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Pipe Brebbia

La famiglia Buzzi e la nascita della Centrale elettrica di Brebbia

Il corso d'acqua del fiume Bardello che conduce le proprie acque alle turbine della centrale idroelettrica. La storia dell’impresa Pipe Brebbia ha le sue radici nell’itinerario imprenditoriale della famiglia Buzzi , che prende avvio nel 1893 quando Achille, originario di Gallarate, costruisce una centrale elettrica a Brebbia sfruttando il corso d’acqua del fiume Bardello, emissario del Lago di Varese, e fornisce energia al territorio compreso tra Brebbia e Gavirate. Di formazione perito edile, Achille lavora anche per la costruzione della Galleria del Sempione. Sposa la figlia di un imprenditore tessile, Giuseppina Roncari, da cui nasce Carlo Andrea detto Gino. Quest’ultimo segue la vocazione della famiglia materna: diventa perito tessile e apre una tessitura a Gavirate. Si sposa con Lina Papa e vanno ad abitare in un’agiata dimora a Gavirate; dal loro matrimonio nascono Achille, Giuseppe (chiamato Peppino), Enea e Franca.

La crisi del 1929 costringe Gino a cessare l’attività e a trasferire per alcuni anni la famiglia a Brebbia nei locali sopra la centrale elettrica per poter affittare l’appartamento di Gavirate. L’occasione per tornare nel settore tessile gli viene data da Luigi Ronzoni, che propone a Buzzi di diventare direttore del Cotonificio di Besozzo in cambio della fornitura di energia elettrica per dieci anni.

Enea Buzzi ritratto negli uffici amministrativi dell'impresa. Inizio anni cinquanta, Archivio d’impresa. Suo figlio Enea rimane segnato dalla difficoltà economiche del 1929: quest’esperienza incide sul suo carattere e lo porterà poi a cercare di sostenere economicamente la famiglia con il proprio apporto. Frequenta il collegio De Filippi ad Arona dove conosce futuri artisti quali il pittore Enrico Baj, lo scrittore Gianni Rodari e il filologo Dante Isella. Si iscrive poi all’Istituto Daverio a Varese e ottiene il diploma di ragioneria nel 1943. Partecipa alla Resistenza come partigiano insieme al fratello Achille e al termine della Guerra si iscrive all’Università Bocconi di Milano. Decide però di abbandonare gli studi dopo un anno per cercare lavoro. Inizialmente sfrutta il diploma di ragioneria e trova un’occupazione come impiegato all’Enel di Varese, ma in breve prevale in lui il desiderio di mettersi in proprio e intraprende il commercio di auto usate.

Pipa con coperchio. Catalogo Pipe Brebbia, Archivio d'impresa.Enea vive in una zona, quella di Gavirate, in cui il settore della produzione di pipe è particolarmente sviluppato. Conosce personalmente alcune delle realtà più fiorenti, come ad esempio la famiglia Rossi di Barasso e Alberto Paronelli. Proprio da un incontro con quest’ultimo Enea matura la scelta di avviare una fabbrica di pipe con un coperchio, che fa sì che si possa fumare anche quando piove. Ordina i macchinari da Carlo Giudici di Oltrona – che glieli consegnerà con un ritardo di due anni avendo privilegiato le imprese già avviate – ma non dispone dei capitali iniziali.

Sarà uno zio della mamma Lina, Bernardo Papa, a fornire il supporto economico per avviare l’attività. Non sposato e senza figli, lo zio Papa ricopre un ruolo centrale per la famiglia Buzzi. Prima, con il cugino Guido Bossi, fonda il Caffè Chantal a Milano e successivamente è direttore del Casinò di Venezia dove trova un impiego ai fratelli di Enea, Achille e Peppino. Egli intuisce le premesse per lo sviluppo di un’attività di successo: la Centrale elettrica che offre energia senza costi, la vocazione imprenditoriale di Enea, un territorio caratterizzato dalla presenza di imprese produttrici di pipe.

