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Guidali

Dall’avvio dell’attività fino ai primi anni trenta

Giovanni Guidali. Archivio famiglia Guidali.La storia imprenditoriale della famiglia Guidali comincia con l’apertura di una falegnameria intestata ai fratelli Giovanni e Vittorio (detto Vittore): l’iscrizione all’anagrafe commerciale della Camera di commercio di Milano consente di datare l’inizio dell’attività nel 1893. I due falegnami sono figli di Protaso e di Paola Limido, contadini originari di Rovate, frazione di Carnago, trasferitisi a Gallarate con i loro sei figli: oltre a Giovanni e Vittorio vi sono Alessandro, Maria, Baldessare e Luigi. La “vasta bottega da falegname”, fornita di attrezzi, con annesso deposito per il legname, è ricavata all’interno di un complesso edilizio che Protaso alla sua morte, avvenuta nel settembre 1888, lascia in usufrutto alla vedova e in eredità ai figli. Il complesso consta di una casa con giardino, di un portico e di un’altra casa in cui è collocata al piano terra la falegnameria. L’edificio si affaccia sull’importante asse viario che da Gallarate porta a Sesto Calende, separato dall’antica chiesetta di San Rocco solo da una strada campestre. Ancora oggi l’azienda ha qui la sua sede, al numero 19 di corso Sempione, che per un certo periodo prese il nome di via Amedeo di Savoia. Sopra il laboratorio vi sono le abitazioni di Maria e Vittorio. In questi spazi vivranno e lavoreranno anche molti dei loro discendenti, organizzati secondo il modello della famiglia “allargata”.

Statua in legno di cirmolo raffigurante San Giuseppe realizzata da Giovanni Guidali. Primi anni del Novecento.

Gli altri fratelli Guidali già alla fine del secolo si sono stabilmente insediati a Beckenried, sul lago svizzero dei Quattro Cantoni. Sono infatti titolari di un’azienda di costruzioni stradali che avrà molta fortuna, trasferendo poi la sede a Lucerna. Anche Giovanni, in origine titolare della falegnameria, raggiunge i fratelli in Svizzera, ma diversamente da loro conserva la cittadinanza italiana. Pur avendo solo l’istruzione elementare, si cimenta con successo nella scultura del legno e si dimostra abile disegnatore. Si deve a lui la realizzazione dello schizzo del capitello che viene scelto dai nipoti come marchio dell’azienda. La falegnameria quindi viene gestita da Vittorio, che si è formato professionalmente lavorando come apprendista nel mobilificio gallaratese di Andrea Macchi e, dopo i quattro anni di servizio militare, in un’analoga azienda bustese.

La casa della famiglia Guidali accanto alla falegnameria. 2012, Archivio fotografico Centro per la cultura d'impresa.

Nel 1907 scioglie formalmente il sodalizio col fratello e registra una ditta individuale, la “Guidali Vittore”, specializzata nella produzione di “serramenti e affini”. La sua preferenza va alla costruzione di mobili, che soddisfano maggiormente la sua abilità professionale e che garantiscono un guadagno più continuativo nel corso dell’anno. Vittorio tuttavia non ignora le opportunità di lavoro offerte da quel nuovo ceto di professionisti e imprenditori del gallaratese che si stanno costruendo case e villette sia in città che nei centri di villeggiatura marini e montani. Per le loro abitazioni richiedono serramenti di qualità, realizzati prevalentemente con legni italiani, soprattutto abete e larice. Date le tecniche di lavorazione dell’epoca, la realizzazione dei serramenti per una villa può richiedere anche un anno di lavoro. Le commesse non mancano e l’azienda si consolida.

