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Pasquale Minoli, “successore a Furla”

Nel 1903 Pasquale Minoli apre un negozio per il commercio di ferramenta in piazza Garibaldi 7 a Gallarate.

Le notizie biografiche sul fondatore sono scarne: sappiamo che nasce a Crenna nel 1876 e che la sua famiglia, come quella della moglie Carolina Magnoni è piuttosto benestante. Ne è conferma il fatto che, all’avvio dell’impresa, Pasquale è in grado di acquistare l’intero immobile di piazza Garibaldi dove insedia il negozio e dove stabilisce la propria abitazione.

Nel corso degli anni la disponibilità di ingenti spazi dove costituire magazzini e depositi si rivela molto importante per favorire la crescita dimensionale dell’impresa.

Per alcuni anni Pasquale mantiene sulla carta intestata, sotto al proprio nome, la dicitura “successore a Furla”, dal che si deduce che l’impresa è stata avviata rilevando una preesistente attività di ferramenta con un proprio bacino di clienti.

La lettura di questa carta intestata del 1906 ci consente anche di inquadrare la varietà di articoli in vendita e le specialità della ditta: in alto, sopra il nome, campeggiano le tre categorie “Ferramenta, Ottonami, Chincaglieria”; a sinistra del nome si legge “Assortimento in ferro smaltato e posateria, stufe, cucine e ghiacciaie per famiglie, articoli per capimastri, canali, e lamiere, utensili agricoli e industriali”; sulla destra troviamo “Specialità in ferri da taglio ed articoli per falegnami, grande deposito di chioderie, punterie, viti e bulloni, assortimento cordami, colla, carta e tela vetrata e smerigliata”; infine, più in basso, “Ranze e messorie marche Rosa, Serpente e Stella”.

La varietà dell’assortimento è un segno di come il negozio si pone contemporaneamente al servizio dell’utenza professionale e di quella domestica, per quanto la distinzione tra le due destinazioni non fosse marcata come lo è oggi.

Pasquale e Carolina lavorano insieme nel negozio e riescono in pochi anni a diventare un punto di riferimento in città per chiunque abbia bisogno di utensili da lavoro o di articoli per la casa.

Dal loro matrimonio nel 1898 nascono tra il 1900 e il 1921 Maria, Francesco detto Franco, Adele, Gaetano detto Nino, Carlo e Arturo.

Franco, Nino e Arturo, in tempi diversi a seconda dell’età, affiancano i genitori nella conduzione del negozio. Arturo si diploma in ragioneria presso il collegio San Carlo di Milano; Carlo prosegue negli studi e diventa farmacista, lavorando nella storica farmacia Daho’ in piazza Garibaldi, sul lato opposto rispetto alla ferramenta. La farmacia viene rilevata da Carlo e tuttora è attiva sotto la conduzione della dottoressa Renata Minoli, sua figlia.

Pasquale Minoli, “successore a Furla”

Nel 1903 Pasquale Minoli apre un negozio per il commercio di ferramenta in piazza Garibaldi 7 a Gallarate.

Le notizie biografiche sul fondatore sono scarne: sappiamo che nasce a Crenna nel 1876 e che la sua famiglia, come quella della moglie Carolina Magnoni è piuttosto benestante. Ne è conferma il fatto che, all’avvio dell’impresa, Pasquale è in grado di acquistare l’intero immobile di piazza Garibaldi dove insedia il negozio e dove stabilisce la propria abitazione.

Nel corso degli anni la disponibilità di ingenti spazi dove costituire magazzini e depositi si rivela molto importante per favorire la crescita dimensionale dell’impresa.

Per alcuni anni Pasquale mantiene sulla carta intestata, sotto al proprio nome, la dicitura “successore a Furla”, dal che si deduce che l’impresa è stata avviata rilevando una preesistente attività di ferramenta con un proprio bacino di clienti.