La centrale elettrica. Anni quaranta, Archivio d'impresa. Tutto ciò lo convince a investire nell’idea di Enea e a coinvolgere anche Achille Savinelli, importante commerciante in articoli di fumo attivo a Milano, che conosce personalmente perché ha sposato una sua cugina, Dina. Savinelli si sarebbe occupato della parte commerciale mentre Enea della produzione, che avvia con tre operai provenienti da altre imprese del settore già esperti del mestiere, a cui vengono affidate mansioni precise: sgrossatore, tornitore e pulitore. La materia prima è la radica, proveniente dalla Maremma toscana, dalla Calabria e dalla Sicilia, mentre i bocchini sono fatti in ebanite. Tra i clienti figurano anche società del territorio come ad esempio la stessa ditta Rossi di Barasso.

Nascita e affermazione della Pipe Brebbia (1944-1969)

Il laboratorio prima della ristrutturazione a seguito dell'incendio del 1954. Reparto pulitura. Primi anni cinquanta. Archivio d'impresa.Una volta avviata l’attività si rende necessario strutturare la rete commerciale. Savinelli, disattendendo gli accordi iniziali, chiede a Enea di occuparsene in prima persona. Il mercato di riferimento è soprattutto quello anglosassone (l’Inghilterra con le sue colonie e gli Stati Uniti) e Londra costituisce la città di riferimento per instaurare rapporti commerciali. Enea conosce la lingua inglese a livello scolastico ma per necessità intraprende un viaggio nella capitale britannica che gli consente di ottenere ordini per i successivi cinque anni. Questa esperienza, unitamente alla volontà di non chiedere ulteriore denaro allo zio Bernardo, fa maturare in lui la consapevolezza che può tentare da solo la strada imprenditoriale.

Il 1953 è un anno di grandi decisioni per Enea che matura una diversa visione del ruolo del socio sulle linee di sviluppo dell’impresa: pertanto ritira le quote di Achille Savinelli , che si riserva per quattro anni la vendita esclusiva delle pipe prodotte a Brebbia. Nello stesso anno si sposa con Mariantonia Sartorelli e dalla loro unione nasceranno Luciano, Achille e Isabella.

Prodotti per il mercato statunitense. Anni sessanta, Archivio d'impresa.Il 17 gennaio 1954 un incendio distrugge la fabbrica , risparmiando solo per un caso fortunoso la centrale elettrica al pianterreno. Allo sconforto iniziale Enea reagisce con forte spirito di volontà e, grazie agli ordini dei rappresentanti, in particolare Bernard Hocsteinen per gli Stati Uniti, ricostruisce la fabbrica nell’arco di un anno ridisegnando gli spazi in base alla sequenza di lavorazione della pipa, mentre inizialmente aveva dovuto adattarsi ai locali disponibili. In questi anni il mercato statunitense è quello che assorbe gli ordini maggiori, risentendo anche delle favorevoli possibilità introdotte dal Piano Marshall.

Una volta ripresa l’attività e libero di scegliere, Enea investe nella realizzazione di pipe scolpite con figure di animali realizzate da artigiani della Val Gardena. È un’intuizione che aprirà nuovi mercati esteri grazie anche ai rapporti diretti con alcuni rappresentanti che collaboreranno per parecchi anni, quali Fellman, Runfeld, Lichtblau e Lieneman in diverse parti del mondo.