La seconda generazione. Dagli anni trenta agli anni cinquanta

La famiglia Guidali nel 1951. Da sinistra in seconda fila Anna, Natalina, Giuseppe e Vittore. In prima fila Carla, Luigi, Rosa, Maria Pia e Celestina. Archivio famiglia Guidali.Vittorio introduce progressivamente nell’azienda il figlio Giuseppe, l’unico maschio nato dal matrimonio con Luigia Mocchetti. Giuseppe ha una solida formazione scolastica, avendo effettuato studi tecnici a Gallarate. Dopo il diploma, viene inviato al fronte nella Grande guerra. Ferito due volte, ha una scheggia di cannone nella clavicola ma questa ferita non gli impedisce di macinare chilometri in bicicletta, sport di cui è appassionato. Sposato con Rosa Guffanti (detta Rina), Giuseppe ha sette figli: due maschi, Vittore e Luigi e cinque femmine: Anna, Natalina, Celestina, Carla, Maria Pia. Nessuna di loro partecipa alla vita aziendale e una diventa suora missionaria: una scelta che non sorprende dal momento che i genitori sono molto religiosi. I figli maschi invece iniziano presto a collaborare col padre e, se pure per poco tempo, anche con il nonno. Vittore, all’età di dodici anni inizia il suo percorso di apprendistato professionale nel laboratorio di famiglia e Luigi fa altrettanto dopo aver frequentato la terza commerciale. Rispetto al padre, che aveva orientato l’attività alla produzione di mobili, Giuseppe preferisce incentivare quella dei serramenti.

Progetto per la realizzazione di un armadio. Anni cinquanta – sessanta, Archivio d'impresa.

Nel 1938 la ditta acquisisce un importante cliente, l’Ospedale “S. Antonio Abate” di Gallarate, di cui cura soprattutto la manutenzione degli infissi e al cui interno crea un piccolo laboratorio attrezzato in cui lavora stabilmente un operaio. Questo tipo di lavoro ha il vantaggio di poter essere svolto anche nei mesi invernali, quando le altre attività edilizie sono cessate. Nel 1944 Giuseppe ha ormai raggiunto la soglia dei 46 anni ed ha un’esperienza di vita e di lavoro sufficienti per dare garanzie di continuità nella conduzione dell’azienda, nonostante le differenze rispetto al padre. Il 1 maggio 1944, all’età di 78 anni, Vittorio cede ufficialmente l’attività al figlio, che registra una ditta individuale a lui intestata. Tre anni più tardi, alla sua morte, le figlie Rina, Elena, Laura, Maria e Paolina ereditano una quota delle sostanze paterne ma non entrano a far parte dell’azienda.

L’opera di Vittore e Luigi Guidali. Dagli anni sessanta agli anni ottanta

La Camera di commercio di Varese premia l'impresa Guidali con il Diploma di medaglia d'oro per anzianità aziendale nell'ambito della Premiazione del lavoro e del progresso economico. 1971, Archivio d'impresa.Nel dicembre 1963 Giuseppe muore e la ditta individuale a lui intestata cessa. Vittore e Luigi ne continuano l’attività sotto forma di società di fatto mantenendo nell’oggetto la riparazione, costruzione e commercio sia di mobili che di serramenti in legno. In un primo momento la moglie di Vittore, Giancarla Dettone, si occupa della contabilità aziendale ma dopo qualche tempo lascia l’incombenza al cognato. La moglie di Luigi, di nazionalità francese, non è invece coinvolta nell’impresa. I due fratelli si dividono i ruoli: Vittore segue prevalentemente la produzione, Luigi sovrintende alla posa dei serramenti e all’amministrazione. Negli anni del boom economico molti concorrenti diversificano l’attività, entrando nel settore dei cantieri che, data la tumultuosa espansione edilizia, offre grandi opportunità di guadagno. I fratelli Guidali invece restano fedeli all’attività tradizionale, preferendo i lavori artigianali di qualità. Oltre ai serramenti, costruiscono mobili su misura, utilizzando anche nuove tipologie di legname richieste dai clienti in base alle mode del mercato.

L'impresa Guidali è stata tra i soci fondatori dell'Associazione degli artigiani della provincia di Varese. Nel 1965 l'Associazione riconosce questa iniziativa con una medaglia celebrativa e un diploma. Vittore Guidali riceve il riconoscimento dal sindaco di Gallarate Mario Sola. Al centro Mario Ravizzoli, segretario della delegazione di Gallarate. Archivio d'impresa.

