L’avvio dell’attività
Ercole Comerio, figlio di un commerciante all’ingrosso di generi alimentari di Busto Arsizio, lavora, dal 1873, come operaio meccanico alla Cantoni-Krumm (trasformata dal 1881 in Franco Tosi). Con una rapida carriera all’interno dell’impresa, diviene capo del reparto attrezzeria e acquisisce una notevole esperienza.
Nel 1885, in concomitanza con il matrimonio con Teresa Marcora, Ercole apre una propria officina
di riparazione di macchine tessili a Busto Arsizio. L’iniziativa viene sostenuta finanziariamente dal cognato Roberto Marcora, figlio di un negoziante di ferramenta. L’officina, dapprima sita in via Confalonieri, viene successivamente trasferita in via Magenta.
La ditta individuale Comerio Ercole passa in pochi
anni dall’esclusiva riparazione ad una propria produzione di macchine per l’industria cotoniera, specializzandosi su quelle destinate alle lavorazioni finali (tintoria, candeggio, stampa…) cioè sui settori più avanzati ed innovativi.
Il successo di tale scelta costringe l’impresa, già nel 1895, a trasferirsi nuovamente in spazi più ampi in via Silvio Pellico
, dove rimarrà per un secolo.
La produzione non si limita, inoltre, alla sola industria cotoniera locale: alcune macchine, come le calandre, vengono infatti impiegate anche nei settori della gomma e della carta.
La Comerio rifornisce, già dai primi del Novecento, la Pirelli, la Ambrogio Binda, la Vita Mayer. L’innovazione tecnologica viene assicurata da stretti rapporti con l’ingegner Roberto Zust di Intra, produttore di macchine utensili. Nel 1900 l’impresa partecipa all’Esposizione Internazionale di Parigi.
Matrice utilizzata per la realizzazione dei cataloghi dei prodotti negli anni dieci/venti. Conservata presso l'impresa.
Quadro rappresentante la sede storica della Comerio in via Silvio Pellico. Conservato presso l’impresa.





