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a sede attuale della Comerio Ercole a Busto Arsizio. Sulla sinistra la palazzina degli uffici. 2008, Archivio fotografico Centro per la cultura d’impresa

L’avvio dell’attività (1885-1912)

Ritratto di Ercole Comerio eseguito nel 1930. Conservato presso l’impresa. Ercole Comerio, figlio di un commerciante all’ingrosso di generi alimentari di Busto Arsizio, lavora, dal 1873, come operaio meccanico alla Cantoni-Krumm (trasformata dal 1881 in Franco Tosi). Con una rapida carriera all’interno dell’impresa, diviene capo del reparto attrezzeria e acquisisce una notevole esperienza. Nel 1885, in concomitanza con il matrimonio con Teresa Marcora, Ercole apre una propria officina di riparazione di macchine tessili a Busto Arsizio. L’iniziativa viene sostenuta finanziariamente dal cognato Roberto Marcora, figlio di un negoziante di ferramenta. L’officina, dapprima sita in via Confalonieri, viene successivamente trasferita in via Magenta. Calandra per tessuti del 1905. Archivio d’impresa.La ditta individuale Comerio Ercole passa in pochi anni dall’esclusiva riparazione ad una propria produzione di macchine per l’industria cotoniera, specializzandosi su quelle destinate alle lavorazioni finali (tintoria, candeggio, stampa…) cioè sui settori più avanzati ed innovativi. Il successo di tale scelta costringe l’impresa, già nel 1895, a trasferirsi nuovamente in spazi più ampi in via Silvio Pellico, dove rimarrà per un secolo. La produzione non si limita, inoltre, alla sola industria cotoniera locale: alcune macchine, come le calandre, vengono infatti impiegate anche nei settori della gomma e della carta. La Comerio rifornisce, già dai primi del Novecento, la Pirelli, la Ambrogio Binda, la Vita Mayer. L’innovazione tecnologica viene assicurata da stretti rapporti con l’ingegner Roberto Zust di Intra, produttore di macchine utensili. Nel 1900 l’impresa partecipa all’Esposizione Internazionale di Parigi.

Dal 1913 al 1945

Disegno tecnico del 1931, Archivio d’impresa.Nel 1913 l’impresa ha ancora dimensioni piuttosto limitate, circa 75 operai, ma una notevole spinta all’espansione giunge dalla Prima guerra mondiale: durante il conflitto, infatti, la Comerio converte in gran parte la propria produzione costruendo per conto dell’Ansaldo componenti per l’artiglieria pesante. Nel 1922 la ditta si trasforma in Società anonima Comerio Ercole con sede legale a Milano. Presidente è lo stesso Ercole mentre due dei suoi dieci figli, Melchiorre e Giuseppe, ricoprono la carica di consigliere con incarichi di direzione tecnica. I rapporti con la clientela vengono completamente ristabiliti ed ampliati: la società può contare su un’attività ben avviata sia in Italia sia all’estero (Svizzera, Francia, Germania, Romania, Bulgaria…). Partecipazione della Società anonima Comerio Ercole all’Esposizione internazionale di Milano del 1923. Archivio d’impresa.Negli anni successivi il capitale viene concentrato nelle mani di Melchiorre e Giuseppe e la società cresce rapidamente, soprattutto grazie alle strette relazioni con le imprese tessili locali (Giuseppe sposa infatti la figlia del cotoniere Carlo Ottolini) e agli ottimi risultati nell’esportazione in Sud America e in Europa Orientale, mercati di sbocco tipici dei prodotti tessili dell’Alto Milanese. Nel 1935, cinquantenario della fondazione dell’impresa, la Comerio conta ormai 400 dipendenti. Nel 1937 viene acquisito un ulteriore stabilimento a Legnano. In questo periodo, durante la campagna d’Africa, nello stabilimento di Busto Arsizio, vengono costruite anche macchine stradali e rulli compressori per conto della Ditta Loro e Parisini. Rinaldo ComerioNel corso dell’ultimo conflitto mondiale la Comerio collabora ancora con l’Ansaldo, per la produzione bellica, e successivamente con il Comando tedesco. La guerra sancisce un momento di ricambio generazionale. Nel 1942 entra nell’impresa Rinaldo Comerio appena laureato al Politecnico di Milano, ma presente già da tempo nell’attività dell’impresa. Dal 31 marzo 1943, Ercole Comerio affida la procura ai nipoti Rinaldo (figlio di Giuseppe), che si occupa inizialmente della fonderia, e Mario (figlio di Melchiorre). La sede legale viene riportata nel 1944 a Busto Arsizio, dove vi è sempre stata quella amministrativa, e la società si trasforma in Spa. Sempre in quell’anno, le maestranze dell’impresa aderiscono agli scioperi contro il regime che portarono ad una dura repressione da parte del Comando tedesco.