La lettura di questa carta intestata del 1906 ci consente anche di inquadrare la varietà di articoli in vendita e le specialità della ditta: in alto, sopra il nome, campeggiano le tre categorie “Ferramenta, Ottonami, Chincaglieria”; a sinistra del nome si legge “Assortimento in ferro smaltato e posateria, stufe, cucine e ghiacciaie per famiglie, articoli per capimastri, canali, e lamiere, utensili agricoli e industriali”; sulla destra troviamo “Specialità in ferri da taglio ed articoli per falegnami, grande deposito di chioderie, punterie, viti e bulloni, assortimento cordami, colla, carta e tela vetrata e smerigliata”; infine, più in basso, “Ranze e messorie marche Rosa, Serpente e Stella”.

La varietà dell’assortimento è un segno di come il negozio si pone contemporaneamente al servizio dell’utenza professionale e di quella domestica, per quanto la distinzione tra le due destinazioni non fosse marcata come lo è oggi.

Pasquale e Carolina lavorano insieme nel negozio e riescono in pochi anni a diventare un punto di riferimento in città per chiunque abbia bisogno di utensili da lavoro o di articoli per la casa.

Dal loro matrimonio nel 1898 nascono tra il 1900 e il 1921 Maria, Francesco detto Franco, Adele, Gaetano detto Nino, Carlo e Arturo.

Franco, Nino e Arturo, in tempi diversi a seconda dell’età, affiancano i genitori nella conduzione del negozio. Arturo si diploma in ragioneria presso il collegio San Carlo di Milano; Carlo prosegue negli studi e diventa farmacista, lavorando nella storica farmacia Daho’ in piazza Garibaldi, sul lato opposto rispetto alla ferramenta. La farmacia viene rilevata da Carlo e tuttora è attiva sotto la conduzione della dottoressa Renata Minoli, sua figlia.

I tre figli di Pasquale. Una squadra ben assortita

Nel 1939, in seguito ad un atto di donazione da parte di Pasquale, i tre figli Franco, Nino e Arturo proseguono l’attività con una nuova società, la Ditta Minoli Pasquale snc, anche se è il padre, fino alla morte avvenuta nel 1943, a mantenere le maggiori responsabilità decisionali nell’impresa.

Durante la Seconda guerra mondiale Arturo è l’unico dei tre chiamato al fronte, insieme a Carlo, mentre i due fratelli maggiori possono continuare nella conduzione del negozio.

Subito dopo la guerra Arturo si sposa con Luciana Gaiazzi continuando ad abitare nella casa di famiglia. Dal matrimonio nascono Luisa, Franca e Alessandra.

Con la scomparsa dei genitori tra il 1943 e il 1949 si forma la struttura operativa che sostiene l’attività per il successivo ventennio.

Dei tre fratelli Franco è il capo amministrativo e rappresenta la massima autorità nell’organizzazione dell’impresa: la sua abitudine a gestire in nome proprio gli affari dell’impresa non viene messa in discussione dagli altri due fratelli.

Nino è presente al banco di vendita dove lo affianca Arturo che, anche per un semplice dato anagrafico, è considerato dai fratelli il “jolly” per tutte le necessità del negozio.

Le sorelle Maria e Adele non partecipano all’attività che, dopo la scomparsa di Carolina, diventa per alcuni decenni un ambito riservato agli uomini di famiglia.

La disponibilità di ampi spazi per immagazzinare le merci in attesa della loro vendita è molto importante per garantire alla clientela un ampio assortimento.

Il volume e il peso delle merci movimentate rendono necessaria la presenza di un organico di circa 10-12 persone, in parte addette alla vendita e alla gestione dei magazzini, in parte alla contabilità.

Gli anni cinquanta e sessanta rappresentano un periodo di intenso lavoro per l’impresa, che rifornisce aziende e artigiani del territorio gallaratese.

I settori con cui l’impresa lavora maggiormente sono quello meccanico e quello edilizio, il cui boom accompagna la crescita dell’impresa, mentre nel tempo perdono di importanza le forniture per la lavorazione del legno.

Nel secondo dopoguerra l’assortimento del negozio si adegua alla rapida innovazione dei materiali: gli articoli casalinghi in ferro smaltato lasciano posto alla plastica e fanno la loro comparsa gli utensili elettrici.

