liquori del posto, più raffinati e invecchiati di quelli italiani.

Dagli anni trenta Bernardo Rossi, laureatosi in giurisprudenza con una tesi su L’imposta di produzione sugli spiriti in Italia, entra nell’impresa che diventa società di fatto e ripercorre l’impegno del padre nella Federazione nazionale distillatori. Partecipa al censimento delle distillerie dell’alto Veneto e del Trentino acquisendo una forte esperienza nel settore.

Durante la Seconda guerra mondiale la produzione si riduce notevolmente poichè l’alcool viene requisito dallo stato e rimborsato a prezzi molto bassi.

L’attività dal 1925 fino al secondo dopoguerra

Iscrizione dell’impresa al Registro ditte della Camera di commercio.  1925, Archivio Camera di commercio di Varese.Nel primo dopoguerra si ha una nuova fase espansiva. La ditta viene registrata in Camera di commercio come “Rossi Maffei Arturo”.

Negli stessi anni Arturo, è podestà del comune di Angera e ricopre importanti cariche nelle associazioni di categoria.

L’attività dell’impresa si sviluppa anche grazie all’introduzione del ciclo continuo nella lavorazione delle vinacce. Vengono perfezionate le ricette dei liquori e si avvia la produzione di grappe invecchiate.

In questi anni Bernardo Rossi, figlio di Arturo e Anna Zingaro, è spesso ospite di parenti in Francia, dove ha modo di coltivare un sistema di relazioni personali che si rivelerà essenziale nel secondo dopoguerra.

In particolare frequenta la casa del ministro Carlo Sforza. Durante il soggiorno in Francia conosce e apprezza i distillati e i liquori del posto, più raffinati e invecchiati di quelli italiani.

Dagli anni trenta Bernardo Rossi, laureatosi in giurisprudenza con una tesi su L’imposta di produzione sugli spiriti in Italia, entra nell’impresa che diventa società di fatto e ripercorre l’impegno del padre nella Federazione nazionale distillatori. Partecipa al censimento delle distillerie dell’alto Veneto e del Trentino acquisendo una forte esperienza nel settore.

Durante la Seconda guerra mondiale la produzione si riduce notevolmente poichè l’alcool viene requisito dallo stato e rimborsato a prezzi molto bassi.

Dagli anni cinquanta agli anni ottanta

rossi_b3-f02aFinita la guerra, Bernardo Rossi abbandona la professione legale e si dedica completamente all’azienda.

Nel 1950 Arturo Rossi, la moglie Anna e il figlio Bernardo costituiscono con sede a Milano la “Rossi d’Angera distillatori” società a responsabilità limitata che prosegue l’attività della precedente “Rossi Arturo di Arturo Rossi e C.” cessata nello stesso anno.

Bernardo mantiene i contatti personali avviati in Francia con la famiglia del ministro Carlo Sforza e tramite essa conosce Cesare Merzagora e Alcide De Gasperi.

In questi anni, Arturo e il figlio Bernardo si impegnano in politica nelle fila della Democrazia cristiana.

Entrambi rivestono cariche nell’amministrazione provinciale: Arturo come assessore all’agricoltura e al turismo, Bernardo ricopre la carica di assessore al turismo.

Scomparso il padre Arturo nel 1958, Bernardo avvia il rinnovamento dell’azienda: l’insegna, da semplice “Rossi”, viene modificata in “Distilleria Rossi D’Angera” mentre vengono adottati il marchio e il logo ancora oggi utilizzati.

Viene modernizzata la distilleria, ridisegnate tutte le etichette, adattate le ricette ai gusti degli anni sessanta.

In Italia stanno cambiando i gusti e i superalcolici non vengono più consumati come un semplice alimento ma sono considerati e apprezzati come un bene voluttuario.

Con l’intenso sviluppo economico ed edilizio degli anni sessanta i vigneti della zona tendono a sparire e le vinacce locali non sono più sufficienti a garantire la produzione.

Alcune distillerie decidono di trasferirsi abbandonando Angera e avvicinandosi alle terre di produzione vinicola, soprattutto in Piemonte.

All’opposto la Rossi d’Angera fa la scelta di radicarsi sul territorio rifornendosi di materia prima in Piemonte e in Toscana. Negli anni settanta Bernardo e la moglie Adele sono affiancati dal figlio Arturo nella conduzione dell’impresa.

Dagli anni ottanta a oggi

Menù proposto per il pranzo con Papa Giovanni Paolo II in occasione della Sua visita ad Arona. 1984, Archivio d'impresa.    Interno del menu. Sulla sinistra, tra le bevande, è citata la grappa riserva  di Rossi d’Angera. Archivio d'impresa.All’inizio degli anni ottanta, Arturo diviene titolare dell’impresa; la moglie, Bruna Rapetti lo affianca nell’attività acquisendo la quota della nonna Anna Zingaro.

È un breve periodo di ripresa delle vendite cui segue la nuova fase di crisi apertasi con gli anni novanta.

Oggi segnali positivi sul futuro dell’attività vengono sia da un rifiorire della viticoltura nel territorio di Angera, sia dagli sforzi degli organismi locali – tra cui la Camera di commercio – per il riconoscimento ai vigneti dell’indicazione geografica tipica(Igt).

Questi elementi hanno spinto l’impresa a investire sul proprio futuro e a trasferirsi in una nuova e più moderna sede nella zona industriale di Angera.

I marchi rappresentano una delle ricchezze principali dell’impresa.

Di qui la necessità di difenderli da contraffazioni e di tutelare il diritto all’uso.

La storia della Rossi d’Angera racchiude anche l’episodio di una battaglia legale, poi vinta, contro il gigante “Martini e Rossi” di Torino determinata dalla coincidenza del nome nelle due case commerciali.

Dati anagrafici

rossi_logo

Denominazione: Rossi d’Angera Srl

Forma giuridica: società a responsabilità limitata

Attività: produzione grappe e liquori

Settore: artigianato

 Indirizzo: via Puccini, 20  – 21021 Angera (VA)
Tel. 0331 930248  Fax. 0331 932941
E-Mail info@rossidangera.com
Web www.rossidangera.com/

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