L’avvio dell’attività


Guarda le fotoGian Carlo Mazzanti, nato a Milano nel 1916, è impiegato di concetto presso la Innocenti negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale.
A conflitto concluso, di ritorno dalla prigionia in Egitto, decide di lasciare l’Innocenti, impegnata nella riconversione industriale, ed avviare un’attività in proprio con l’aiuto della moglie Nanda Minoli, figlia di un importante grossista di maglieria di Gallarate.

L’idea è di avviare una maglieria da bambinoGuarda il video prendendo spunto dai piccoli lavori di maglia che Nanda confezionava per i suoi due figli durante la guerra. Avvalendosi dell’aiuto di un paio di magliaie ed altrettante piccole macchineGuarda le foto, nasce così a Varese, nel 1948, il Maglificio ArtigianoVaresino (Ar-Va) che viene poi iscritto, nel 1950, alla Camera di commercioGuarda le foto come società di fatto. La sede è in via Caracciolo ed è costituita da quattro appartamenti presi in affitto in cui l’abitazione privata e gli spazi dell’impresa coesistono.


La produzione, da subito, riguarda l’intero ciclo di lavorazione, dal filato al prodotto finito, e nel giro di due anni il numero dei dipendenti sale a 15 persone. Per la necessità di spazi più ampiGuarda il video, la sede dell’impresa viene trasferita nel 1951 a Masnago. Nel 1953, Nanda Minoli recede dalla società, che quindi diviene una ditta individuale, pur continuando a lavorare per l’azienda occupandosi della produzione e delle scelte stilistiche. Gian Carlo, invece, si dedica principalmente all’amministrazione dell’impresa e alla vendita dei prodotti. Sua è, infatti, l’idea di aprire un negozio che gli consenta di vendere direttamente al pubblico la propria merce. AGuarda le fotopre così nel 1953 un negozio a Milano in via Domenichino con relativo deposito e successivamente, nel 1955, un secondo negozio in piazza Cuoco, con funzione di filiale. L’idea, che ha poi fatto grandi altri imprenditori, si dimostra però prematura rispetto ai tempi e mancano le risorse finanziarie per sviluppare questo progetto, per cui rispettivamente nel 1957 e nel 1962 i due negozi vengono chiusi.

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Fernanda Minoli e Giancarlo Mazzanti appena sposati. 1941, Archivio famiglia Mazzanti.

Fernanda Minoli e Giancarlo Mazzanti appena sposati. 1941, Archivio famiglia Mazzanti.

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Il padre Giuseppe Minoli accompagna la figlia Fernanda nel giorno del matrimonio. Si noti l’abbigliamento da “sposa di guerra”. 1941, Archivio famiglia Mazzanti.

Il padre Giuseppe Minoli accompagna la figlia Fernanda nel giorno del matrimonio. Si noti l’abbigliamento da “sposa di guerra”. 1941, Archivio famiglia Mazzanti.

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Da sinistra Marco, Cristina e Sandro Mozzanti. 1955, Archivio famiglia Mazzanti.

Da sinistra Marco, Cristina e Sandro Mozzanti. 1955, Archivio famiglia Mazzanti.

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In primo piano macchina a mano degli anni cinquanta ancora in uso. 2006, Archivio Centro per la cultura d’impresa.

In primo piano macchina a mano degli anni cinquanta ancora in uso. 2006, Archivio Centro per la cultura d’impresa.

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Attrezzo manuale degli anni cinquanta utilizzato saltuariamente ancora oggi. 2006 Archivio Centro per la cultura d’impresa.

Attrezzo manuale degli anni cinquanta utilizzato saltuariamente ancora oggi. 2006 Archivio Centro per la cultura d’impresa.

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Iscrizione dell’impresa al Registro ditte della Camera di commercio. 1950, Archivio Camera di commercio di Varese.

Iscrizione dell’impresa al Registro ditte della Camera di commercio. 1950, Archivio Camera di commercio di Varese.

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 Carta intestata dell’impresa. 1955, Archivio Camera di commercio di Varese.

Carta intestata dell’impresa. 1955, Archivio Camera di commercio di Varese.