Nel pieno di questa fase di crescita l’impresa deve fare fronte ad un avvicendamento tanto inatteso quanto improvviso. Tra il febbraio e il luglio del 1966 muoiono i due fratelli maggiori e a loro subentrano come eredi il figlio maggiore di Franco, Pasquale detto Linuccio, nato nel 1933, che entra attivamente nella conduzione del negozio al fianco dello zio Arturo, e Ambrogio, nato nel 1940, che eredita le quote del padre Nino ma non gli subentra nel ruolo operativo.

Arturo e Pasquale, tra seconda e terza generazione

Con la scomparsa dei fratelli maggiori Arturo deve farsi carico di crescenti responsabilità mentre il nipote Pasquale, rimasto fino ad allora lontano dall’attività, si inserisce occupandosi delle vendite. La transizione non è facile in quanto la presenza di Franco e Nino aveva mantenuto il fratello minore lontano da compiti decisionali e organizzativi. A partire da questo momento Arturo deve necessariamente dividersi tra la gestione degli acquisti e la vendita, mentre la parte amministrativa viene perlopiù delegata a suoi collaboratori.

Arturo e il fratello Carlo vivono con le rispettive famiglie nello stesso immobile che ospita il negozio e i magazzini. Le figlie di Arturo Luisa, Franca e soprattutto Alessandra hanno modo di familiarizzare presto con il lavoro del padre che diventa per loro ambiente di gioco e passatempo. In seguito le due figlie maggiori studiano lingue straniere e si dedicano rispettivamente all’insegnamento e all’attività di interprete mentre la sorella minore studia al liceo classico e si iscrive alla Facoltà di medicina.

Sul piano commerciale gli anni settanta portano alcuni cambiamenti nel settore della ferramenta. I clienti professionali, specialmente quelli di maggiore peso, cominciano ad aggirare la rete della distribuzione al dettaglio e iniziano a cercare un rapporto diretto con i produttori o con i grandi distributori.

In quegli stessi anni cresce la clientela del fai-da-te e del bricolage, che impone un mutamento nell’attività del negozio sia sul piano della relazione con i clienti che su quello dell’assortimento merceologico. Il nuovo tipo di utente ha bisogno di maggiore assistenza e consulenza nella scelta e obbliga a diversificare e ampliare la tipologia di merci a disposizione. Il principale vantaggio rispetto ai clienti professionali risiede nel pagamento immediato, visto che i primi tendono invece ad allungarne sempre più i tempi.

Si arriva così agli anni ottanta in cui Arturo e Pasquale devono fronteggiare la concorrenza della nascente distribuzione organizzata, che si struttura con centri specializzati dall’ampio assortimento e dai prezzi estremamente competitivi.

L’impresa deve anche fare i conti con una struttura operativa che si rivela inadeguata di fronte alla complessità dei mutamenti: la competenza tecnica e la dedizione al lavoro di Arturo non possono sopperire alla mancanza del pieno controllo amministrativo-contabile da parte della proprietà. Tale condizione, verificatasi con la morte di Franco, si aggrava in questi anni di crisi e porta la figlia minore di Arturo, inizialmente contrario, a lasciare gli studi e ad impegnarsi con lui nel rilancio dell’attività.

Dal 1984 Alessandra, che nello stesso anno sposa Maurizio Varini, affianca il padre e il cugino nella conduzione del negozio. Al suo ingresso si trova a fare i conti, oltre che con una situazione economica critica, con la difficoltà di inserirsi in un ambiente lavorativo che per quarant’anni abbiamo visto precluso alla componente femminile, se non nell’ambito del lavoro d’ufficio.

Alessandra Minoli e Maurizio Varini alla svolta dei cento anni

La fase di transizione si compie nel 1987 quando la famiglia di Arturo rileva tutte le quote della società che prende il nome di “Minoli Pasquale di Minoli Arturo e c. snc”. Ai cugini Pasquale e Ambrogio Minoli subentrano come soci Alessandra Minoli e il marito Maurizio Varini che, forte di una competenza acquisita in dodici anni di lavoro in un magazzino di idraulica, assume i delicati compiti del servizio in negozio e dell’assistenza tecnica alla clientela. Alessandra prosegue nella ristrutturazione operativa e, dopo un ridimensionamento del personale amministrativo, concentra su di sé le principali funzioni di back-office, dalla contabilità commerciale alla gestione degli ordini, dall’aggiornamento dei listini alla tenuta degli inventari. Nel 1989 viene introdotto l’uso dei computer e dal 1995 anche il magazzino merci, viene gestito con sistemi informatici.

