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Un antico molino nelle valli varesine con il nome brianzolo

rigamonti_b1-f01Il 27 aprile 1787 Carlo Rigamonti, originario di Barzago, località della Brianza lecchese, rileva da Pasquale Aimetti di Ganna il molino attivo a Cunardo, alimentato da una derivazione del torrente Margorabbia, emissario del Lago di Ghirla. Siamo a pochi chilometri dal confine con la Svizzera, in un’area agricola ricca di pascoli e seminativi posta a cavallo tra Valcuvia, Val Marchirolo, Valganna e Valtravaglia.

La proprietà del molino passa in seguito a Natale Rigamonti, nipote di Carlo. Alla morte di Natale, nel 1903, la proprietà passa ai suoi figli maggiori, Pietro e Francesco, tra i quali si instaura la società di fatto Fratelli Rigamonti. Nel 1913, in seguito alla morte di Francesco Rigamonti avvenuta l’anno prima, entrano nella società i suoi figli: Luigi ed Ettore . Lo zio Pietro viene nominato tutore dei figli più giovani di Francesco, Riccardo, Alessandro, Giovanni.

Maria, unica figlia femmina, non entra in società. L’impresa ha per oggetto l’attività di oleificio, molino, commercio al minuto di olio di semi e granaglie, con depositi in Luino, Lavena Ponte Tresa e Mesenzana. In memoria della sua antica origine il molino viene chiamato “Mulino Barzago”, nome con il quale è ancora oggi conosciuto.

Nel 1931 muore Pietro Rigamonti che dal matrimonio con la maestra Ernesta Tonta non ha avuto figli. L’attività prosegue quindi con i nipoti Luigi ed Ettore.

Il molino opera a pieno regime, spesso anche di notte, per la macinatura dei cereali (frumento, granoturco, orzo, avena, segale) conferiti dai contadini e proprietari della zona e la relativa produzione di farine e cascami, che trovano impiego nell’alimentazione umana e nella zootecnia.

Accanto a ciò si produce olio di lino, il cui seme arriva dalla Sicilia e che sostituisce l’olio di oliva, all’epoca assente dalle valli prealpine, e ancora olio di mandorle, di noci e di ravizzone.

Il vecchio molino è anche una fattoria dove si allevano mucche, cavalli e maiali, secondo un modello di economia rurale assai diffuso.

Il prodotto principe è la farina di granoturco, la polenta, alimento base della cucina dell’epoca, acquistato e apprezzato anche dalle famiglie benestanti milanesi  , che amano trascorrere la villeggiatura tra le campagne amene del vicino varesotto.

Durante il secondo conflitto mondiale, l’attività del molino Rigamonti non subisce interruzioni, anzi si intensifica per venire incontro ai bisogni di una popolazione stremata dai disagi dalla guerra.

Un mulino, un’impresa, due famiglie

rigamonti_b2-f01Negli anni del dopoguerra l’impresa dei fratelli Rigamonti non conosce particolari cambiamenti: è uno dei tanti molini ad acqua attivi in un territorio punteggiato da aziende agricole e fattorie. I fratelli Luigi ed Ettore sposano le sorelle Candida e Rita Taglioretti. Le due famiglie vivono nella corte del molino. Sono due famiglie affiatate, dieci persone in tutto, quasi tutte impegnate in azienda, eccetto Alessandro e Maria, figli di Ettore, che scelgono strade diverse. La metà sono donne: Candida Taglioretti, moglie di Luigi, con le figlie Elena e Piera, e Rita Taglioretti, moglie di Ettore. I restanti due maschi sono Francesco, figlio di Luigi, e Riccardo, figlio di Ettore. L’impresa Rigamonti, con la sua attività artigiana di trasformazione, opera in un contesto economico e sociale ancora largamente caratterizzato dall’agricoltura e dall’allevamento, anche se non manca una tradizione industriale locale basata soprattutto sulla lavorazione della seta e della ceramica, peraltro in fase di declino.

Nel 1951muore Luigi Rigamonti a cui succede il figlio Francesco, che affianca nella società lo zio e mugnaio Ettore, per diversi anni sindaco di Cunardo.

Il figlio di quest’ultimo, Riccardo, appena ultimata la scuola di avviamento commerciale, inizia a lavorare nell’azienda di famiglia, occupandosi soprattutto della molitura.

Il suo impegno aumenta quando, nel 1957, viene a mancare prematuramente Francesco, cui subentrano, quali eredi, l’anziana madre e le due sorelle Piera ed Elena, che condivide la firma sociale con lo zio Ettore.

Seguendo l’esempio paterno, anche Riccardoricopre incarichi politici nell’amministrazione comunale, un impegno che proseguirà sino agli anni settanta.

Nel frattempo cessa la produzione dell’olio di semi e, con lo sviluppo della motorizzazione, viene chiuso il deposito di Luino, mentre nel 1956 l’impresa è iscritta all’Albo artigiani.

