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Ghiggini

Un’impresa al servizio dei benestanti

Partecipazione delle nozze celebrate nel 1897 tra Achille Ghiggini e Rosa Bizzozzero, sorella dell'artista Attilio (1876-1913). Archivio d'impresa.Eugenio Ghiggini, discendente da una delle più antiche famiglie di Varese, ha appena vent’anni quando, nel 1822, costituisce una ditta per l’attività di “indoratore di incarrozzamenti e serramenti”, con sede in piazza delle Oche (oggi piazza Marsala). Abile disegnatore, Eugenio decora mobili, infissi, oggetti, carrozze nonché le sontuose ville sparse sui colli e nei dintorni dell’allora borgo di Varese, appartenenti per lo più a famiglie aristocratiche e benestanti milanesi che in questi luoghi amano recarsi in villeggiatura. La cura e l’ingegno con cui vengono eseguiti i lavori portano al rapido successo dell’impresa, che sviluppa un’attività del tutto nuova nel contesto varesino e per la quale sino ad allora occorreva rivolgersi a Milano. Emilio Ghiggini (1845-1889). Archivio d'impresa.I quattro figli di Eugenio Ghiggini, ferventi patrioti, lasciano provvisoriamente la bottega paterna per partecipare alle guerre d’Indipendenza combattendo nelle fila garibaldine. Soltanto due di loro, Emilio e Ferdinando, proseguono poi l’attività del laboratorio di piazza delle Oche e costituiscono, alla morte del padre, la ditta F.lli Ghiggini, mentre Giuseppe dà vita ad una propria bottega di decoratore, rivaleggiando con i fratelli. La sede di corso Matteotti 53 in Casa Veratti. Archivio d'impresa.Nel 1897 l’impresa passa nelle mani del figlio di Emilio, Achille, che sposa Rosa Bizzozzero, sorella dell’artista Attilio, e trasferisce l’attività nella più ampia sede di via Broggi, venendo poi affiancato dai propri figli Gaetano ed Emilio. Nel 1924 i Ghiggini festeggiano insieme a tutti i dipendenti, seppure con due anni di ritardo, il centenario della nascita dell’impresa, la cui carta intestata riporta erroneamente come anno di fondazione il 1824. Nello stesso anno la ditta sposta la sede nella Casa Veratti di corso Vittorio Emanuele, l’attuale corso Matteotti, occupando i locali lasciati liberi dal Calzaturificio di Varese.

Nel nome di Achille e di Emilio

Un esempio della Carta Varese. Archivio d'impresa.Nel 1925 Achille Ghiggini, a causa di malattia, si ritira dall’attività e subentrano quindi i suoi figli, che costituiscono la società di fatto “A. Ghiggini dei F.lli Emilio e Gaetano Ghiggini”. Oltre all’attività di verniciatura e decorazione, l’impresa esercita il commercio al dettaglio di cornici e colori di vario tipo preparati all’interno. Vengono quindi avviati la produzione e il commercio di oggetti artistici e ornamentali realizzati con la famosa “Carta Varese”, oggi di elevato valore antiquario, che prosegue sino all’inizio della Seconda guerra mondiale per cessare quasi in coincidenza con la morte di Achille Ghiggini nel 1941. Negli anni della guerra l’impresa provvede alla verniciatura degli aeroplani militari fabbricati dalla Aermacchi.

Achille Ghiggini (al centro) con il figlio Emilio e gli operai Marcello Masini (a sinistra) e Giovanni Ciglia che mostrano il premio ricevuto dalla Camera di commercio di Varese nell'ambito del Premio alla fedeltà e al progresso economico per il lungo periodo di lavoro ininterrotto presso l'impresa Ghiggini. 1960, Archivio d'impresa.A partire dal 1945 Achille Ghiggini, nato nel 1926, figlio di Emilio e nipote del primo Achille, inizia a collaborare in azienda, dove svolge un ruolo importante anche la madre, Maria Magni, occupandosi del reparto verniciatura. Il negozio di corso Matteotti è un punto di incontro degli artisti locali, che a volte barattano pennelli e colori in cambio dei loro quadri con i quali la famiglia ha realizzato nel tempo una vera e propria collezione. Nel 1950 muore Gaetano Ghiggini e l’impresa torna alla forma individuale con la denominazione “Achille Ghiggini di Emilio Ghiggini”. Nel 1952 Achille Ghiggini sposa Amalia Rossi, che s’inserisce nell’azienda occupandosi della parte commerciale. Nel 1963 il padre coinvolge il figlio nella gestione dell’azienda ed insieme costituiscono la società “Achille Ghiggini di Emilio & Achille Ghiggini”.

