Home · Imprese · Artigianato : Grafiche Reggiori srl
grafiche Reggiori

Dalla tipografia all’attività commerciale

La storia della Arti grafiche Reggiori nasce nel 1903, data in cui Luigi Filippo Reggiori apre un’officina tipolitografica per lavori commerciali a Laveno in via Labiena presso il Palazzo Albergo Roma (poi Palazzo Baratelli). L’imprenditore è originario di Mombello dove è nato il 15 ottobre 1878 da Giovanni e Orsola Parlatini e ha svolto un’importante esperienza di tipografo compositore presso il «Corriere della Sera».

Nella casa paterna di Mombello sposa nel 1900 Piera Bellorini; dal matrimonio nascono Fedora, Giampiero e infine Teresio (1917).

Intorno al 1910 la tipografia viene assorbita dalla”Cartiera del mulino” di Besozzo che produceva cartonati, tra cui il carton-cuoio utilizzato come succedaneo per le suole delle scarpe.

Nel 1927 le disponibilità economiche consentono a Luigi Filippo di costruire una propria abitazione a Laveno in via al Motto. Nel 1937, probabilmente in seguito alla crisi del 1929, la cartiera viene incorporata dalla Cartiera Beniamino Donzelli C.B.D. società anonima.

Nel 1932 Luigi Filippo riapre la tipografia di Palazzo Baratelli con l’aiuto del figlio Teresio (Fedora fa l’insegnante e Giampiero è ingegnere delle Ceramiche di Laveno) che inizia a lavorare come compositore a mano e realizza semplici bozzetti grafici. Nel 1934 all’attività tipografica si aggiunge quella commerciale di cartoleria e vendita di cancelleria.

Teresio matura in quegli anni una forte passione amatoriale per la fotografia. A casa realizza un piccolo laboratorio dove sviluppa le lastre fotografiche con le vedute delle località del Lago Maggiore e dei laghi vicini.

Nel 1940 Teresio subentra al padre nella gestione dell’impresa aprendo una nuova ditta per l’esercizio di una cartoleria e il commercio all’ingrosso di carta e stampati.

La tipografia di Palazzo Baratelli viene affittata a imprenditori milanesi e Teresio si trasferisce in un vicino magazzino situato in una traversa di via Labiena.

Nel settembre 1945 Teresio sposa Maria Ferrato (detta Mara) che si inserisce subito nell’attività del marito curandone l’amministrazione. Dal matrimonio nascono Alvaro (1947) e Donatella (1954).

Il boom economico e il successo delle cartoline

Il boom economico del secondo dopoguerra sostiene lo sviluppo del turismo nella regione dei laghi e Teresio vi coglie l’occasione per trasformare la propria passione amatoriale in un’attività imprenditoriale.

Nel 1949, alla morte del padre, cede la tipografia a una ditta locale, l’impresa Rossetti (attualmente Grafica Lavenese) e nel 1951 apre una nuova ditta, la “Fotostampa Reggiori Teresio”, mantenendo la vendita all’ingrosso di carta e cancelleria.

Teresio inizia a commercializzare cartoline turistiche in bianco e nero stampate presso terzi su cartoncino sensibile ai sali d’argento (bromuro d’argento) e utilizza l’importante archivio fotografico personale su lastra di vetro che, alla fine degli anni cinquanta, arriva a contare 15.000 pezzi.

Nei primi mesi del 1950 Teresio sposta la propria abitazione da via al Motto a via Labiena, vicina alla sede lavorativa e nel 1954 inizia la costruzione di una nuova residenza, completata nel 1960, in via Roma 12 dove riunifica famiglia e attività commerciale.

Verso la metà degli anni cinquanta si afferma sul mercato il gusto per l’immagine colorata che influenza il mercato della cartolina illustrata. Inizialmente si ricorre alla colorazione manuale del bianco e nero tramite colori all’anilina distribuiti col pennello sulle cartoline schermando le varie aree di colore con l’ausilio di maschere di zinco.

L’impresa commerciale conosce in questa periodo una forte accentuazione in senso artigianale: vengono assunte sei operaie addette alla colorazione manuale delle cartoline .

