Dal 1967 a oggi
Negli anni sessanta le ricorrenti e sempre più gravi crisi del comparto tessile
spingono la Comerio a dedicarsi completamente al vasto settore del non-tessuto
, individuato nei suoi molteplici campi di applicazione grazie ad un viaggio a Filadelfia dell’ingegnere Rinaldo Comerio. Questo particolare prodotto (filamenti sintetici amalgamati fra loro per un effetto termico) può essere impiegato, infatti, nei settori dell’automobile, dell’aviazione, dell’abbigliamento. Per poter essere all’avanguardia rispetto alla concorrenza viene aperto un laboratorio di ricerca interno all’impresa.
Nel 1972 il figlio di Rinaldo Comerio, Giuseppe,
ingegnere meccanico, diviene procuratore e nel 1975 la sede sociale torna a Busto Arsizio. Nel 1984, anche il secondo figlio di Rinaldo, Riccardo, laureato in scienze politiche, è nominato procuratore per poi divenire, nel 1989, amministratore delegato.
La continuità familiare nella direzione e nel controllo dell’impresa è assicurata, quindi, dalla discendenza di Rinaldo Comerio, avendo avuto, gli altri suoi fratelli, solo figlie femmine, da sempre e tradizionalmente non impegnate nell’attività dell’impresa.
Nel 1996, la Comerio abbandona la sede storica, ormai trovatasi ad essere in pieno centro cittadino, per occupare i nuovi stabilimenti in via Castellanza. Nel 2000 occupa 175 addetti.
Il calo del numero del personale è determinato dallo sviluppo sul territorio di una miriade di industrie artigianali la cui attività si integra con quella della Comerio. Oggi è presente nell’impresa anche la quinta generazione Comerio con Guglielmo, figlio di Giuseppe, impegnato da due anni all’interno dell’ufficio acquisti.
Impianto per nastri trasportatori per la Pirelli Italia nel 1976. La Fiat 500 sulla sinistra consente di cogliere le reali dimensioni dell’impianto realizzato dalla Comerio.
Archivio d’impresa.
I capannoni dello stabilimento della sede attuale della Comerio Ercole a Busto Arsizio. Archivio d’impresa.
La sede attuale della Comerio Ercole a Busto Arsizio. Sulla sinistra la palazzina degli uffici. 2008, Archivio fotografico Centro per la cultura d’impresa.
La targa riporta le parole di Teresa Marcora, moglie del fondatore, ispirate dall’amico don Remo Bessero Berti per “dare un ricordo imperituro ai nipoti che attualmente guidano e guideranno nel futuro le sorti della Comerio Ercole spa nella piena fiducia nell’avvenire”. “Quod patres solerti opera opus incedere fideles nepotes im tempus perduxere et in tempus perducent” (L’opera che gli antenati, con solerte industriosità, hanno iniziato, Nipoti Fedeli, hanno protratto nel tempo, e nel tempo porteranno avanti).
L’incudine utilizzata dal fondatore Ercole Comerio. Archivio fotografico Centro per la cultura d’impresa.