Oggetti ornamentali realizzati in Carta Varese. 1940, Archivio d'impresa.Con il boom edilizio degli anni sessanta, l’attività di verniciatura e decorazione si rivolge ai condomini signorili di Varese, mentre si amplia la vendita degli oggetti di arredamento . Alle dimore nobiliari di un tempo si sono ormai sostituite le ville borghesi, come ad esempio la villa Giobbi di Saint Moritz, oggetto di intervento nel 1963. Nel 1968 si ha un nuovo passaggio generazionale: Emilio oramai anziano recede dalla società e Achille prosegue l’attività individualmente sotto la ditta “Ghiggini Achille”, coadiuvato anche dal proprio figlio Emilio – il terzo Emilio alla sesta generazione – che è ancora studente liceale.

Nascita e sviluppo della galleria d’arte Ghiggini

Logo della Galleria Ghiggini 1882 con impressa la facciata di corso Matteotti. 1985, Archivio d'impresa.Nel 1970 la ditta Ghiggini si trasferisce in via Matteotti 44, all’interno di un prestigioso edificio ottocentesco di quattro piani, che si affaccia anche su via Albuzzi, ristrutturato con progetto degli architetti Luigi Crugnola e Carlo Prevosti. La nuova sede è inaugurata dalla mostra dedicata al pittore di Gavirate Antonio Pedretti: ha così inizio l’attività di galleria d’arte , destinata a contrassegnare tutta la storia successiva dell’impresa, che vede principale protagonista Emilio Ghiggini, il figlio di Achille nato nel 1953. Nel 1974 muore “nonno” Emilio. Allo sviluppo della galleria d’arte si accompagna il declino – dovuto alla difficoltà crescente di reperire nuovi artigiani, sempre più propensi a mettersi in proprio – dell’attività di verniciatura e decorazione, che cessa definitivamente nel 1976. In questi anni la galleria attiva un servizio di consulenza , ancora oggi in essere, per la valutazione dell’autenticità di opere pittoriche possedute da clienti che intendono conoscerne il valore o sottoporle a restauro. Questa attività contribuisce a volte alla scoperta di autori sconosciuti.

La vetrina della Galleria in occasione della mostra di Federico Gariboldi nel 1972. Archivio d'impresa.Laureatosi in storia dell’arte, Emilio Ghiggini acquisisce con l’aiuto del padre una quota importante della società che gestisce la galleria d’arte di via Sant’Andrea di Milano, maturando un capitale di conoscenze e relazioni che, esaurita l’esperienza milanese nei primi anni ottanta, mette poi a frutto per lo sviluppo della galleria di Varese. Questa, che nel 1982 assume la forma giuridica di snc con l’entrata in società di Emilio accanto al padre, dispone di spazi espositivi distribuiti su tre piani. Il primo, al quale si accede attraverso una caratteristica scala elicoidale, è dedicato alle mostre di singoli artisti; il secondo, condiviso con il laboratorio cornici, all’esposizione permanente di dipinti, mobili e oggetti; il terzo, occupato in parte dal magazzino, ospita una sezione di grafica contemporanea degli artisti italiani, di cui viene pubblicato il catalogo.

Catalogo di grafica contemporanea edizione 1984-1985. In copertina l'opera Ettore e Andromaca dell'artista Giorgio de Chirico. 1984-1985, Archivio d'impresa. L’attività è suddivisa tra i componenti della famiglia, affiancati da alcuni collaboratori: Emilio segue la galleria d’arte, il padre si occupa principalmente delle cornici, la madre del negozio di oggettistica posto al piano terra dell’edificio. In questi anni la galleria partecipa alle principali fiere del settore, un luogo importante per costruire relazioni e promuovere gli artisti “portanome”. Nel 1988 l’impresa apre in corso Matteotti 33, all’interno di uno stabile comprato oltre dieci anni prima da Achille Ghiggini, una sala di esposizione per piccole mostre sotto l’insegna “Ghiggini proposte”, che rimane attiva sino al 1992. La galleria Ghiggini non affitta i propri spazi ai singoli artisti ma ne promuove e vende le opere trattenendo per sé una provvigione sul venduto, che rappresenta, secondo una corretta logica imprenditoriale, la remunerazione del rischio.

