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Impresa Cornelio Bianchi

L’epoca dei “capomastri” (1900-1939)

Trasporto a mano delle travi per la costruzione di uno stabilimento industriale a Milano per conto dell'impresa Officine Caccianiga. 1902, Archivio d'impresa.L’origine dell’Impresa Cornelio Bianchi è databile intorno alla metà dell’Ottocento, quando il capomastro Luigi Bianchi costruisce alcuni edifici in Morazzone, il proprio comune di nascita nonché paese di costruttori ben collegato a Varese e Milano. Luigi Bianchi ha nove figli, di cui quattro maschi, ma soltanto Gerolamo prosegue l’attività paterna, edificando all’inizio del Novecento ville padronali sulle alture di Morazzone, che i milanesi apprezzavano come luogo di villeggiatura.

L’intenso sviluppo industriale di quegli anni induce Gerolamo Bianchi ad investire soprattutto nella costruzione di fabbricati con destinazione produttiva, che diventa l’attività prevalente, anche se non esclusiva, dell’impresa. Gerolamo preferisce costruire immobili industriali e residenze rimanendo nella dimensione locale, mentre, data anche la ristrettezza del mercato nazionale, altri capomastri della zona lavorano all’estero . Nel 1910 Gerolamo Bianchi e il fratello Angelo costituiscono, insieme ad Amedeo Zirottini, la società di fatto “Bianchi & Zirottini”, avente sede a Gazzada.

Prospetto di serra. Anni trenta, Archivio d'impresa.Con la diffusione del calcestruzzo armato e l’ulteriore industrializzazione del territorio, l’impresa di Gerolamo Bianchi registra una rapida crescita, arrivando ad occupare, tra gli anni venti e trenta del Novecento, oltre 100 dipendenti. In questi anni l’impresa partecipa alla costruzione dell’autostrada Milano-Varese. Mario, Luigi e Cornelio , figli di Gerolamo, diplomatisi come periti edili, collaborano attivamente con il padre nella conduzione dei cantieri. All’inizio del 1932 la Bianchi & Zirottini si aggiudica l’appalto per la costruzione del padiglione maternità e infanzia dello storico ospedale Circolo di Varese . L’opera, ancora oggi esistente quale valida testimonianza del periodo liberty, è progettata da Aurelio Bianchi, figlio di Gerolamo, che esercita la libera professione senza far parte dell’impresa di famiglia. Poco prima dell’affidamento dell’appalto, Gerolamo Bianchi viene improvvisamente a mancare e nella direzione dell’impresa subentra il figlio primogenito Mario, che insieme al fratello Luigi conduce e porta termine nel 1934 i lavori di costruzione del padiglione. Nel frattempo, nella primavera del 1933, la società Bianchi & Zirottini viene sciolta e posta in stato di liquidazione, che tuttavia si concluderà definitivamente molti anni dopo (1950). Mario Bianchi prosegue l’attività iscrivendosi come ditta individuale a Varese nel 1935.

Dai rifugi antiaerei ai condomini (1940-1960)

Foto di gruppo delle maestranze dell'impresa Mario Bianchi. Anni quaranta, Archivio d'impresa.Durante la Seconda guerra mondiale Mario Bianchi costruisce ricoveri antiaerei a Varese, sottoscrivendo i relativi contratti con l’Organizzazione Todt, la grande impresa pubblica di costruzioni della Germania nazista, che è presente in Italia dal 1943 con proprie strutture operative, una delle quali ha sede proprio a Varese. Dopo il ritiro di Zirottini, nell’immediato dopoguerra riparte l’attività con la costruzione di edifici sia industriali (come il setificio Andreae di Besozzo, la Ceramica Ravelli di Laveno, la vetreria Locati di Milano) che residenziali (case popolari Pontiggia di Varese). Nel 1946 l’impresa acquista un autocarro dall’Arar (Azienda rilievo alienazione residuati). Le prove su cemento e calcestruzzo vengono affidate ai Laboratori prove materiali del Politecnico di Milano.

Mario Bianchi, la cui vita professionale è caratterizzata da un forte impegno associativo, è tra i fondatori del Collegio degli edili di Varese. Nel 1947 Mario, Luigi e Cornelio Bianchi costituiscono la snc “F.lli Bianchi fu Gerolamo”. Si tratta di una società per la lavorazione e lo stampaggio di materie plastiche, un’attività industriale autonoma rispetto a quella delle costruzioni, ma che si propone di creare delle sinergie tra i due settori. L’impresa, ancora oggi attiva, conosce la sua massima espansione con lo sviluppo dell’occhialeria degli anni sessanta, un settore in cui all’epoca la provincia di Varese deteneva il primato nazionale, per poi ridimensionarsi e specializzarsi nella produzione di articoli tecnici.

