dagli anni Novanta ad oggi
Nel 1989 la Aletti e figli diventa una società a responsabilità limitata con l’ingresso della terza generazione. Carlo, il figlio di Ezio, si dedica alla produzione, Marco ed Ezio, figli di Franco, seguono percorsi diversi. Ezio finiti gli studi liceali, affianca il padre nel settore commerciale; Marco si laurea in ingegneria collaborando costantemente durante gli studi con l'ufficio tecnico. Negli anni passa poi a occuparsi degli aspetti finanziari.
I contatti internazionali si ampliano estendendosi a paesi dell’Asia, alla Russia, agli Stati Uniti e al sud America. Nel corso degli anni novanta la parte della famiglia costituita da Pietro Aletti e dai suoi figli viene liquidata con una cessione di una parte degli immobili. La decisione si riflette negativamente sulla produttività dell’impresa che non sfrutta le opportunità di crescita offerte dai nuovi mercati esteri.
Nel 1998 muore Franco Aletti e gli succede nella carica di presidente il figlio Marco.
Il ridimensionamento quantitativo del mercato e la più facile reperibilità commerciale dei componenti meccanici, spingono l’impresa a mantenere all’interno soltanto la progettazione e l’assemblaggio finale, appoggiandosi a terzi per il resto. Questo ha determinato una contrazione della struttura produttiva che oggi è scesa a 20 dipendenti.
La produzione verte sempre più sulla “personalizzazione” delle macchine seguendo le specifiche richieste dei clienti. La gamma dei prodotti si espande fino a raggiungere i 14 modelli attuali (smerigliatrice, rasatrice, “messa al vento” per pelli bovine, tutte le macchine necessarie per le pelli ovo-caprine).
“Premio di commercio estero” conferito dalla Camera di commercio di Varese nel 1998. Archivio d’impresa.
Targa della Camera di commercio di Varese per il “Premio di commercio estero”, 1998. Archivio d’impresa.
Da sinistra Marco e Ezio Aletti alla fiera Itma Asia di Singapore (Esposizione internazionale del macchinario tessile) nel 2005. Archivio d’impresa.