Anche se gli anni sessanta rappresentano per l’impresa una fase di intenso sviluppo economico – che trova riscontro nell’aumento del numero dei dipendenti oltre la dozzina – l’identità produttiva non evolve verso una dimensione industriale ma rimane fortemente artigiana. Vittore è attivo in questo periodo anche nell’associazionismo di settore: nel 1964 entra a far parte del consiglio regionale dell’Associazione artigiani, contribuendo a redigere il listino dei prezzi. In seguito approda anche al consiglio nazionale dell’Associazione italiana artigiani del legno, dando il suo contributo alle trattative per il rinnovo dei contratti di lavoro. Nel 1971 l’impresa riceve un importante riconoscimento: la Camera di commercio conferisce ai titolari il premio Fedeltà al lavoro facendo riferimento al 1898 come data d’inizio attività.

Vittore Guidali ha partecipato come volontario alla ricostruzione dei territori del Friuli devastati dal terremoto del 1976. Un esempio del lavoro svolto per i terremotati. Archivio famiglia Guidali.

Con gli anni settanta si pongono le premesse per la successione d’impresa. Luigi ha un figlio maschio e una femmina che non sono interessati a lavorare in azienda. I figli di Vittore, Paolo e Alberto, iniziano invece a frequentare il laboratorio sin da piccoli aiutando il padre a fare le pulizie, ma anche utilizzando i locali come scenario dei loro giochi. Dei due, Paolo si indirizza verso un percorso professionale esterno all’impresa – diventa ingegnere nucleare – che purtroppo si conclude drammaticamente nel 1985 a seguito di un incidente in moto. Alberto, dopo aver abbandonato gli studi di ragioneria, si inserisce nell’azienda affiancando il padre e soprattutto lo zio nella posa dei serramenti.

Nel 1978 assolve gli obblighi di leva nell’Arma dei carabinieri e qui scopre una passione per la vita militare che lo porta a considerare l’ipotesi di abbandonare la tradizione familiare. Le forti pressioni del padre e l’obbligazione affettiva nei confronti dello zio, che lo ha avviato al lavoro e con il quale Alberto condivide la passione per l’alpinismo, lo portano infine a scegliere di garantire la continuità dell’impresa. La dedizione per l’Arma però non si spegne e Alberto mantiene, anche negli anni successivi, un costante impegno personale nell’associazionismo di corpo e nelle sue attività.

Una fase della costruzione delle travi lamellari per il tetto della falegnameria. 1989, Archivio d'impresa.

La decisione di privilegiare l’attività di famiglia si rivela molto importante perché nel corso degli anni ottanta si verifica una serie di eventi negativi che ne mettono in forse la continuità. Infatti la situazione di crisi apertasi negli anni settanta aveva già determinato una riduzione delle dimensioni d’impresa, portando al dimezzamento del numero degli occupati. Nel 1985, poi, la sede della “Fratelli Guidali di V. & L. Guidali” regolarizzata l’anno precedente da società di fatto in collettiva, viene distrutta da un incendio da cui si salvano solo qualche vecchia macchina di ghisa e alcune pialle. La ditta trasloca in affitto per un anno in un capannone a Cardano al Campo.

Avrebbe potuto essere l’occasione per individuare una diversa localizzazione e ampliare gli spazi del laboratorio, ma Vittore e Luigi preferiscono non staccarsi dal modello aziendale di riferimento. Peraltro il 1985 è anche l’anno della morte di Paolo, evento che inevitabilmente pesa sulla famiglia. Nel 1988, in seguito alle più gravose procedure nella concessione degli appalti, la Guidali decide di non concorrere più per l’assegnazione dei lavori all’Ospedale di Gallarate, rinunciando così ad un cliente per cui lavorava da mezzo secolo.

