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L’avvio dell’attività e i suoi primi sviluppi

Ritratto di Pietro Martegani, fondatore dell’impresa. Archivio d’impresa.

Ritratto di Pietro Martegani, fondatore dell’impresa. Archivio d’impresa.

Pietro Martegani, già commerciante di pellame, apre nel 1889 una modesta fabbrica di tomaie a Tradate. Nel 1891, fra le imprese clienti, figura un calzaturificio di Legnano prossimo alla chiusura e Martegani, insieme ad altri soci, decide di rilevarlo. Agli inizi del Novecento, rimasto unico socio, Pietro Martegani trasferisce l’attività a Tradate in via Manzoni, con il nome di “Calzaturificio di Tradate”. L’impresa arriva ad occupare, già nel 1911, una cinquantina di dipendenti.

 

Nel corso della Prima guerra mondiale viene costruita una nuova sede che permette all’impresa di raggiungere una produzione media di 300 paia di scarpe al giorno. A guerra finita, il figlio maggiore di Pietro, Ettore Martegani, entra nell’impresa e il Calzaturificio di Tradate comincia la propria espansione. Vengono coinvolti anche gli altri figli Nino, Amedeo e Giuseppe (detto Peppino) e vengono acquistate macchine moderne. Grazie alla qualità dei prodotti e ai prezzi concorrenziali, le vendite crescono in Italia e all’estero (Austria, Germania, Jugoslavia e Siria) tanto che, nel 1926, l’impresa arriva ad annoverare 150 operai.

In questo periodo Amedeo e Peppino escono dall’impresa per intraprendere una propria attività professionale. Il primo apre una catena di negozi sempre nel settore della calzature insieme a un ex rappresentante della Martegani; il secondo si trasferisce a Udine e lavora nel settore alberghiero.

Pietro Martegani muore nel 1929 e l’impresa passa sotto il controllo dei figli Ettore e Nino.

La produzione si amplia alle calzature da donna e per bambino e il Calzaturificio di Tradate apre, nei primi anni trenta, il suo primo negozio in via Speronari a Milano. La Seconda guerra mondiale porta un nuovo ulteriore sviluppo dell’impresa, grazie alle commesse statali per la fornitura di scarpe militari all’esercito.

Nel dopoguerra, la fine delle commesse statali porta ad un calo della produzione e del fatturato. Nel 1948 Nino Martegani esce dall’impresa portando con sé la rete commerciale dei negozi col marchio “Tradate Martegani”, e negli anni successivi amplia la propria attività con nuovi punti vendita. Ettore Martegani, rimane dunque l’unico proprietario e amministratore del Calzaturificio di Tradate.

Dagli anni cinquanta ai primi anni settanta

Calzaturificio di Tradate: reparto calzatura uomo sulla sinistra Ettore Martegani.  Anni cinquanta. Archivio d’impresa.

Calzaturificio di Tradate: reparto calzatura uomo.

Nel 1950, l’impresa conta ormai ben 500 operai. Nello stesso anno, il figlio di Ettore, Romano Martegani, terminati gli studi liceali, si reca negli Stati Uniti presso i maggiori calzaturifici americani per acquisire dimestichezza con le macchine più moderne. Al suo ritorno inizia ad affiancare il padre dapprima seguendo la produzione, poi la modelleria ed infine la parte commerciale dell’impresa. Romano Martegani, gira l’Italia come rappresentante dei propri prodotti per circa tre anni, ma poi, spinto anche dal padre Ettore, comincia a rivolgersi ai mercati esteri. Nel frattempo, Romano Martegani, grazie alla frequentazione delle varie fiere di settore, matura la convinzione che la produzione calzaturiera della provincia di Varese stia subendo ormai la concorrenza dei distretti calzaturieri delle Marche e della Toscana che immettono sul mercato prodotti a prezzi inferiori grazie ad una manodopera meno costosa.

 

Decide allora, in accordo col padre, di passare dalla produzione di articoli di media qualità ad una di articoli di lusso, con l’utilizzo di pelli pregiate e l’ideazione di modelli più ricercati. Ciò porta una variazione anche nel nome utilizzato per firmare i prodotti: non più “Calzaturificio di Tradate di Martegani”, ma “Martegani Tradate” che sul territorio si affianca al “Tradate Martegani” del fratello Nino.

Nel 1957 Romano Martegani, il padre Ettore e le sorelle Giampiera e Luigia fondano una nuova società, il “Calzaturificio di Tradate di R. Martegani & C. sas” con Romano Martegani socio di maggioranza e accomandatario e la sede sociale e lo stabilimento nei nuovi locali in via Trento e Trieste sempre a Tradate. Subito dopo, nel 1959 la ragione sociale viene mutata in “Romart Calzaturificio Martegani di R. Martegani & C.”. Il passaggio alla produzione di qualità si accompagna ad un calo del numero di dipendenti che scende velocemente a 120 unità. A partire dal 1961, grazie ai frequenti viaggi di Romano Martegani, si sviluppa l’esportazione dell’impresa verso l’Estremo Oriente e gli Stati Uniti.

Dagli anni Settanta agli anni Novanta

Disegni di scarpe da uomo per il mercato americano degli anni settanta.  Archivio d’impresa.

Disegni di scarpe da uomo per il mercato americano degli anni settanta.

