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I Marchetti falegnami in Germignaga: Giovanni, Piero e ancora Giovanni

Piero Marchetti, archivio d'impresa.

Piero Marchetti, archivio d’impresa.

L’origine dell’attività di falegnameria dei Marchetti a Germignaga si perde nella seconda metà del XIX secolo. La prima traccia che attesta la presenza di un membro della famiglia in questo campo è un documento degli anni quaranta dell’Ottocento con cui l’esercito austriaco congeda dal servizio Giovanni Marchetti, di professione falegname.

 

Altri documenti confermano che Piero, figlio di Giovanni, è attivo come falegname nell’ultimo decennio dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento: un quaderno con un elenco dei lavori eseguiti negli anni 1892-1893 e un Diploma con medaglia d’oro “per ottima fabbricazione di botti” della Mostra internazionale di Genova del 1913. Il premio ricevuto a Genova, oltre a testimoniare la qualità del lavoro dei Marchetti in quegli anni, fornisce utili indicazioni sulla specializzazione produttiva – le botti – e sull’intraprendenza dell’impresa che partecipa a un evento così rilevante e così distante dalla sede.

Nel corso del XIX e nella prima metà del XX secolo Germignaga si trasforma da piccolo borgo agricolo a cittadina industriale di una certa importanza: la popolazione cresce dai circa 1000 abitanti del 1867 ai 2600 del 1920 e il paesaggio urbano si popola di stabilimenti di varie dimensioni.

Nel 1917 avviene il secondo passaggio generazionale: Giovanni (1890-1972), figlio di Piero Marchetti e di Giuseppina Frapolli, costituisce la propria ditta individuale e prosegue il lavoro del padre.

Il campo di attività rimane il medesimo, come indicato nella costituzione della ditta: bottaio. La sede della ditta viene mantenuta nel centro di Germignaga, in via Vittorio Emanuele II 23, dove già lavorava Piero e dove l’impresa è attiva fino al 1980. Alcuni anni dopo la via viene intitolata a Luigi Cadorna e tra il 1928 e il 1947 il Comune di Germignaga viene annesso a quello di Luino.

Intorno al 1930 Giovanni sposa Rosa Carolina Cerinotti e nel volgere di alcuni anni la famiglia si allarga con la nascita di cinque figli: Teresa, Piero (morto prematuramente a due anni), Piero, Giuseppe e Maria. Carolina è una donna intraprendente e capace, in grado di assistere il marito – e in seguito i figli – nell’amministrazione dell’impresa. I due coniugi Giovanni e Carolina sono inoltre tra i benefattori dell’asilo infantile di Germignaga, di cui Carolina è presidente per molti anni.

Nel laboratorio di via Cadorna vengono eseguite tutte le fasi di lavorazione che, durante la guerra, sono sostenute dall’espansione di una piccola attività di segheria. In una carta intestata del 1940 si nota che, accanto alla tradizionale produzione di “botti, tine, vasche, mastelli e secchie”, viene pubblicizzato un “assortimento in legnami d’opera”.

L’ingresso nelle produzioni per l’edilizia e l’apertura della segheria

Piero Marchetti (a destra) sceglie il legname da comprare durante un viaggio in Austria. Fine anni cinquanta – inizio anni sessanta, Archivio famiglia Marchetti.

Piero Marchetti (a destra) sceglie il legname da comprare durante un viaggio in Austria.

Nel secondo dopoguerra l’impresa prosegue con la duplice attività di falegnameria e di segheria.

 

In entrambi i campi Giovanni Marchetti riesce ad adattarsi al contesto di mercato profondamente mutato.

L’utilizzo di recipienti in legno diviene sempre più raro in ambito domestico, dove vengono sostituiti da altri materiali come il ferro smaltato, il vetro e la plastica. Il mercato del vino sfuso si contrae gradualmente e con esso la domanda di botti, il cui uso resta prerogativa dei soli produttori vinicoli.

Una nuova opportunità è offerta dall’intenso sviluppo dell’edilizia nel periodo della ricostruzione, che spinge la Marchetti alla produzione di travi, serramenti e altri componenti, realizzati nel periodo invernale per poi essere montati a partire dalla primavera.