Sotto la guida di Alberto e Daniela. Dagli anni novanta a oggi

La terza, la quarta e la quinta generazione. Da sinistra Alberto Guidali, Paolo Guidali, Daniela Mapelli e Vittore Guidali. 2012, Archivio fotografico Centro per la cultura d'impresa.Alberto si sposa con Daniela Mapelli e dal matrimonio nascono prima Paolo e poi Elena. Gli anni novanta vedono la piena responsabilizzazione della nuova generazione rappresentata da Alberto. Nel maggio 1994 Luigi lascia l’attività in seguito ad una malattia invalidante: ad Alberto viene a mancare un solido punto di riferimento ma va avanti con il padre e il 13 giugno 1994 viene registrata la società in nome collettivo “Guidali lavorazioni del legno di Vittore e Alberto”. La ragione sociale resta invariabilmente la produzione, riparazione e commercio di mobili e serramenti in legno. Nel momento in cui viene associato nella conduzione dell’azienda Alberto chiede alla moglie di coadiuvarlo nella gestione amministrativa : attualmente Daniela è una dei quattro dipendenti dell’azienda, pur essendo entrata nel 2008 come socio accomandante nella società. Il figlio Paolo dopo aver conseguito il diploma di liceo scientifico e un successivo diploma di geometra, ha scelto di lavorare come dipendente di una società varesina, operante anch’essa nel settore dei legnami. La figlia Elena sta frequentando le scuole superiori.

Macchina toupie. Metà anni novanta, Archivio d'impresa.L’azienda ha fatto di recente un importante investimento produttivo, acquistando una macchina a controllo numerico, necessaria per rispondere alle sfide del mercato, oggi profondamente cambiato. Nuovi concorrenti si sono affacciati sulla scena: da un lato vi sono le grandi aziende, che oggi non disdegnano di svolgere anche piccoli lavori, un tempo appannaggio esclusivo delle imprese artigiane; dall’altro si sono irrobustite le grandi catene che vendono materiali per il bricolage, in grado di offrire serramenti di tutte le misure a prezzi concorrenziali. Schiacciata tra l’industria e il commercio, appesantita da una fiscalità sempre più onerosa, l’impresa artigiana riesce a sopravvivere solo grazie all’impegno e alla passione dei titolari che dedicano sempre più ore al lavoro . Essa sconta il problema della difficile reperibilità di manodopera qualificata, che richiede un lungo addestramento professionale che le scuole professionali non sono in grado di fornire.

Peraltro i ragazzi italiani preferiscono intraprendere indirizzi professionali più remunerativi o lontani dal lavoro manuale. L’evoluzione della normativa sull’apprendistato ha poi penalizzato fortemente soprattutto le imprese artigiane, costringendole a retribuire in modo elevato i nuovi assunti in fase di formazione: per reperire operai diventa allora necessario attingere alla manodopera extracomunitaria, che tuttavia presenta uno stile di lavoro differente rispetto a quello della tradizione locale.

L'interno della falegnameria . Al centro è l'imponente serramento realizzato per una villa in stile liberty del territorio realizzato dall'impresa Guidali. 2005-2006, Archivio d'impresa.Accanto a questi problemi, si pone la pressione fiscale che grava sempre più pesantemente sul piccolo imprenditore riducendo le possibilità reali e la propensione all’investimento nella continuità dell’impresa. Oggi il mercato dei serramenti di qualità che rappresenta l’ambito di attività della Guidali ha conosciuto una forte contrazione. L’edilizia, soprattutto quella popolare, ha introdotto da tempo i serramenti in alluminio e in pvc, puntando su una presunta maggiore durata dei materiali e un minor dispendio economico. La Guidali ha mantenuto una clientela di nicchia, di alto profilo, lavorando per grandi studi di architettura che ristrutturano edifici di pregio o per negozi di lusso dei centri storici. La commessa forse più prestigiosa è stata la ristrutturazione del Forte Michelangelo di Civitavecchia , una fortezza del XVI secolo, cui la ditta gallaratese ha costruito i serramenti con un legno importato dal Canada.

Dati anagrafici

Ragione sociale: Guidali lavorazioni del legno di Guidali Alberto & c. sas

Forma giuridica: società in accomandita semplice

Attività principale: falegnameria, produzione, riparazione e commercio di serramenti e mobili in legno

Settore: artigiano

Indirizzo: Corso Sempione 19

21013 Gallarate (VA)

Tel 0331-795301

Fax 0331-795301

E-Mail a.guidali@libero.it

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