La consegna diretta dei prodotti presso i clienti, effettuata tramite un camioncino, rende necessaria, nel 1964, l’acquisizione della licenza di commercio ambulante. Nello stesso anno viene assunto come dipendente Renzo Borellini che sposerà nel 1971 Piera Rigamonti. Nel 1969 Ettore Rigamonti, che muore l’anno seguente, e Candida Taglioretti recedono dalla società, conferendo le loro quote ai figli, e conseguentemente l’impresa assume la nuova denominazione “Riccardo Rigamonti & C.” Nello stesso anno Riccardo Rigamonti sposa Renata Gironzini, diplomata in ragioneria, che collabora attivamente in azienda occupandosi della parte amministrativa. La coppia costruisce una casa nei prati circostanti il molino e vi si trasferisce.

La lunga transizione verso l’impresa a prevalenza commerciale

rigamonti_b3-f01Il paesaggio agrario è profondamente mutato: sempre meno coltivazioni e allevamenti, sempre più boschi e prati incolti. Molti mulini hanno chiuso i battenti, o stanno per farlo, ma non il mulino Barzago che, azionato dalla grande passione di Riccardo Rigamonti, ancora produce farine e cascami, seppure in quantità nettamente inferiori a quelle del passato.

Alla contrazione dell’attività molitoria corrisponde, con l’inizio degli anni settanta, lo sviluppo di quella commerciale, svolta soprattutto presso la sede aziendale di via Varesina, che si arricchisce di nuovi articoli di vendita, come i terricci e i mangimi.

Nel 1977 l’impresa Rigamonti è menzionata nell’Albo d’oro del lavoro, cui seguono altri riconoscimenti attribuiti (1981 e 1994) dalla Camera di commercio di Varese.

Nel 1996 viene a mancare Renzo Borellini.

L’anno successivo Elena e Piera Rigamonti recedono dalla società di fatto, cedendo la propria quota a Francesco Borellini, nato nel 1974 e diplomatosi in ragioneria.

La società si trasforma in snc, i cui soci amministratori sono Riccardo Rigamonti e Francesco Borellini. Quest’ultimo inizia a lavorare in azienda, occupandosi del “negozio” che, anche in seguito alla riduzione dei punti vendita dei consorzi agrari sul territorio, è diventato una sorta di minimarket, punto di riferimento per l’acquisto di prodotti per l’agricoltura e la zootecnica.

Nel 1998 la “Rigamonti Riccardo & C.” perde i requisiti di impresa artigiana, essendo ormai prevalente l’attività commerciale, nel cui ambito cresce il segmento giardinaggio (piante, sementi, concimi, attrezzi), rispecchiando la trasformazione in senso turistico-residenziale di un territorio ricco di attrattive naturalistiche e ambientali.

Nel 2003 cessa l’attività del deposito di Lavena Ponte Tresa, attività che veniva svolta in concomitanza con il locale mercato settimanale del sabato. Per questo motivo oggi al sabato la corte del molino si riempie delle macchine dei clienti, che provengono anche dal Canton Ticino.

L’antico mulino ad acqua Rigamonti, forse l’unico ancora attivo in tutta la provincia di Varese, costituisce ormai una tappa significativa degli itinerari turistici locali. Dal 2006 riceve le visite delle scolaresche, alle quali Riccardo mostra e spiega pazientemente il funzionamento di macchinari e processi immutati da secoli. La produzione (tra settembre e novembre) di farina di granoturco è apprezzata per l’elevata qualità da clienti fedeli, ristoratori e negozi di gastronomia.

L’area in cui sorge il mulino, che ha rispettato nel corso degli anni, grazie a Riccardo, il verde circostante, viene inserita nel 2010 nel Parco regionale Campo dei fiori. Riccardo tiene infatti molto a mantenere in ordine e puliti i prati e i boschi della sua proprietà, vedendo in questa attività un contributo alla salvaguardia dell’ambiente.

Dorotea, Rita ed Alessandra, le tre figlie di Riccardo Rigamonti, hanno intrapreso percorsi esterni all’impresa paterna che le hanno portate a vivere lontano da un luogo al quale rimangono molto legate affettivamente.

Nel 2010 la Regione Lombardia riconosce al Molino Rigamonti la qualifica di “negozio di storica attività”. Nel 2011 nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, l’impresa viene inserita tra le 150 imprese storiche d’Italia premiate a Roma durante la cerimonia “Italia 150. Le radici del futuro” tenutasi l’8 giugno. Nello stesso mese la Camera di commercio di Varese, in occasione del Premio al lavoro e al progresso economico, ha reso omaggio alle imprese varesine premiate da Unioncamere.

Dati anagrafici

rigamonti_logo

Ragione sociale: Rigamonti Riccardo & c. snc

Forma giuridica: società in nome collettivo

Attività principale: Macinazione granoturco e commercio granaglie e generi alimentari

Settore: commercio

Indirizzo: via Varesina 40 – 21035 Cunardo (Va)
Tel 0332-716101
Fax 0332-716254
E-Mail mulinorigamonti@alice.it

Genealogie

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