La dipendenza dal ciclo stagionale dell’edilizia è tuttavia compensata per alcuni anni dalla più tradizionale produzione di oggetti per il consumo domestico.

Nel corso degli anni cinquanta Giovanni, oltre che dalla moglie, comincia ad essere affiancato dai figli, che inizialmente lo accompagnano nei viaggi di lavoro.

L’acquisto del legname allora veniva effettuato nei luoghi di provenienza, come i boschi della vicina Val Vigezzo o le più lontane foreste austriache e svizzere, dove le piante venivano scelte ancora “in piedi”, prima del taglio.

Nei ricordi tramandati in famiglia queste trasferte in motocicletta sono importanti momenti di formazione professionale  ma anche occasioni di turismo e di approfondimento culturale.

Lo sviluppo dell’attività di segheria negli anni cinquanta e le crescenti dimensioni dei macchinari rendono necessario un ampliamento degli spazi produttivi: viene acquistata l’area in via Stehli, a Germignaga, dove nei primi anni sessanta viene edificato il nuovo stabilimento e dove la società opera tuttora.

La famiglia Marchetti mantiene in via Cadorna oltre all’abitazione la sede dell’impresa e il laboratorio di falegnameria, mentre tutto il reparto di segheria viene trasferito nel nuovo insediamento: qui l’attività può svilupparsi senza troppe costrizioni logistiche.

La stagionatura naturale del legno necessitava allora di tempi lunghi e spazi ampi, che vengono ridotti grazie all’uso di forni consentendo così di allargare il magazzino.

Il rifornimento di materia prima avviene con l’acquisto sia di tronchi interi da lavorare secondo la necessità, che di travi, assi e tavole in formati standard. Con l’avanzare dell’età di Giovanni i figli subentrano operativamente nell’impresa, di cui tuttavia il padre resta unico titolare fino al 1969: Piero dirige il reparto di segheria, Giuseppe si occupa della falegnameria e Maria cura con la madre la contabilità di entrambe le attività; Teresa è l’unica che non assume ruoli operativi. In quegli stessi anni la famiglia Marchetti si allarga in seguito ai matrimoni di Piero con Maria Vittoria Parigi nel 1962 e di Giuseppe con Celestina Pasqua nel 1967.

Da Piero e Maria Vittoria nascono Patrizia nel 1963, Giovanni nel 1966 e Roberta l’anno successivo; da Giuseppe e Celestina nascono Alessandro nel 1968 e Giancarlo nel 1971.

Intervista a Gianni Marchetti, 24 maggio 2011

Piero e Giuseppe decidono tra il 1965 e il 1967 di trasferirsi con le famiglie in una palazzina a due piani presso lo stabilimento di via Stehli. I figli crescono così a diretto contatto con l’ambiente di lavoro e assieme al loro gruppo di amici hanno a disposizione uno stimolante campo di gioco.

La quarta generazione e l’ingresso della quinta: riassetto societario e produttivo

Foto di famiglia in occasione del battesimo di Patrizia Marchetti, primogenita di Piero e Maria Vittoria seduti sulla destra accanto a Carolina e Giovanni Marchetti. Il primo a sinistra in piedi con gli occhiali è Giuseppe Marchetti. 1963, Archivio famiglia Marchetti

Foto di famiglia, 1963.

Nel 1969 si decide di trasformare la ditta individuale “Giovanni Marchetti” nella società di fatto “Marchetti Giovanni e figli di Marchetti Giovanni, Piero, Giuseppe, Maria e Teresa”, aprendo ai figli la proprietà societaria. Va notato il fatto che il conferimento di rilevanti quote alle figlie femmine rappresenti un caso non comune nel panorama imprenditoriale di quegli anni: nella maggior parte dei casi il subentro nelle società era appannaggio degli eredi maschi, mentre la linea ereditaria femminile veniva di solito liquidata in contanti o immobili. Nei suoi ultimi anni di vita Giovanni, pur anziano e debole, continua a frequentare la falegnameria e a fare piccoli lavori manuali, dimostrando che il lavoro ha per lui una valenza esistenziale.
Nel 1972, Giovanni muore lasciando ai figli le ultime quote di proprietà dell’impresa con l’usufrutto a Carolina che, trasferitasi a vivere con i figli in via Stehli, continua a curare con autorevolezza l’amministrazione dell’impresa.