Alla morte di Arturo nel 1990, la società assume la denominazione di “Minoli Pasquale di Minoli Alessandra e c. snc”, mantenuta per sei anni prima di passare all’attuale “Minoli ferramenta di Minoli Alessandra e c. snc”.

L’impresa esce da un decennio difficile fortemente ridimensionata sul piano dell’organico ma con una reputazione affermata e una situazione finanziaria più solida.

A pochi anni dal compimento del primo secolo di attività, nel 1999 la Ferramenta Minoli lascia la sede originaria di piazza Garibaldi 7 e viene trasferita nell’attuale negozio di via Seprio 5, in un edificio dei primi del Novecento nato per ospitare una fonderia. Nella nuova sede, dotata di quattro vetrine su strada, aumentano gli spazi disponibili per l’esposizione dei prodotti e il magazzino, prima disperso tra androni e cantine, trova una sistemazione più razionale.

Il trasloco diventa l’occasione per smaltire fondi che giacevano invenduti in magazzino da anni o per scoprire oggetti che potrebbero, dopo anni di oblio, trovare un mercato. Oggi si cerca di mantenere le scorte al minimo, compatibilmente con le necessità più immediate di vendita, mentre nei decenni precedenti l’immagazzinamento di ingenti scorte era considerato un investimento sicuro e a basso costo.

Un contributo decisivo nella politica di contenimento delle giacenze di magazzino è venuto dallo sviluppo della rete all’ingrosso. L’acquisto diretto dal produttore, che impone quantità maggiori di un singolo articolo, viene abbandonato a vantaggio dei grossisti che consentono un approvvigionamento più flessibile in termini di quantità e assortimento, in linea con le continue oscillazioni della domanda.

Una novità rilevante dell’ultimo decennio è l’inserimento di un’attività di servizio abbinata a quella di pura vendita. Maurizio Varini inizia ad eseguire lavori esterni, specializzandosi nel campo delle serrature e sviluppando un servizio di pronto intervento.

Per quanto riguarda la vendita, oltre alle due categorie tradizionali, privata e professionale, vi sono altre tipologie di clienti che più difficilmente si rivolgono alla grande distribuzione, come enti pubblici e amministrazioni condominiali.

Nel caso dei comuni, che un tempo si rifornivano direttamente in negozio, oggi occorre partecipare a gare d’appalto per la fornitura di materiali o di servizi mentre gli enti più piccoli, che più spesso hanno mantenuto personale tecnico interno, si servono del negozio acquistando direttamente ferramenta e utensili.

Nel rapporto con i condomini – che va dalla fornitura dei materiali all’installazione e posa in opera, ai servizi di manutenzione – quello che può fare la differenza sono la qualità e l’affidabilità del servizio. Attualmente con Alessandra Minoli e Maurizio Varini, che restano ottimi soci pur avendo separato da alcuni anni i propri destini familiari, lavorano Barbara Azimonti come impiegata amministrativa e Maurizio Molla come addetto al banco di vendita. Barbara ha sempre garantito una perfetta affidabilità e grande disponibilità a cimentarsi con attività non sempre strettamente attinenti al suo incarico.

Maurizio Molla unisce passione e competenza a molta pazienza, utilissima per lavorare a stretto contatto con il pubblico.

I due titolari, necessariamente versatili, si dividono tra la gestione del magazzino e dell’amministrazione, in capo ad Alessandra, e i rapporti con clienti e fornitori, di carattere tecnico e commerciale, gestiti da Maurizio.

Nel 2011 l’impresa è stata inserita nel Registro delle imprese storiche istituito da Unioncamere per valorizzare le aziende ultracentenarie presenti in tutta Italia.

Dati anagrafici

Genealogie

I segni dell'impresa

Fonti

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