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L’avvio dell’attività fino ai primi anni trenta

Luigi Prevosti nasce nel 1897 a Caselle Lurani, nel Lodigiano, una delle culle dell’industria lattiero-casearia lombarda. Cresce nella piccola azienda agricola dei genitori dove acquisisce familiarità con i processi caseari e una base di competenze che risulteranno determinanti in futuro.

Trasferitosi con i suoi familiari a Varese, Luigi partecipa come ufficiale dei bersaglieri alla Prima guerra mondiale rimanendo ferito. Negli anni faticosi del dopoguerra decide di mettere a frutto le proprie competenze avviando, sotto forma di ditta individuale, un’impresa casearia in un territorio con scarse tradizioni in questo settore.

La sede è in via Robbioni, nel pieno centro di Varese, quasi davanti al palazzo comunale.

Nel 1924 Luigi sposa Angela Mangano, di Varese, che da quella data lo affiancherà per tutta la vita nella gestione dell’impresa, curando in particolare l’amministrazione.

Fino al 1932 la fabbricazione e il commercio all’ingrosso del burro, che resterà il prodotto principale nella storia quasi secolare dell’impresa, è affiancata da una rivendita al dettaglio in corso Roma, l’attuale corso Moro.

Rispetto al modello di impresa tipico della bassa pianura lombarda, Prevosti non produce in proprio il latte necessario alle lavorazioni ma lo acquista da allevatori locali.

Nel primo decennio di attività la dimensione del bacino territoriale di riferimento copre un’area limitata: il consumo di burro al di fuori delle aree urbane è ancora legato all’autoproduzione e si dovrà attendere la motorizzazione dei trasporti per un’espansione significativa della rete di distribuzione.

Una prima soluzione logistica per integrare l’attività dello stabilimento di via Robbioni è la costituzione di centri per la raccolta del latte, dove viene eseguita la scrematura iniziale, a Casale Litta e a Luino, affiancati da piccoli allevamenti di suini, complementari alla gestione dei sottoprodotti di lavorazione.

Dagli anni trenta agli anni cinquanta

Fino al secondo dopoguerra l’impresa è gestita in prima persona da Luigi e Angela, progressivamente affiancati dai figli Giovanni Battista (1928) e Giorgio Bruno (1935). La conduzione familiare dell’impresa, fondata sulla competenza amministrativa di Angela e su quella tecnica di Luigi, non contrasta con la capacità di innovare.

Un esempio è l’identificazione del prodotto con un marchio, il quadrifoglio adottato negli anni trenta, che si dimostrerà negli anni una delle chiavi del successo commerciale.

Altro esempio è il progetto studiato personalmente da Luigi Prevosti per il raffreddamento delle panne senza contatto con il ghiaccio, che ha rappresentato un salto tecnologico e igienico notevole nella lavorazione del burro.

Negli anni trenta viene tentata anche una prima diversificazione del prodotto, con il lancio del formaggio “Varesino”, che però non ottiene grande successo di mercato e ha quindi vita breve.

Dopo la guerra fanno la loro apparizione le prime macchine automatiche per l’impacchettamento del burro, operazione che per oltre vent’anni era stata effettuata a mano.

Anche la rete distributiva della Prealpi a partire dagli anni trenta, si sviluppa notevolmente verso il Piemonte orientale, la Brianza e l’Alto Milanese.

Dopo la parentesi del periodo bellico, la crescita prosegue e il marchio Prealpi arriva nel nord e nel centro Italia. La crescita impetuosa dei consumi, a cominciare da quelli alimentari, si appoggia su una rete capillare di piccoli negozi, diffusi in ogni angolo della penisola e riforniti grazie a depositi sparsi in tutto il nord Italia.

Nel febbraio 1955 la Prealpi chiude la sede di via Robbioni per trasferirsi in una vasta area periferica acquisita in viale Borri, dove viene edificato uno stabilimento tecnologicamente all’avanguardia che ospita tuttora l’unico sito produttivo dell’impresa.

Infine le modifiche societarie apportate nell’estate del 1955 sanciscono l’inizio di una nuova fase: Luigi cede ai figli una parte delle quote trasformando la ditta individuale in società in nome collettivo che assume la denominazione “Industria casearia Prealpi di L. Prevosti & figli”.

Dalla anni sessanta agli anni ottanta

Con l’ingresso dei figli nella società e il trasferimento nella nuova sede la Prealpi si dota anche di una struttura manageriale in grado di fronteggiare le mutate dimensioni e le nuove tecnologie.

Gli anni cinquanta e sessanta vedono proseguire l’affermazione del modello distributivo basato sui piccoli negozi generalisti e la rete Prealpi si estende a tutta la penisola: a seconda delle aree l’impresa è presente con proprie filiali, con concessionari o con agenti che riforniscono i punti vendita.