Acquarello prospettico dell'arch. Luigi Colombo rappresentante la stazione di benzina Shell di Saronno (VA). 1950, Archivio d'impresa.Nella metà degli anni cinquanta l’impresa di Mario Bianchi, stimolata della forte crescita della domanda abitativa, si rivolge più decisamente all’edilizia residenziale. È del 1955 la costruzione di quello che viene considerato il primo condominio di Varese, a cui se ne aggiungeranno altri negli anni immediatamente successivi. L’organizzazione del cantiere, con la manodopera che costa ancora relativamente poco, non è molto diversa da quella dei capomastri d’inizio secolo: ogni volta che se ne apre uno è come aprire un’impresa nuova . Il nuovo decennio si apre con l’edificazione di un condominio a Tradate e con i lavori di ampliamento e restauro della chiesa parrocchiale di Gazzada, un intervento quest’ultimo che si colloca in un ambito di attività, la costruzione di edifici religiosi , ricorrente in tutta la storia dell’impresa.

Dai grandi cantieri all’inizio della fase postindustriale (1961-1980)

Veduta di una parte dei magazzini centrali e degli stabilimenti realizzati per il Calzaturificio di Varese spa a Varese su disegno dell'ing. Paolo Cantù. 1961, Archivio d'impresa.Le operazioni di autopromozione immobiliare costituiscono una parte importante ma secondaria dell’attività della Bianchi, che continua a caratterizzarsi come impresa di costruzioni per conto terzi operante soprattutto nel campo dei fabbricati industriali. Durante gli anni sessanta prosegue il processo di industrializzazione del territorio varesino, che si traduce nella nascita di nuovi stabilimenti, aventi spesso grandi dimensioni. È il caso del calzificio Carabelli di Solbiate Arno , un enorme complesso industriale di 31 mila metri quadrati realizzato interamente con strutture prefabbricate, che l’impresa Bianchi costruisce nell’arco di quasi due decenni, ultimando i lavori nel 1970.

Cornelio Bianchi in cantiere durante la costruzione della sede della Fadis spa a Solbiate Arno (VA) su progetto dell'arch. Mario Sommaruga. 1974, Archivio d'impresa.In quest’occasione Cornelio Bianchi introduce un’innovazione costruttiva importante , riuscendo a creare e utilizzare un tipo di trave di lunga gittata prefabbricata in cemento armato, nota in quel periodo come “trave Carabelli”. Verso la metà degli anni sessanta Mario Bianchi si disimpegna, per motivi di salute, dalla conduzione dell’impresa. La responsabilità passa quindi al fratello Cornelio, diplomatosi in gioventù all’Istituto Bazzi di Milano, dove dal 1872 si formano intere generazioni di imprenditori edili.

Nel 1967 l’impresa assume la nuova denominazione di “Cornelio Bianchi & C. sas”, con Cornelio Bianchi (nato nel 1903) socio accomandatario e il figlio Gerolamo (nato nel 1940) socio accomandante. Stesso nome del nonno, laureato in ingegneria civile al Politecnico di Milano, Gerolamo Bianchi si fa subito le ossa sul campo seguendo i lavori del grande cantiere Carabelli .

Centro elaborazione dati del Credito Varesino a Varese. 1979, Archivio d'impresa.Nel 1975 muore Mario Bianchi, che non ha avuto figli, e l’anno successivo il fratello Luigi, che già da tempo ha intrapreso strade diverse ed esterneall’impresa di famiglia. La struttura aziendale è basata sulla seguente suddivisione dei ruoli: Cornelio si occupa del rapporto con i clienti e le banche, Gerolamo di progettazione e delle verifiche tecniche, un geometra della contabilità di cantiere e una ragioniera delle paghe del personale dipendente impiegato nei singoli cantieri.

Nel 1978 l’impresa trasferisce gli uffici dalla sede di Varese, che risente dei problemi legati alla congestione del traffico, a quella attuale di Brunello, nella futura zona produttiva del paese. Una delle realizzazioni più significative di questo periodo è la costruzione del centro elaborazione dati del Credito varesino (1979) , che in qualche modo testimonia simbolicamente il passaggio all’edilizia del postindustriale.