Alla fine degli anni cinquanta, l’utilizzo più generalizzato della pellicola a colori (diapositiva) nelle macchine fotografiche apre nuovi scenari tecnologici. In particolare permette la realizzazione di pellicole fotolitografiche per l’allestimento delle matrici offset mediante procedimento di selezione a sei colori (magenta, ciano, giallo, nero, rosa, celeste).

Ciò consente di stampare cartoline a colori su normali cartoncini monopatinati di ordinaria produzione di cartiera.

Inoltre il declino del bianco e nero è causa ed effetto del trasferimento all’estero della Tensi di Milano, un’impresa storicamente specializzata nella produzione del cartoncino sensibile; anche questo affretta la transizione al colore.

La Reggiori si adegua alla nuova situazione: innanzi tutto la produzione di cartoline colorate a mano si conclude e l’impresa torna a occupare solo membri della famiglia; Teresio riprende la campagna di fotografie documentando i percorsi turistici con la nuova pellicola a colori (nasce un nuovo archivio parallelo al primo e ancora oggi in continuo aggiornamento); la produzione di nuove cartoline a colori viene effettuata presso tipografie di Milano e l’impresa si riserva il solo confezionamento a mano. I processi tipografici impongono quantità rilevanti per consentire il contenimento dei prezzi mentre il dettagliante acquista pezzature limitate di cartoline; ciò obbliga l’impresa a garantire lo stoccaggio del prodotto. Inoltre, grazie alle cartoline, la Reggiori avvia un’attività editoriale curando la realizzazione di guide turistiche stampate all’esterno ma rilegate in fabbrica.

La seconda parentesi industriale

A questo punto sono mature le condizioni per una nuova trasformazione dell’impresa che si intreccia con la vicenda personale di Alvaro.

Conseguito il diploma scientifico nel 1967, si iscrive al Politecnico di Milano.

La passione per il disegno lo spinge tuttavia verso l’impresa di famiglia per cui, ripercorrendo le orme paterne, inizia a realizzare bozzetti grafici per i depliant e le illustrazioni delle guide turistiche. Decide pertanto di lasciare gli studi per inserirsi definitivamente nell’impresa, coordinando prima la fase di confezionamento/legatoria, poi l’intera attività.

Alvaro punta a ricostruire la completezza del ciclo produttivo – dall’allestimento delle matrici, alla stampa, alla confezione ed alla vendita del prodotto finito – riportando l’impresa alla fisionomia industriale originaria. A tale scopo nel 1972 viene costruito nel comune di Cittiglio lo stabilimento attuale.

Nel 1975 si sposa con Lia Zampini e, seguendo una tradizione familiare, la moglie collabora nell’impresa curandone l’amministrazione.

Alla fine degli anni settanta lo stabilimento conosce un ampliamento dei magazzini per le esigenze di stoccaggio (le sole cartoline superano il milione di pezzi). I dipendenti toccano le otto unità.

Nel 1992 la ditta individuale si trasforma in una società a responsabilità limitata per separare il patrimonio personale dall’attività d’impresa.

Con gli inizi degli anni novanta l’introduzione dell’informatica sconvolge i modi di predisporre i testi, lavorare (digitalizzare) l’immagine e realizzare il supporto per la stampa mediante procedimento digitale.

I processi di produzione editoriale si accorciano e le organizzazioni diventano più “leggere” per contenere i costi fissi cresciuti in modo esponenziale dopo la crisi energetica del 1973. Inoltre la velocità dell’innovazione tecnologica nel campo dei macchinari impone costi di adeguamento non sostenibili dalle piccole dimensioni della Reggiori.

Alla fine degli anni novanta l’impresa avvia una nuova conversione organizzativa: i processi di stampa tornano ad essere esternalizzati e l’attività si concentra attorno alla nicchia della progettazione editoriale di cartoline e guide turistiche.

Le immagini su formato tradizionale (pellicole e lastra di vetro) vengono digitalizzate man mano che ne ricorre l’uso e prende così avvio un piano di riconversione dei vecchi archivi nel nuovo formato elettronico. In questo modo l’impresa potenzia il nucleo documentale che rappresenta il nucleo originale della propria attività.