Nel corso degli anni sessanta si cerca di ottimizzare la capillarità della rete distributiva affiancando al burro altri prodotti alimentari: non solo formaggini e altri prodotti caseari, che come il Prealpino e il Fontal avranno successo nel tempo, ma anche yogurt, preparati per budini e purè solubili, dadi e sughi pronti, che avranno vita più breve.

In questo periodo riscuotono grande successo le raccolte di punti che aiutano a fidelizzare la clientela e anche la gestione logistica dei premi viene curata direttamente dall’impresa.

In parallelo iniziano i primi investimenti consistenti in pubblicità, cogliendo con tempismo le opportunità del nascente mercato televisivo per lanciare i nuovi prodotti.

La diversificazione produttiva richiede di impiantare in via Gasparotto uno stabilimento dedicato alle lavorazioni non casearie, che tuttavia non si sviluppano con sufficiente rapidità e vengono abbandonate pochi anni dopo. Negli anni settanta il mercato dei formaggini per l’infanzia incontra un momento di difficoltà: l’impresa risponde integrando la propria offerta con altri prodotti caseari di importazione, che in quel periodo stanno penetrando il mercato italiano.

Nel 1968, quando viene trasformata in società per azioni, la Prealpi conta oltre 300 addetti.

Sempre negli anni settanta la diffusione dei supermercati in Italia porta l’impresa ad attuare una profonda riorganizzazione della propriastruttura commerciale nel senso di una gestione più centralizzata. Nel campo produttivo invece l’innovazione fondamentale che si raggiunge alla fine degli anni settanta è quella del passaggio da una lavorazione discontinua a un processo di burrificazione in continuo.

Dagli anni ottanta a oggi

Nei primi anni ottanta ha inizio il secondo ricambio generazionale con l’ingresso del figlio di Gianni, Luigi (1958), che interrompe gli studi all’Università Bocconi ed entra a far parte del consiglio di amministrazione al posto dello zio Giorgio. Il nuovo vertice societario che regge da allora la Prealpi vede il fondatore Luigi presidente onorario fino al 1989, anno della sua morte, Gianni presidente e Luigi Junior consigliere delegato. Gianni e il figlio Luigi cominciano a ricoprire anche importanti incarichi nell’associazionismo imprenditoriale: il primo tra gli anni ottanta e novanta come presidente della federazione nazionale Assolatte, il secondo negli ultimi dieci anni come vicepresidente dell’Unione industriali di Varese, della stessa Assolatte e, infine, come membro di giunta della Camera di commercio di Varese.

L’ultimo trentennio ha visto l’impresa concentrare gli investimenti su quelli che rappresentano i suoi punti di forza: un burro leader in quanto a riconoscibilità del marchio e diffusione nazionale e una serie di formaggi fusi a pasta filante, tra cui il più noto è Pizzottella.

Gli anni ottanta vedono una forte ripresa degli investimenti in marketing e pubblicità, grazie soprattutto alle competenze specifiche nel campo apportate dall’ingresso di Luigi, che segue in prima persona il lavoro delle agenzie specializzate.

La nascita e il rapido sviluppo delle televisioni commerciali offrono alla Prealpi nuovi veicoli per i propri messaggi attraverso i quali l’impresa non punta tanto a brevi campagne intensive di comunicazione, quanto a mantenere desta tra i consumatori un’attenzione costante ai propri prodotti.

L’investimento sulla diffusione della fedeltà commerciale acquista un valore strategico soprattutto nella fase attuale in cui l’universo distributivo è dominato dalla Grande distribuzione organizzata (Gdo) veri giganti in grado di imporre le proprie condizioni di prezzo alle imprese produttrici o addirittura di divenirne concorrenti diretti promuovendo sugli scaffali dei supermercati prodotti consimili a proprio marchio.

Per un’impresa come Prealpi, tener testa alla Gdo comporta un continuo sforzo di innovazione e di qualificazione del prodotto in due direzioni. Da un lato investendo nell’ammodernamento tecnologico degli ambienti e dei processi per ottenere standard igienici adeguati a normative sempre più stringenti; dall’altro, con l’obiettivo di debanalizzare un prodotto di base come il burro sono state introdotte varianti studiate per soddisfare diversi segmenti di consumatori. Un esempio è stata l’acquisizione in esclusiva per l’Italia del brevetto che consente la produzione del Nuovo Prealpi, il burro a basso contenuto di colesterolo. L’ultimo arrivato sugli scaffali è il burro chiarificato, confezionato in una lattina di metallo.

Attualmente la forza lavoro della Prealpi supera di poco le 100 unità.

Dati anagrafici

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Denominazione sociale: Prealpi spa

Forma giuridica: società per azioni

Attività principale: produzione e vendita di burro e formaggi

Settore: industria

Indirizzo: viale Borri, 40, 21100 Varese
Tel 0332-275411   Fax 0332-275458
E-Mail prealpi@prealpispa.it
Sito Web www.burroprealpi.it

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