La diversificazione dell’attività edilizia e l’arrivo della quinta generazione (1981-2011)

Logo dell'impresa Bianchi. 2011, Archivio d'impresa. Nel 1982 muore Cornelio Bianchi. Il figlio Gerolamo, attivo in azienda da oltre 15 anni, subentra quale titolare dell’impresa, che assume così la denominazione di “Impresa Cornelio Bianchi sas di Bianchi dr. ing. Gerolamo & C.”, con sede legale a Milano. Gerolamo è coadiuvato per la parte amministrativa dalla sorella Renata, che ricoprirà questo ruolo fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2009. Il lungo ciclo dell’edificazione industriale centrata sulla grande fabbrica volge ormai al termine: non solo si costruiscono meno stabilimenti nuovi, ma questi hanno dimensioni nettamente inferiori a quelle del passato e rispondono sempre più alle nuove esigenze dell’economia terziaria. Con gli anni novanta si assiste inoltre al forte sviluppo dell’attività manutentiva e di riqualificazione dell’esistente . Questi cambiamenti emergono dallo stesso e nutrito “elenco lavori” dell’impresa Bianchi, che evidenzia, con gli anni ottanta, una maggiore diversificazione dei settori d’intervento.

Una fase della costruzione di un centro residenziale per conto dell'Immobiliare Antonio srl a Azzate (VA) su progetto dell'arch. Piero Gibellini. 1987, Archivio d'impresa.L’impresa si occupa di industria, commercio, servizi pubblici e privati, trasporti, logistica, oltre che edilizia residenziale. L’organizzazione dell’impresa va incontro a profonde trasformazioni , assumendo sostanzialmente le funzioni di una tecnostruttura preposta alla progettazione e alla verifica delle diverse fasi operative conferite in appalto a una pluralità di imprese specializzate. È del 1997 l’inizio dei lavori per la costruzione della nuova funicolare del Sacro Monte di Varese, in occasione della quale la Cornelio Bianchi opera in associazione temporanea d’impresa con il costruttore della parte ferroviaria.

Impresa da sempre a forte impronta localistica, con gli anni duemila la Cornelio Bianchi allarga il proprio raggio d’azione, realizzando a Roma, Padova, Genova, Firenze e Torino lavori di ristrutturazione industriale nel campo del self storage, ovvero delle strutture destinate al deposito temporaneo di beni personali.

Gerolamo Bianchi (il quarto da destra) con i figli Matteo, Tommaso e Sara e i dipendenti dell'impresa. 2010, Archivio d'impresa. In questo periodo entrano in scena i figli di Gerolamo Bianchi, la quinta generazione d’impresa che ha trascorso l’infanzia nei cantieri e oggi partecipa alla compagine societaria. Il primogenito Matteo, nato nel 1979, di formazione geometra, si occupa del marketing e delle relazioni con i clienti, conciliando l’attività aziendale con quella di sindaco del Comune di Morazzone. Tommaso, nato nel 1980, laurea in ingegneria edile, è il responsabile del settore tecnico/impiantistico, che ha assunto un ruolo sempre più importante nell’economia e nella qualità delle costruzioni, anche con riguardo allo sviluppo delle nuove tecnologie rivolte al risparmio energetico. Tommaso Bianchi è anche impegnato nell’associazione di categoria come presidente dei giovani imprenditori edili della provincia di Varese. Infine Sara, nata nel 1983, laureata al Politecnico nella Facoltà di disegno industriale, con interessi nel campo del design e una presenza aziendale un po’ più defilata rispetto a quella dei fratelli.

cornelio-bianchi-b4-f06Radicamento nel territorio e identità produttiva focalizzata sulla costruzione per conto terzi costituiscono ancora oggi i punti di forza distintivi dell’Impresa Cornelio Bianchi. Questa, nella sua lunga storia, non ha mai conosciuto crisi e ha sempre mantenuto, sino alla trasformazione in srl avvenuta nella primavera del 2011, la forma giuridica di società di persone, volendo anche con ciò comunicare ai clienti un impegno fondato sulla responsabilità diretta e sul rapporto fiduciario . Si tratta di un profilo riconosciuto e apprezzato, in un mondo, come quello dell’edilizia odierna, caratterizzato da una forte frammentazione e dalla presenza di numerose imprese immobiliari che hanno un rapporto speculativo con il territorio e spariscono subito dopo aver raggiunto gli obiettivi immediati.

Dati anagrafici

cornelio-bianchi-logo

Denominazione sociale: Impresa Cornelio Bianchi sas di Bianchi ing. Gerolamo sas

Forma giuridica: società in accomandita semplice

Attività principale: lavorazione del legno e realizzazione di strutture e tetti in legno

Settore: industria

Indirizzo: via Campo di Maggio 1
21020 Brunello (Va)
Tel 0332-463654
Fax 0332-511388
Sito web www.impresabianchi.it

E-Mail segreteria@impresabianchi.it

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