NelCatalogo delle pipe Brebbia. Il ferro a cavallo ricorda il pigino per pressare e regolare il tabacco nella pipa. Anni sessanta e settanta, Archivio d'impresa.lo stesso periodo si sperimentano delle pipe con una base in alluminio per ridurre la temperatura del fumo aspirato. Per far fronte internamente a questa esigenza Enea, nel 1954, acquista insieme allo zio Renzo Papa la fonderia Pressocromo con sede a Besozzo. Questa iniziativa non ha grande fortuna e dopo soli due anni Enea rileva le quote dallo zio Renzo, trasferisce i macchinari in un capannone vicino alla fabbrica di Brebbia e riconverte la fonderia in produzione di basi per motori elettrici, arrivando a realizzare circa 40 mila pezzi al giorno.
Gli anni cinquanta e sessanta sono un periodo di intenso sviluppo e il numero degli addetti (operai e rappresentanti) raggiunge il numero di circa 90 persone. Questa situazione positiva si rispecchia anche nell’attività promozionale dell’impresa. Accanto allo sviluppo grafico del marchio MPB – Manifatture pipe Brebbia e alle campagne pubblicitarie sui giornali e nelle riviste di settore, l’impresa sponsorizza e organizza le “gare di lento fumo” che hanno un notevole successo di pubblico.

Gino Cervi (primo a destra) premia il vincitore di un gara di fumo lento. Alle sue spalle l'attore Cesare Polacco. Il primo a sinistra è Enea Buzzi. Anni sessanta, Archivio d'impresa.Franca Ferretti, direttrice della produzione della Pipe Brebbia, conquista il titolo di campionessa del mondo nel 1971 fumando 3 grammi di tabacco in 2 ore e 47 minuti. Anche i dati del rapporto Terry (1964) sui danni causati dal fumo non incidono sull’attività della Brebbia, anzi l’abbandono delle sigarette spesso comporta il passaggio alla pipa, ritenuta non nociva. Come per lo zio Bernardo, anche per Enea la famiglia è un’incubatrice di strategie imprenditoriali. La sorella Franca sposa Paolo Valente, titolare della Faema, un’impresa attiva nella costruzione di macchine per il caffè.

Nel 1967 Enea insieme al cognato Paolo e altri due soci, Renzo Papa e Benito Locatelli, fonda la Sida per la distribuzione automatica di bevande calde in provincia di Varese. In questi anni la sua vocazione imprenditoriale lo porta inoltre a sperimentare l’attività di costruttore e immobiliarista e a impegnarsi in diversi ambiti: fa parte della Libera associazione tra gli industriali della provincia di Varese, viene nominato presidente del Consorzio del fiume Bardello, fonda insieme ad altri esponenti del territorio il Rotary Club di Verbano e viene insignito del titolo di cavaliere della Repubblica.

L’ingresso della seconda generazione e l’evoluzione del mercato (1979-2011)

Pubblicità delle pipe Brebbia. Sulla destra i marchi depositati. Anni settanta, Archivio d'impresa.Con gli anni settanta intervengono alcune importanti trasformazioni in famiglia. Enea si separa e convive con Franca Ferretti; i figli Luciano e Achille affiancano il padre rispettivamente nella Manifattura Brebbia e nella Sida. La terzogenita Isabella invece non ricopre incarichi attivi nella società: laureata in psicopedagogia diventerà presidente del Comitato italiano dei mediatori familiari. Achille dopo le scuole superiori entra direttamente nella Sida. Luciano, laureato in architettura, non avendo esperienza delle varie fasi produttive si occupa del rilancio della rete commerciale invertendo una prassi consolidata che vedeva la Brebbia affidarsi esclusivamente a rappresentanti per il mercato estero. Sarà proprio Luciano, sfruttando la sua conoscenza delle lingue straniere, a viaggiare e verificare sul posto le esigenze del mercato. In questi anni si assiste a una prima riduzione della forza lavoro che può contare ora su circa 35 persone.

Nel 1981 Enea, pur mantenendo delle quote societarie, lascia la fabbrica di pipe a Luciano e prosegue a occuparsi della Pressofusione e della Sida. Non si tratta di un vero e proprio abbandono perché continuerà a seguire con partecipazione l’attività che ha fondato, ma le scelte decisionali sono sempre più in mano al figlio.