Nel 1964, Ettore Martegani lascia ufficialmente la società; nel 1966 viene aperto un nuovo laboratorio di produzione di calzature da uomo sempre a Tradate in via Carso.

 

In questi anni, su impulso della madre di Romano, Afra della Chiesa, vengono aperti 6 negozi a Roma, gestiti personalmente da lei ma presto chiusi per volontà di Ettore che vuole mantenere la famiglia riunita a Tradate.

Nel 1973, Ettore Martegani muore. Nello stesso anno, in coincidenza con un consistente aumento di capitale, la ragione sociale muta in “Calzaturificio Martegani di R. Martegani & C.”. Le esportazioni all’estero cominciano ad aumentare sensibilmente a partire dalla fine degli anni settanta. Il mercato principale è quello degli Stati Uniti d’America, che si avvia a rappresentare il 50% del fatturato dell’impresa.

Romano Martegani apre un calzaturificio nelle Filippine con un socio del luogo e con Piero Adriano, figlio di Nino del quale continuerà l’attività commerciale fino alla metà degli anni ottanta.

Questa scelta è dettata dai minor costi della manodopera poco qualificata e dall’esistenza di accordi commerciali che permettono l’esportazione dalle Filippine verso gli Stati Uniti con tariffe doganali molto basse. Questa operazione ha però breve vita, visto che la produzione nelle Filippine si mantiene molto al di sotto di quella ottenuta nello stabilimento in Italia.

L’impresa, allora, decide, nei primi anni Ottanta, di aprire una consociata direttamente in America, la “Romano Martegani Usa”. Ciò consente di vendere direttamente sul mercato americano senza le procedure doganali che i compratori dovevano precedentemente affrontare importando dall’Italia, ampliando così sensibilmente il numero di clienti.

Inizia in questo periodo la collaborazione della signora Mary Martinetti, moglie di Romano, che contribuisce in maniera determinante allo sviluppo delle varie iniziative verso l’estero.

È in questi anni che il Calzaturificio Martegani si pone fra i primi e più importanti nomi nelle calzature di lusso in America e anche nell’Estremo Oriente che costituisce circa il 30% del fatturato dell’impresa. Approfittando dei numerosi viaggi di lavoro che deve compiere, Romano Martegani commercializza anche articoli di pelletteria e per l’abbigliamento non di sua produzione.

Entro il 1984 tutte e tre le figlie di Romano Martegani – Cristina, Maria Luisa e Antonia Maria – entrano ufficialmente nella società che, l’anno seguente, si trasforma in srl e conta 120 dipendenti.

Dagli anni novanta ad oggi

Logo “Cortina” dell’impresa di Gian Carlo Corti. 2007, Archivio d’impresa

Logo “Cortina” dell’impresa di Gian Carlo Corti. 2007

I primi anni novanta sembrano riproporre gli stessi successi ottenuti nel decennio precedente, ma problemi di salute costringono Romano Martegani a ridurre il proprio impegno nell’impresa. In particolare la minore frequenza di viaggi all’estero, che ora Romano compie con la moglie Mary Martinetti o demanda alle figlie, comincia ad allentare il rapporto diretto instaurato negli anni con i clienti. Su richiesta delle figlie, non senza contrasti, Romano Martegani avvia una nuova linea di scarpe per giovani, la linea Twins, per la quale si cerca anche un rappresentante in America. La concorrenza dei calzaturifici marchigiani e toscani, fa però sì che questa operazione commerciale non dia i risultati sperati. Romano Martegani riduce ulteriormente i propri dipendenti, che scendono a 30 unità, e si affida sempre più per i picchi di produzione ad un calzaturificio con aveva rapporti commerciali già dalla fine degli anni ottanta: il Calzaturificio Cortina di Giussano, in Brianza, attivo dal 1955 per merito dei fratelli Mario e Silvio Corti, ex dipendenti del Calzaturificio Verbano.

 

Nel 2000 l’impresa conosce un momento di forte difficoltà determinata da più cause.

I rinnovati problemi di salute di Romano Martegani e la contrazione delle vendite portano nel 2001 l’impresa, che in quel momento occupava ancora 25 dipendenti, allo stato di liquidazione. La scelta delle figlie di dedicarsi all’attività commerciale con l’apertura di alcuni punti vendita inducono Romano a valutare nuove possibilità.

La precedente esperienza positiva con il Calzaturificio Cortina e la reciproca stima con Gian Carlo Corti, figlio di Mario, spinge Romano a cedere l’archivio storico dei modelli prodotti e il marchio Martegani utilizzato in particolare per le calzature in cui è accentuato il finissaggio e la cui produzione è destinata ai mercati del lusso esteri.

La collaborazione tra Romano e Gian Carlo prosegue tuttora: il primo mette a disposizione la propria esperienza nel campo commerciale; il secondo intende riportare a breve l’impresa a Tradate con la riapertura di un’unità produttiva Martegani.

Dati anagrafici

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Denominazione sociale: Calzaturificio Romano Martegani srl

Forma giuridica: società a responsabilità limitata

Attività principale: produzione e commercio di calzature e prodotti affini, abbigliamento e accessori

Settore: industria

Indirizzo: via Trento e Trieste 35, Tradate (Va);
ufficio amministrativo Via Catalani, 8 Giussano (MI)
Tel 0331-841129, 0362 312608
Fax 0362- 310629

Genealogie

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