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Fabbrica pipe di Carlo Ceresa e C.

La nascita dell’impresa (1890-1925)

Cartolina postale della ditta Gerolamo Ceresa con la dicitura “fabbrica elettrica”. Anni venti, Archivio d’impresa.Nel Gallaratese, intorno alla metà dell’Ottocento tra le varie attività di natura artigianale si afferma anche la lavorazione di pipe. La disponibilità del corno degli animali con cui si realizzavano i bocchini alimenta anche una ricca produzione di manici di ombrelli e pettini. Con i primi decenni del Novecento altri materiali, come l’ebanite, avrebbero sostituito il corno; tuttavia in questa prima fase il legame con l’allevamento dei bovini diventa un fattore di localizzazione nella produzione di pipe. Viceversa, la radica viene importata dalle regioni italiane meridionali e dalle isole.

Il fondatore, Gerolamo Ceresa. Primi anni cinquanta, Archivio d’impresa.Nell’ultimo decennio dell’Ottocento, Gerolamo Ceresa avvia una attività nel settore delle pipe lavorando come terzista della Manifattura Rossi di Barasso. In quel periodo, l’attività di lavorazione si svolgeva a Cassano Magnago mentre la lucidatura dei bocchini in osso si effettuava a Cavaria. Nell’impresa entrano a far parte i figli di Gerolamo, Pietro, Enrico e Luigi ma è un po’ tutta la famiglia ad essere coinvolta , comprese le donne, e ciò consente di mantenere viva l’attività anche durante la Prima guerra mondiale, quando Pietro ed Enrico sono richiamati alle armi. Nel 1919 viene acquistato il terreno accanto al castello di Cassano su cui sorge il capannone ancora oggi utilizzato dall’impresa.

Nel 1923, per migliorare la propria conoscenza del settore, Enrico si reca a Saint-Claude in Francia dove lavora come operaio per tre anni in una fabbrica di pipe.
Sede dell’impresa. 1930, Archivio d’impresa.Dalla Francia intrattiene una fitta corrispondenza con il padre trasmettendo informazioni sulle tecniche di lavorazione, disegni di macchine e di modelli. L’attenzione al mercato estero è tanto più importante in quanto l’uso della pipa è più comune nel nord Europa e nei paesi di cultura anglosassone (America del Nord, Sud Africa, ecc.) che in Italia. Ne deriva che l’andamento di un’impresa che supera le dimensioni della produzione artigianale è legata alla presenza di buone condizioni nel commercio internazionale e alla presenza di una rete di rappresentanti all’estero.

Dal 1926 alla Seconda guerra mondiale

Il personale della Fabbrica Pipe. Anni trenta, Archivio d’impresa.Enrico torna in Italia nel 1926 e si inserisce nella ditta paterna che, l’anno prima, è stata iscritta presso la Camera di commercio dichiarando 20 operai occupati. La crisi economica internazionale del 1929 si riflette sull’andamento dell’impresa e ne determina la chiusura. Pietro sceglie di emigrare in Brasile anche con la speranza di ampliare il mercato e prendere contatto direttamente con i produttori di corno.

In questo frangente, interviene Francesco Oliva, dirigente della Montecatini che ha conosciuto Enrico a Cassano, dove trascorre le vacanze. Oliva rileva l’attività costituendo una Società anonima Fabbrica pipe di Cassano Magnago che succede alla ditta individuale Gerolamo Ceresa e lascia la direzione tecnica alla famiglia. In altri termini, Oliva finanzia con capitali propri l’attività e collabora attivamente al successo dell’impresa introducendo criteri innovativi per la rilevazione delle produzioni e delle quote di esportazione. Enrico, dal canto suo, si impegna sul fronte della produzione applicando le conoscenze acquisite in Francia.

Pagina di catalogo con disegno a mano di Enrico Ceresa. In alto al centro è riportata la misura dell’abbozzo di radica (R 1 3/4) necessaria per la realizzazione del modello; in alto a destra è invece riportata la sigla alfa-numerica che identifica il modello della pipa (536AC). Anni trenta, Archivio d’impresa.Nel giro di pochi anni, l’impresa ricostruisce una forte presenza sul mercato estero e crea una rete di relazioni internazionali. Non sempre l’esportazione riguarda il prodotto finito : spesso dall’estero vengono richieste le teste, cioè il blocco di radica lavorato e levigato, con la sola eccezione della foratura (o bocchino). I pezzi sono poi colorati, forati, e marchiati nel paese d’arrivo come se fossero stati prodotti sul posto. In questo modo i prodotti esportati sono dei semilavorati e ciò consente un miglior trattamento doganale.