Un’impresa culturale radicata nel territorio

Emilio Ghiggini nella sede di via Albuzzi. Anni duemila, Archivio d'impresa.Nel 1991 l’impresa Ghiggini è premiata con la medaglia d’oro della Camera di commercio di Varese, alla quale segue nel 1993 la Girometta d’oro della Famiglia Bosina. Nel 1996 viene effettuato il secondo intervento di ristrutturazione dello stabile di proprietà dei Ghiggini, con il recupero e il restauro conservativo della facciata prospiciente via Albuzzi, dove è trasferita, al numero civico 17, la sede aziendale. Contestualmente cessa l’attività del negozio, il cui locale è dato in affitto a terzi, con il conseguente disimpegno della signora Amalia, che continua tuttavia a “dare una mano”.

Studiando Lodovico Pogliaghi, a cura di Chiara Palumbo, catalogo della mostra svoltasi con il patrocinio della Provincia di Varese presso la Galleria Ghiggini nel 2007. Archivio d'impresa. Con lo sviluppo delle consegne tramite corriere, il terzo piano viene liberato dal magazzino e adibito anch’esso a galleria d’arte, con la creazione della “Sala rossa” riservata alle piccole mostre personali. Il primo piano, dedicato alle esposizioni più importanti, è utilizzato anche per incontri e conferenze. Nel 2001 prende il via il premio annuale GhigginiArte giovani , nato da un’idea di Emilio Ghiggini e di Gottardo Ortelli, artista, docente dell’Accademia di belle arti di Brera già assessore alla Cultura del Comune di Varese. Riservato ai giovani con meno di 30 anni che hanno compiuto gli studi d’arte, il premio ha lo scopo di individuare e promuovere i nuovi talenti artistici .

La Galleria Ghiggini in via Albuzzi. Anni duemila, Archivio d'impresa.Alla morte, nel 2002, di Achille Ghiggini, la snc di Emilio Ghiggini e Amalia Rossi assume la denominazione “Ghiggini 1822″. Tra il 2003 e il 2005 si svolge un ciclo di mostre denominato Testimoni, nel corso del quale espongono complessivamente trenta artisti che hanno dato, nel campo del pittura come della grafica o della scultura, un contributo rilevante alla storia artistica non solo di Varese. Nel 2007 si festeggiano, con una ricca kermesse creativa che a settembre ospita anche una sezione del premio letterario Piero Chiara, i 185 anni di vita di un’impresa nata per verniciare e decorare le carrozze e le ville signorili e divenuta uno dei luoghi più importanti della vita artistica e culturale cittadina.

Oggi l’attività deve tener conto di molteplici fattori di cambiamento: l’avvento di internet, con lo sviluppo delle aste in rete e dei siti dei singoli artisti, surroga il ruolo di intermediazione svolto dalla galleria d’arte; è calata la domanda di quadri espressa dalle giovani generazioni, più interessate ai “poster”; lo stesso passaggio pedonale nel cuore del centro storico di Varese non ha più l’intensità di una volta e ciò riduce le occasioni di soffermarsi dinanzi alla vetrina del gallerista; le fiere specializzate si sono trasformate in “gallerie virtuali” che riducono l’attività di quelle reali,nate nel territorio.

L'attuale logo dell'impresa. 2011, Archivio d'impresa.Oggi Emilio Ghiggini è coadiuvato da due collaboratrici, che seguono l’attività della galleria e l’organizzazione delle conferenze, da un artigiano, che si occupa del settore cornici, e dalla giovane figlia – ancora impegnata negli studi universitari e possibile rappresentante della settima generazione – che condivide con il padre la passione per l’arte. Nel corso del 2011 l’impresa Ghiggini è stata inserita nel Registro delle imprese storiche istituito da Unioncamere nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. In occasione della presentazione dell’iniziativa è stata inoltre premiata a Roma l’8 giugno 2011 durante la cerimonia “Italia 150. Le radici del futuro”.

Dati anagrafici

Ghiggini

Ragione sociale: Ghiggini 1822 di Ghiggini Emilio & c. snc

Forma giuridica: società in nome collettivo

Attività principale: galleria d’arte

Settore: commercio

Indirizzo: via Albuzzi 17 21000 Varese

Tel 0332-284025

E-Mail: galleria@ghiggini.it

Sito Web: www.ghiggini.it

Genealogie

I segni dell'impresa

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