Dal 1946 al 1966

Calandra per la lavorazione della plastica, 1948. Archivio d’impresa.Gli anni della ricostruzione postbellica vedono l’impresa impegnata nella difficoltosa ripresa dell’attività. Nel 1947 muore Ercole Comerio e la carica di presidente viene assunta dalla vedova Teresa Marcora. Nel 1950 la situazione dell’impresa è ormai risanata e la Comerio può inserirsi nella crescita del settore tessile stimolata dal boom economico. La Comerio costruisce però, in questo stesso periodo, macchine per un gran numero di settori diversi quali quelli già citati della gomma e della carta, ma anche del legno e dei metalli. Nel 1951, diventano procuratori della società anche Ercole e Mario (figli di Melchiorre) e Alfredo (figlio di Giuseppe). Nel 1952, con la morte della vedova del fondatore, il figlio Giuseppe assume la carica di presidente il primo maggio 1953. Stand della Comerio Ercole alla XXXI Fiera di Milano.1953, Archivio d’impresa.A metà degli anni Cinquanta il ramo della famiglia che fa capo a Melchiorre si allontana dall’impresa: nel 1954 si ha infatti una concordata separazione e Melchiorre e i suoi figli fondano una nuova società, la Metalmeccanica, utilizzando lo stabilimento di Legnano già di proprietà della Comerio. Dopo la morte di Giuseppe, nel 1958, è suo figlio Rinaldo ad assumere la carica di presidente, mantenuta fino ad oggi, e vengono nominati consiglieri i figli Alfredo, Emilio e Maria Silvia. Anche la moglie di Rinaldo, Antonia De Dionigi Comerio, inizia ad avere un ruolo nell’amministrazione dell’impresa. Le attività sono in forte crescita specialmente nel campo delle macchine da ricamo e nei settori delle macchine per la lavorazione della gomma e delle materie plastiche (PVC). La sede della Comerio Ercole in via Silvio Pellico. La razionalizzazione industriale che intraprende la Comerio non consente però il mantenimento di una manodopera così vasta: si avvia, così, una riduzione dei dipendenti con la chiusura della fonderia nel 1965. La scelta che determina forti tensioni sindacali è dettata anche da motivazioni ecologiche dato che la fonderia di ghisa dello stabilimento funzionava oramai in un’aerea densamente urbanizzata. Nello stesso anno la sede sociale viene nuovamente portata a Milano e l’anno seguente si decide l’incorporazione nella capogruppo della società commerciale Rubber and textile Machinery Spa. Contemporaneamente Alfredo Comerio rinuncia alle proprie cariche e viene sostituito nella carica di amministratore delegato dal fratello Emilio.

Dal 1967 a oggi

Brochure pubblicitaria per la produzione della Macchina automatica per la stampa al quadro. Archivio d’impresa.Negli anni sessanta le ricorrenti e sempre più gravi crisi del comparto tessile spingono la Comerio a dedicarsi completamente al vasto settore del non-tessuto , individuato nei suoi molteplici campi di applicazione grazie ad un viaggio a Filadelfia dell’ingegnere Rinaldo Comerio. Questo particolare prodotto (filamenti sintetici amalgamati fra loro per un effetto termico) può essere impiegato, infatti, nei settori dell’automobile, dell’aviazione, dell’abbigliamento. Per poter essere all’avanguardia rispetto alla concorrenza viene aperto un laboratorio di ricerca interno all’impresa. Nel 1972 il figlio di Rinaldo Comerio, Giuseppe, ingegnere meccanico, diviene procuratore e nel 1975 la sede sociale torna a Busto Arsizio. Nel 1984, anche il secondo figlio di Rinaldo, Riccardo, laureato in scienze politiche, è nominato procuratore per poi divenire, nel 1989, amministratore delegato. La continuità familiare nella direzione e nel controllo dell’impresa è assicurata, quindi, dalla discendenza di Rinaldo Comerio, avendo avuto, gli altri suoi fratelli, solo figlie femmine, da sempre e tradizionalmente non impegnate nell’attività dell’impresa. I capannoni dello stabilimento della sede attuale della Comerio Ercole a Busto Arsizio. Archivio d’impresa.Nel 1996, la Comerio abbandona la sede storica, ormai trovatasi ad essere in pieno centro cittadino, per occupare i nuovi stabilimenti in via Castellanza. Nel 2000 occupa 175 addetti. Il calo del numero del personale è determinato dallo sviluppo sul territorio di una miriade di industrie artigianali la cui attività si integra con quella della Comerio. Oggi è presente nell’impresa anche la quinta generazione Comerio con Guglielmo, figlio di Giuseppe, impegnato da due anni all’interno dell’ufficio acquisti.

Dati anagrafici

comerio-ercole_logo

Denominazione sociale: Comerio Ercole spa

Forma giuridica: società per azioni

Attività principale: progettazione e costruzione di macchinari e impianti per l’industria della gomma, della resina, delle materie plastiche, del ricamo e di prodotti tessili in tessuto e non tessuto.

Settore: industria

Indirizzo: via Castellanza 100, Busto Asizio (Va)
Tel 0331-48841
Fax 0331-488421
e-mail info@comercole.it

sito internet www.comercole.it

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