Intervista a Luciano BuzziGli anni ottanta e novanta sono un periodo positivo grazie anche ad un rilancio dell’immagine della pipa, favorito da alcuni personaggi pubblici appassionati fumatori come il presidente della Repubblica Sandro Pertini, il giornalista Gianni Brera, l’allenatore dell’Italia campione del mondo di calcio Enzo Bearzot. L’uso della pipa conosce una profonda riconsiderazione nell’immaginario collettivo e da simbolo di “fumo economico” diventa un segnale di status e di inserimento nella classe dirigente. L’interesse coltivato negli anni per il proprio lavoro porta Enea a fondare nel 1992 il Museo della pipa , riunendo pezzi e collezioni provenienti da tutto il mondo a Brebbia in un locale inizialmente destinato a magazzino per le pipe. Sul fronte della produzione si assiste all’introduzione dei bocchini in plexiglass metacrilato accanto a quelli in ebanite. I primi rispondono ad esigenze estetiche, mentre l’ebanite ha caratteristiche più morbide e modellabili in funzione del modello e risulta migliore dal punto di vista igienico.

Pipe Brebbia. 2010, Archivio d'impresa.Nel 1991 Achille muore prematuramente in un tragico incidente in deltaplano, lasciando un grande vuoto nella famiglia Buzzi. Con l’avvento del Duemila Enea, non più sostenuto dal figlio Achille, vende prima la Pressofusione (2001) e successivamente la Sida (2005), occupandosi delle proprietà immobiliari di famiglia attraverso la società Cà Bella. Nel 2005 Enea affitta il capannone e i macchinari ai suoi ex dipendenti della Pressofusione, dando loro la possibilità di riavviare l’attività dopo il fallimento della società che aveva venduto nel 2001. Sul fronte delle pipe Luciano deve affrontare un periodo difficile a seguito della legge Sirchia del 2005 che vieta di fumare nei locali pubblici. La riduzione delle vendite determina anche la diminuzione del personale, composto ora da sette unità tra amministrazione e produzione.

Ingresso della fabbrica Pipe Brebbia e della centrale idroelettrica. 2011, Archivio d'impresa. Luciano Buzzi constata anche il cambiamento delle usanze che hanno reso possibile un’inversione di tendenza tra il consumo della pipa e la sigaretta. Oggi l’approccio diverso del fumatore della pipa e la globalizzazione dei mercati – che vede estendere la produzione di pipe anche in Paesi in cui la manodopera ha un costo inferiore rispetto all’Italia – hanno portato la Pipe Brebbia a individuare nuove soluzioni per fronteggiare le difficoltà : ad esempio si ricerca un nuovo equilibrio tra il mercato interno e quello estero, soprattutto indirizzato verso i Paesi emergenti e dell’Est, e si punta a una produzione di nicchia in cui il design soddisfi anche le richieste dei collezionisti valutate attraverso appositi studi di mercato. Oppure si investe nel commercio di articoli per fumatori, proponendo la vendita diretta di pipe a marchio Brebbia in tabaccherie della zona ad appassionati attratti anche dalla possibilità di visitare il Museo.

Le pipe vengono prodotte in un numero inferiore rispetto al passato, ma con una qualità e un costo finale maggiore: su questo incide anche il fatto che la loro lavorazione rimane un’attività fortemente artigianale che non ha goduto dell’innovazione tecnologica di cui hanno beneficiato negli anni altri settori.

Dati anagrafici

Pipe Brebbia

Denominazione sociale: Pipe Brebbia srl

Forma giuridica: società a responsabilità limitata

Attività principale: Produzione di pipe e vendita di accessori per la pipa

Settore: industria

Indirizzo: via Piave 21 21020 Brebbia (VA)
Tel 0332-770286
Fax 0332-770265
E-Mail info@brebbiapipe.it Sito Web www.brebbiapipe.it

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