 

Intervista a Roberta Marchetti, 24 maggio 2011

Durante gli anni settanta, mentre l’attività della segheria cresce in modo dinamico, sempre più indirizzata alla fornitura di componenti per l’edilizia, il lavoro di falegnameria vive la crisi che attraversa questo settore a livello nazionale e cerca di assecondare la domanda mutevole del mercato. Spentasi definitivamente la richiesta di articoli casalinghi in legno, anche i serramenti in legno subiscono la concorrenza di altri materiali come l’alluminio e la produzione subisce una flessione notevole. Il cuore produttivo dell’impresa diviene la segheria di via Stehli, che dal 1970 è diventata la sede della società. La compresenza dei reparti di segheria e falegnameria facilita lo scambio di competenze e una gestione più razionale e flessibile delle risorse. Il 1980 segna la fine della collaborazione tra i quattro fratelli Marchetti. In quell’anno Piero rileva le quote di Giuseppe, Mariuccia e Teresa, torna alla forma di ditta individuale e decide la chiusura del laboratorio di via Cadorna accentrando nell’area di via Stehli sia l’attività di segheria che quella di falegnameria.

Viene avviata anche la produzione di mobili e in seguito, con l’installazione di nuovi macchinari, quella di cornici e di perlinati, che attenua la stagionalità delle produzioni per l’edilizia.

Nei primi anni ottanta la famiglia di Giuseppe lascia l’abitazione di via Stehli dove rimangono a vivere Piero e Maria Vittoria con i tre figli. Mentre Patrizia segue un percorso esterno all’impresa familiare e attualmente svolge l’attività di consulente del lavoro, Roberta e Giovanni, detto Gianni, si interessano all’attività paterna e decidono di lavorare con lui.

Roberta è la prima ad entrare nell’impresa: attorno alla metà degli anni ottanta, dopo due anni di scuola professionale come segretaria d’azienda, inizia ad assistere il padre nella gestione amministrativa della società.

Visto che dal 1980 Piero è rimasto con quattro soli collaboratori, dicui nessuno lavora in ufficio, l’arrivo di Roberta può coprire il vuoto lasciato dall’uscita della zia Maria. L’ingresso del fratello maggiore non è così pianificato e graduale.

Gianni consegue il diploma di geometra a Varese e dopo il servizio militare si iscrive per un anno alla Facoltà di architettura del Politecnico di Milano.

Lasciati gli studi, Gianni comincia ad impegnarsi a tempo pieno nell’attività di famiglia intorno al 1990. L’assetto giuridico della società muta nuovamente nel settembre 1993, quando Piero decide di cessare la ditta individuale e costituire con i figli Gianni e Roberta la società in nome collettivo G. Marchetti Snc di Piero Marchetti & C.

L’anno seguente, a causa dell’improvvisa scomparsa di Piero, i figli Gianni e roberta si trovano a dover gestire in prima persona un momento di transizione tutt’altro che facile.

I Marchetti alla svolta del secolo. Da falegnami a costruttori in legno

La prima ricostruzione dopo l'incendio del 1995

La prima ricostruzione dopo l’incendio del 1995

L’ultima fase di sviluppo dell’impresa si apre con alcuni eventi traumatici: l’improvvisa morte di Piero impone un repentino ricambio al vertice dell’organizzazione. La società è sana e gode di buona reputazione, ma i due figli non hanno nemmeno il tempo di pianificare la transizione che si trovano ad affrontare un altro duro colpo: durante il carnevale del 1995, va a fuoco l’intero stabilimento. I pompieri riescono miracolosamente a salvare l’abitazione – dove si trovavano Gianni e la madre – ma i reparti produttivi e il magazzino vanno letteralmente distrutti.
I fratelli Gianni e Roberta decidono la chiusura del reparto di falegnameria, anche a causa del pensionamento di uno storico collaboratore, Attilio Daghetta, che garantiva con la propria presenza una competenza insostituibile.