La produzione di guide turistiche può contare anche sulla disponibilità di un importante patrimonio tecnico-cartografico di cui la Reggiori si era dotata sin dagli anni settanta e che nel tempo ha aggiornato ai mutamenti della viabilità, prima con strumenti grafici tradizionali e poi con quelli di natura informatica.

Nel giro di pochi anni viene ridotto il personale che sarà così costituito solo dai membri della famiglia (Alvaro, Donatella e Teresio).

Dopo il divorzio di Alvaro dalla prima moglie (1991), Donatella si occupa dell’amministrazione fino alla metà degli anni 2000.

L’impresa leggera

Il 2003 è un anno di avvenimenti importanti per l’impresa e per la famiglia.

Viene infatti celebrato il centenario dalla costituzione dell’impresa a Laveno con la mostra fotografica Saluti dal Lago Maggiore, riproposta poi in altre località del territorio. L’iniziativa consente di valorizzare le fotografie in bianco e nero, restituire alla comunità locale un importante patrimonio visuale sul passato del territorio e documentare l’impatto delle trasformazioni intervenute nella seconda metà del Novecento.

In famiglia invece è l’anno della morte di Mara, madre di Alvaro, e del nuovo matrimonio di questi con Cristina Ferrari.

Di lì a due anni il cognato Ettore Ferrari lascia il lavoro da serigrafo e decide di collaborare all’attività di Alvaro. Seguendo Teresio oramai ottantottenne nelle visite ai clienti, Ettore si impadronisce della rete dei rapporti commerciali dell’impresa che inizia a seguire direttamente; nel 2010 entra a far parte della società con una quota di minoranza.

La mostra del 2003 e l’interesse che la popolazione ha manifestato per gli archivi fotografici hanno spinto l’impresa a progettare, all’interno dello stabilimento, un’esposizione permanente che valorizzi l’archivio fotografico, i macchinari d’epoca e i molteplici prodotti frutto di un secolo di attività.

Parallelamente il centenario ha rappresentato l’occasione per rivisitare il logo dell’impresa che ha conosciuto nel tempo numerose trasformazioni e che ora è stato riportato alla versione realizzata da Teresio all’inizio degli anni cinquanta.

Oggi l’impresa attraversa un periodo difficile per il carattere esteso della crisi attuale. In passato l’economia locale ha vissuto crisi settoriali che mettevano in difficoltà uno o più comparti, ma la vitalità economica degli altri settori compensava la situazione. La crisi tocca indistintamente tutti i comparti e ciò drena le disponibilità economiche anche per imprese che, come la Reggiori, svolgono un ruolo di seconda linea della produzione.

Il tema della successione è per il momento prematuro: dai due matrimoni sono nate due figlie di cui la prima ha scelto la carriera dell’insegnamento e la seconda è ancora troppo piccola per fare progetti.

A differenza del nonno e del padre che non hanno ricoperto incarichi pubblici, Alvaro ha svolto un’intensa attività politica soprattutto nell’ambito dell’amministrazione comunale e provinciale risultando eletto al Comune di Laveno Mombello nella tornata elettorale del 1996, in quella del 2000 e del 2010 oltreché consigliere provinciale di Varese dal 1997 al 2002 e, dal 1998, membro tuttora in carica del comitato di gestione dell’Ambito territoriale di caccia n. 1 quale rappresentante della provincia medesima.

Dati anagrafici

reggiori_logo

Denominazione sociale: Grafiche Reggiori srl

Forma giuridica: società a responsabilità limitata

Attività principale: edizione in conto proprio e in conto terzi di cartoline, depliant, opuscoli, calendari, guide turistiche, stampati commerciali, editoria

Settore: artigianato

Indirizzo: via per Mombello 42 – 21033 Cittiglio (Va)
Tel 0332-626246 - Fax 0332-626206
E-Mail alvaroreggiori@tin.it
www.grafichereggiori.it

Genealogie

I segni dell'impresa

Fonti

Segnalazioni

Nome*

Email*

Oggetto

Messaggio

© Camera di Commercio di Varese, 2014 - Privacy Policy - Cookies Policy - Credits