Dalla Seconda guerra mondiale agli anni sessanta

In Piazza del Duomo di Milano, da sinistra Antonia Ceresa, i proprietari della Stanwell - fabbrica danese di pipe cliente della Fabbrica pipe – il piccolo Carlo Ceresa con il padre Enrico. 1951, Archivio d’impresa.Nel 1940, la famiglia Ceresa restituisce il prestito a Oliva e, con l’aiuto di nuovi soci, riprende in mano l’impresa. La procedura utilizzata è quella di costituire una nuova società con sede in Milano alla quale la società di Oliva, in liquidazione, conferisce l’azienda. Appena ricostituita, l’impresa deve affrontare la crisi del nuovo conflitto bellico ed Enrico viene nuovamente richiamato alle armi. La produzione di pipe continua, nonostante le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime.

La mancanza di osso costringe a utilizzare con inventività gli scarti della produzione; viene introdotta l’ebanite che, tuttavia, diventa presto introvabile per il suo contenuto di gomma, materiale richiesto per la produzione bellica; si ricorre a sostanza quali la galalite, prodotta con il siero del latte, e alla rigenelite, un materiale simile all’ebanite.

La signora Albina Ruffato durante la verniciatura a tampone delle pipe con gommalacca. Anni sessanta, Archivio d’impresa.Soprattutto, le esportazioni dopo il 1943 devono essere effettuate attraverso un’agenzia militare tedesca. La ripresa economica internazionale offre ottime possibilità di sviluppo. All’impresa si apre il mercato inglese, considerato forse il più importante sotto l’aspetto della qualità. L’impresa si ricostruisce la rete dei propri rappresentanti esteri. La diffusione del rapporto Terry all’inizio degli anni sessanta denuncia i danni del fumo da sigaretta rilancia l’uso della pipa e ciò determina l’espansione dell’impresa che arriva sino a 36 dipendenti.

Dal 1965 ad oggi

Reparto tornitura dell’impresa. Anni settanta, Archivio d’impresa.Dal 1965 in poi si è assistito a un lento decremento dell’attività che si protrae sino ai nostri giorni. Alla lunga, le campagne antifumo hanno inciso riducendo anche il numero dei fumatori di pipa. Inoltre è cambiato il modo di vita delle persone: i tempi frenetici della società moderna rendono difficile fumare la pipa, un piacere che richiede tempo, attenzione. Questa tendenza ha determinato un notevole ridimensionamento dei maggiori produttori del Varesotto, cosa che ha consentito per un certo periodo di avvertire meno la crisi. Poi, a partire dagli anni ottanta , la crisi è diventata sempre più evidente: con il 1986 in provincia il calo della produzione è stato quasi del 70%. Oggi, il numero di dipendenti è sceso sino a 12 unità, evitando di licenziare e limitandosi a non assumere persone in luogo di quelle che andavano in pensione.

Il Carlo Ceresa accanto al macchinario semi-automatico realizzato dal padre Enrico tra gli anni quaranta e cinquanta per forare i bocchini in corno. 2005, Archivio del Centro per la cultura d’impresa.   Peraltro il settore deve fare i conti con la difficoltà di trovare giovani dotati di abilità manuali: formare operai provetti richiede un investimento che solo dopo molti anni di applicazione inizia a dare i primi frutti. Inoltre, i miglioramenti tecnologici sui macchinari sono di difficile attuazione perché le dimensioni del mercato scoraggiano gli investimenti di ricerca e progettazione. Per questi motivi, la produzione di una pipa rimane un lavoro in massima parte artigianale, sia per l’abilità necessaria a valorizzare i pezzi più pregiati di radica, sia per la competenza richiesta dagli interventi sui pezzi meno pregiati che richiedono stuccature e ogni altro intervento al fine di non svilire il pezzo.

Paradossalmente, in questo settore i pezzi di minor valore sono quelli che alla fine comportano costi di produzione maggiori rispetto ai pezzi più pregiati. L’impresa oggi produce utilizzando anche un proprio marchio (Pipe Cassano), ma la produzione prevalente è quella per conto terzi.

Dati anagrafici

Fabbrica Pipe di Carlo Ceresa & C.

Ragione sociale: Fabbrica pipe di Ceresa Carlo e c. sas

Forma giuridica: società in accomandita semplice

Attività principale: fabbricazione delle pipe e articoli per fumatori in genere

Settore: industria

Indirizzo: via Don Castiglioni, 3
Cassano Magnano (Va)
Tel. 0331-201134
Fax 0331-201134

Genealogie

I segni dell'impresa

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