 

Daghetta ci offre un esempio di come possano essere determinanti le competenze del singolo nelle piccole organizzazioni: il suo ingresso alla Marchetti come falegname specializzato segna l’inizio della lavorazione dei serramenti mentre il suo pensionamento coincide con la fine di quella produzione e la chiusura della falegnameria.

Le vecchie macchine della segheria vengono sostituite con moderni impianti a controllo numerico che consentono ritmi di produzione più serrati e maggiore precisione nelle operazioni di taglio.

Intervista a Gianni Marchetti, 24 maggio 2011

Intervista a Gianni Marchetti, 24 maggio 2011

Ricordando l’incidente a distanza di anni, i due fratelli riescono oggi ad interpretare positivamente quell’evento traumatico, come l’occasione che ha consentito loro di ristrutturare dalle fondamenta l’intera attività.

 

L’impresa della famiglia Marchetti compie nella seconda metà degli anni novanta una trasformazione che la porta a diventare a tutti gli effetti un elemento della filiera dell’edilizia.

La copertura in legno, che un tempo veniva semplicemente venduta, oggi viene progettata, preparata e posata in opera dall’impresa che in questo modo riesce ad avere maggiori ricavi e il controllo sulla qualità del prodotto finale.

Anche sul piano delle risorse umane l’impresa cambia pelle: le competenze necessarie nel nuovo contesto sono più tecniche che manuali e gli ultimi falegnami lasciano il posto ai primi progettisti.

L’attività commerciale e amministrativa richiede maggior impegno che in passato e la crescita numerica del personale avvenuta negli ultimi 15 anni riguarda in massima parte gli uffici. Attualmente soltanto 4 dei 18 dipendenti sono impegnati direttamente nella produzione. L’impresa diviene anche luogo di perfezionamento delle competenze professionali, visto che le strutture formative in questo settore specifico sono molto recenti o molto lontane.

Questa nuova organizzazione del lavoro richiede una differente distribuzione degli spazi interni e nel 2005 viene ristrutturata la palazzina a tre piani che cessa di essere l’abitazione della madre per essere interamente dedicata agli uffici.

Nel progettare e portare a termine i lavori di ristrutturazione si fa un uso intenso del legno e l’attuale sede è adibita pertanto anche a showroom per le soluzioni costruttive proposte dall’impresa. Nel 2006 i due fratelli decidono di cedere il ramo d’azienda relativo all’attività alla neocostituita Marchetti srl, le cui quote sono divise in parti uguali tra Gianni e Roberta, mentre la società storica muta l’oggetto sociale in immobiliare. L’impresa fa parte di Assolegno-Federlegno Arredo e partecipa attivamente alle principali fiere del settore come il Made Expo di Milano. Dal 2007 ha costituito con altre società nazionali di costruzioni in legno il consorzio Stile21 con sede a Parma. Nel territorio luinese i Marchetti sono inoltre tra i fondatori di IT-Imprese per il territorio, associazione che ha come obiettivo quello di favorire l’incontro tra imprese manifatturiere, enti locali e mondo della formazione. A livello locale Gianni Marchetti è impegnato nell’associazionismo, come presidente della storica Banda di Germignaga, e da alcuni anni anche nell’amministrazione comunale come assessore ai lavori pubblici. Nel 2011 l’impresa è stata inserita nel Registro delle imprese storiche istituito da Unioncamere per valorizzare le aziende ultracentenarie presenti in tutta Italia.

Dati anagrafici

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Ragione sociale: Marchetti srl

Forma giuridica: società a responsabilità limitata

Attività principale: lavorazione del legno e realizzazione di strutture e tetti in legno

Settore: artigianato

Indirizzo: via Stehli, 9
21010 Germignaga (Va)
Tel 0332-532730
Fax 0332-511388

Sito web http://www.legnamimarchetti.it

E-Mail info@legnamimarchetti.it

Genealogie

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